Antonella Perretta

BARBERINO DI MUGELLO – “Ancora non possiamo dare una data di inaugurazione del centro culturale dedicato a Giuliano Vangi, speriamo di poterlo fare al più presto”, lo ha dichiarato l’assessore alla cultura del Comune di Barberino di Mugello, Anna Nuti, nella serata di giovedì 26 Aprile, a un anno esatto dalla scomparsa del maestro, dedicata alla presentazione dei lavori per il nuovo polo con il quale Barberino di Mugello si propone di rendere omaggio e di tramandare l’opera del grande artista.

Per l’occasione nel Palazzo Pretorio sono intervenuti, insieme all’assessore, il presidente dell’associazione “Amici di Giuliano Vangi” Gian Piero Luchi e l’architetto Antonella Perretta, curatrice dell’allestimento; e, per un saluto, il figlio di Giuliano Vangi, che era presente insieme ad alcuni nipoti. Il centro dedicato allo scultore sorgerà nella palazzina ex Lem (azienda che produceva dispositivi elettromedicali e pacemaker) di proprietà della società Icap Sira, e non lontana dai suoi impianti; e in sala era presente infatti anche Mauro Toccafondi, già presidente di Confindustria Mugello e direttore dello stabilimento Icap Sira

Il figlio di Giuliano Vangi

Nella palazzina, è stato detto ieri, procedono i lavori di adeguamento, e il centro ospiterà al suo interno gessi, bozzetti e disegni che sono arrivai in Mugello alla fine del 2024 (articolo qui), e che sono stati temporaneamente sistemati, ancora imballati, in alcuni fondi del centro del paese. La loro collocazione e la futura composizione del centro sono state spiegate dalla curatrice, l’archietto Antonella Perretta.

“L’immobile – ha spiegato invece l’assessore Nuti – è in affitto da Icap Sira, con la quale abbiamo fatto una convenzione per cinque anni di affitto, e i locali sono stati sistemati e ristrutturati dall’azienda stessa”. Per la gestione centro, invece, Nuti spiega che, tramite un bando, sono state selezionate l’associazione Catalyst, che già gestisce il teatro comunale, ed una cooperativa.

La posizione decentrata rispetto al paese è stata un argomento più volte affrontato durante la serata: “Servivano – ha affermato Anna Nuti – spazi molto grandi, e questi sono spazi enormi, quattrocento metri quadrati: duecento metri di esposizione e duecento metri di spazi laboratoriali, non esiste in paese un locale che abbia tutto questo spazio” E aggiunge: “È vero che è decentrato, però gode di un ampio parcheggio e di una fermata dell’autobus, alla quale il professore di architettura con cui noi abbiamo una convenzione, ha dato grande importanza per le residenze artistiche degli studenti. Crediamo – aggiunge – che, anche se delocalizzato, offra grandi speranze. Non dimentichiamo – conclude – che in paese rimangono le opere di Vangi in palazzo comunale, davanti al teatro, e in Palazzo Pretorio”.

Anche Giampiero Luchi, presidente dell’associazione “Amici di Giuliano Vangi”, si dice soddisfatto della soluzione trovata. E aggiunge: “Questa collocazione da una parte ci costringerà a un impegno maggiore, ma dall’altra sicuramente non è il museo che il maestro non voleva. Lui diceva sempre infatti: ‘Non il museo, perché è qualcosa di fermo, di morto, dovete fare un centro culturale dove tanti, anche giovani, possano esprimere le proprie passioni”. Secondo Luchi, insomma, il futuro centro soddisfa questi parametri; e ricorda che, ciascuna solo a un chilometro di distanza, si trovano l’outlet ed il lago di Bilancino.

Nicola Di Renzone
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 27 Marzo 2026

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