Foto: Francesco Noferini

BARBERINO DI MUGELLO – Il fonte battesimale di Sant’Andrea a Camoggiano si presenta come una struttura di tipo architettonico, una sorta di tempietto a pianta esagonale che costituiva il rivestimento esterno di una vasca marmorea. La struttura, alta 162 cm, incornicia sei pannelli rettangolari di cm 120×85, uno dei quali è andato perduto, che raffigurano a bassorilievo scene della vita di San Giovanni Battista.

Ogni pannello si presenta composto da due pezzi di cottura separati da un taglio irregolare nascosto sfruttando il profilo del paesaggio e i contorni delle figure. Le prime tre scene, da sinistra verso destra, sono relative all’infanzia del Battista (San Giovanni fanciullo si reca nel deserto, incontra Gesù bambino, saluta i genitori); le formelle successive narrano la vita del Battista adulto (La predica alle folle, Il battesimo delle genti, Il battesimo di Cristo – bassorilievo asportato nel furto del 1906-).

La base del fonte posa su un alto zoccolo mentre la sommità, decorata con ovuli e palmette, è chiusa da un coperchio di noce. La superficie del fonte è interamente invetriata con l’aggiunta di dorature stese in più parti per impreziosire il racconto smaltato; pennellate di azzurro cobalto sottolineano ciglia e sopracciglia e di nero tratteggiano l’arme dei Cattani, castellani di Barberino, sulle due facce opposte del fregio.

Il fonte, attribuito a Benedetto Buglioni (1461-1521) su commissione del priore Pandolfo Cattani -in carica a Camoggiano dal 1496 al 1528- è datato al 1505; si trovava di fronte alla porta d’ingresso della chiesa e fu spostato poi nella cappellina a sinistra dell’entrata, cosiddetta del Battesimo.

Foto: Francesco Noferini

L’opera, presente a Camoggiano fino al 12 gennaio del 1907, venne rimossa e trasferita a Firenze nel laboratorio di restauro dell’Opificio delle Pietre Dure, poiché nel furto del novembre del 1906 era stata asportata la formella del Battesimo di Gesù.

Un primo restauro del fonte si completa nel maggio del 1907 con l’integrazione di “una pietra liscia” al posto del pannello rubato e, un anno dopo, nell’agosto del 1908, l’opera venne ospitata nel Museo di San Marco dove “fa bella mostra nel centro della sala detta del Lavabo”.

Dopo molti anni sarà effettuato un secondo restauro, iniziato nel gennaio del 1982, sempre presso l’Opificio delle Pietre Dure e, una volta concluso negli anni ‘90, inizia da parte della Soprintendenza la ricerca di una idonea sistemazione nel territorio.

Verrà individuata la chiesa di S. Maria a Vigesimo come sede sicura e più vicina al luogo di provenienza che ospiterà il fonte fino all’anno 2000, quando sarà trasferito definitivamente nel museo Beato Angelico di Vicchio, dove attualmente è conservato.

Foto: Francesco Noferini
Foto: Francesco Noferini
Foto: Francesco Noferini
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Marco Pinelli
Foto: Francesco Noferini
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 dicembre 2025

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