FIRENZUOLA – E’ davvero una brutta notizia, sul piano culturale. Dal prossimo anno niente più teatro al cimitero germanico della Futa, e così dopo oltre venti anni gli straordinari spettacoli di Archivio Zeta andranno ad interrompersi. Lo ha deciso la Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge (Associazione per le tombe di guerra tedesche) che su incarico del Governo Federale di Germania gestisce i cimiteri di guerra.
L’associazione ha scritto a Gianluca Guidotti ed Enrica Sangiovanni, fondatori e registi della compagnia teatrale Archivio Zeta.

E Archivio Zeta ne dà notizia:

Siamo addolorati di comunicare che, dopo 23 anni di spettacoli, lavoro culturale e ricerca storica,  la direzione tedesca del Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge ha decretato che il 2026 sarà l’ultimo anno di rappresentazioni teatrali al Cimitero militare germanico del passo della Futa: questa umiliante decisione metterà a repentaglio il nostro lavoro, le persone che lavorano con noi e un’intero ecosistema culturale e di indotto turistico sull’Appennino tosco-emiliano costruito nel corso degli anni e danneggerà irrimediabilmente un rito culturale che coinvolge ogni anno migliaia di spettatori. Per ora, non possiamo far altro che comunicarvi le prossime settimane di repliche fino al 23 agosto: saranno le ultime e poi calerà definitivamente il sipario sul nostro Teatro di Marte. Questa triste comunicazione è quindi anche per coloro che non sono mai venuti e che attendevano il momento giusto: ora o mai più!”

La decisione, da parte tedesca era stata motivata col fatto che dipendenti, membri, sostenitori e familiari dei caduti avevano espresso critiche su questo utilizzo, considerando inconcepibili gli spettacoli nei cimiteri. Così per rispettare questo sentimento è stato deciso di bloccare gli spettacoli.

Decisione assai discutibile, anche perché gli spettacoli allestiti tra Luglio e Agosto nel cimitero, per modalità e contenuti, apparivano assai rispettosi del contesto. Ed erano anche occasione, per migliaia e migliaia di persone, di conoscere e visitare quel luogo, che altrimenti mai sarebbe stato frequentato.
Chissà se vi saranno spazi per un ripensamento. Sicuramente le autorità italiane dovrebbero farsi sentire, per provare a trovare una soluzione e per sollecitare una diversa valutazione di questa decisione.

© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 Agosto 2026

 

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