
Lo spettacolo recupera l’antica arte del cunto, la narrazione orale siciliana, reinterpretandola attraverso un linguaggio teatrale contemporaneo, nel quale il confine tra attore e spettatore si fa sempre più sottile. Non esiste una successione prestabilita di racconti: le storie vengono estratte da una bisaccia, prendono forma attraverso la voce e il corpo dell’interprete e si sviluppano seguendo anche gli stimoli e le sfide proposte dagli spettatori. È proprio questa dimensione partecipativa a rendere ogni rappresentazione diversa dalla precedente. Il pubblico non assiste semplicemente a una storia, ma contribuisce a costruirla. Tra comicità, invenzione scenica e memoria collettiva, Giuseppe Provinzano dà vita a un teatro che restituisce centralità alla parola, alla relazione e all’immaginazione. Un’esperienza che valorizza il patrimonio narrativo del Sud Italia, dimostrando come le tradizioni popolari possano continuare a parlare al presente attraverso nuove forme espressive.
L’appuntamento si inserisce nel percorso culturale di SUDD – Tre voci dal margine. Il Sud al centro, una rassegna che pone al centro dell’attenzione artistica le voci, le identità e le esperienze del Mezzogiorno, proponendo il teatro come spazio di incontro, confronto e riflessione. Con “(comu veni) FERRAZZANO”, lo Spazio Brizzolari diventa così luogo di condivisioe di un patrimonio fatto di racconti, personaggi e suggestioni che attraversano le generazioni, ricordando quanto la narrazione sia ancora oggi uno degli strumenti più autentici di comunicazione e relazione umana.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 15 ottobre 2026