
Come nasce Massimiliano Generini come artista? Perché la carriera che avevi scelto alle superiori era diversa… “Esatto, alle superiori ho studiato per diventare geometra al Giotto Ulivi. Ma fin dalle elementari mi piaceva tantissimo disegnare, e alle medie, mi ricordo, avevo un compagno di classe con il quale competevo per i disegni, ci sfidavamo al disegno più bello. Poi però l’adolescenza, che ti porta un po’ fuori dagli schemi, e anche il gruppo di amici che avrei rischiato di perdere nel caso avessi scelto la scuola d’arte a Firenze, mi portò ad optare per lo studio da geometra a Borgo. A fatica ho portato a termine le superiori, ma nel momento in cui ho finito la scuola, la voglia di disegnare, che non mi aveva in realtà mai abbandonato, è tornata fuori ancora più prepotentemente. La svolta avvenne quando entrò a far parte del gruppo con il quale all’epoca uscivo una ragazza che frequentava l’istituto d’arte, e che voleva fare l’Accademia a Firenze. Le feci vedere i miei disegni, e lei mi spinse ad iscrivermi all’Accademia con lei”.
Da quel momento la strada è stata più in discesa? “Assolutamente no. Il primo anno andavo a scuola ma avevo mantenuto anche il lavoro. Però, conscio che quella era la mia strada, ho affrontato tutto in maniera diversa, anche se nel secondo anno ero entrato un po’ in crisi con la pittura. Ma fortunatamente seguivo altri corsi oltre quello principale di disegno,, che mi hanno cambiato la vita. E devo ringraziare per questo soprattutto il professor Bianchini, con il quale ho fatto il corso di Fonderia”.
E poi? Quale sarebbe il tuo sogno? “Il mio sogno artistico è quello di continuare ad indagarmi, a cercare chi sono e ad esprimerlo attraverso la mia arte. Per quanto riguarda la mia professione, mi piacerebbe diventare un professore accademico, così avrei modo di confrontarmi quotidianamente con persone che si devono formare ma anche persone che hanno formazioni ed esperienze diverse dalla mia, per continuare a crescere nel mio percorso artistico”.
Andrea Pelosi (foto: Antonio Annoni)
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 20 dicembre 2019