BARBERINO DI MUGELLO –  Attraverso “Poietica”, la prima edizione di una rassegna che mette al centro la poesia come laboratorio rigenerativo di comunità, in corso a Barberino di Mugello da Settembre 2025 fino a Marzo 2026, sono state realizzate iniziative di assoluto valore, varie negli approcci e nei contenuti.

Nel pomeriggio di ieri, sabato 7 Marzo, la Proloco per Barberino – con il patrocinio e la collaborazione del Comune, e il sostegno di altre associazioni e realtà del paese – ha proposto “L’Uomo e la parola” (articolo qui), un omaggio al poeta Ivo Guasti, insignito del premio “Barba d’oro” – massima onorificenza del Comune – e scomparso  nel Luglio 2021.

Un resoconto della serata non può rendere giustizia all’impeccabile organizzazione e alle emozioni suscitate nei numerosi presenti, frutto di un gruppo di lavoro affiatato e della qualità dei talenti messi a disposizione da ogni componente (Ivana Bicchi, Sandro Borsotti, Sonia Gera, Paolo Menchetti, Paolo Parrini e Anna Pieraccini).

La sede, il Palazzo Pretorio, dove già sono collocati i 1400 testi e la documentazione contenuta in 17 faldoni – dono della famiglia Guasti al Comune – , era sapientemente allestita con un’esaustiva mostra fotografico-documentaria curata da Anna Pieraccini.

Hanno aperto il convegno – introdotte dal conduttore Pietro Cardelli, Responsabile Cultura e membro della Segreteria ARCI di Firenze – la Sindaca Sara Di Maio e l’Assessora alla Cultura Anna Nuti, mettendo in rilievo il valore dell’iniziativa dedicata all’illustre cittadino che ha amato e onorato il suo Comune, e ringraziando gli organizzatori per l’impegno profuso.

A seguire, la proiezione del filmato “La parola Fiorita-Ivo legge le sue poesie”, ha introdotto nella giusta atmosfera per affrontare gli aspetti successivi. Sul tema del fondo si sono concentrati gli interventi di Erica Vecchio della biblioteca Marucelliana e Martina Cipriani della biblioteca di Barberino, che ne hanno sottolineato la ricchezza in termini di testimonianza vitale, oltre che materiale. Un regalo all’intera comunità proveniente da chi, nei primi anni ‘60, lottò strenuamente per la nascita di una biblioteca comunale.

La seconda proiezione, “Le parole che restano”, a cura di Paolo Menchetti e Paolo Parrini, ha visto l’alternarsi di otto interviste ad altrettanti amici e amiche di Ivo, fra impressioni personali e aneddoti sull’uomo e sull’artista, con il suo rigore a volte pungente, la sua profonda capacità di analisi politica, l’assoluta fedeltà amicale, l’essere poeta nella vita e della vita.

Andrea Parlanti, laureato in lettere, dottore di ricerca e scrittore, nello spazio dal titolo “Il tempo e la parola”, ha incantato la platea con un’analisi critica di altissimo livello sull’opera poetica dell’autore. Fra le tante suggestioni, quella di un intellettuale del Novecento dal “vivere poetando”, la cui intera esistenza è stata come una romanza in versi, che restituisce un paesaggio umano costellato da momenti semplici e da sentimenti che ci accomunano in modo assoluto. Il tempo e la vita come elementi strettamente collegati, e il paese – spesso protagonista – che si fa terra di tutti, dell’intera umanità.
L’assenza del momento negativo come necessità di pace, come primo, eterno attimo felice che fa da contrappeso e diventa funzionale a “resistere”. Un gettito creativo forte e continuo che, come ebbe a scrivere Franco Fortini rispetto alle sue prime composizioni poetiche, “fa bene a chi legge”.

Al dotto commentario, è seguita la lettura di alcune poesie da parte dello stesso Parlanti e di Pietro Cardelli. E, per chiudere in bellezza, la proiezione del filmato “Dalla parola il suono”, di Paolo Parrini, una carrellata di immagini tratte dagli spettacoli realizzati con Ivo dal 1982 al 2020.

La moglie Ivana, il figlio Alessio, la nuora Margherita, tutti i parenti, gli amici e i conoscenti, oltre a commuoversi, hanno apprezzato senza dubbio la qualità e completezza dell’incontro, nel corso del quale Ivo Guasti è stato ricordato per quello che era veramente, un uomo vero e un vero poeta, ma nel contempo uno di noi. Con l’impressione che anche lui si sarebbe riconosciuto in questo bel ritratto, e che ne sarebbe stato felice.
Grazie Ivo!

Elisabetta Boni
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 Marzo 2026

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