Una delle opere di Giusi Gramigni
Una delle opere di Giusi Gramigni

VICCHIO – Dal 6 all’11 Dicembre, l’artista mugellana Giusi Gramigni, che abita a Vicchio, ha esposto le sue opere alla Casa di Dante, in via Santa Margherita, a Firenze, con una mostra dal titolo “Dal vero… Forme e colori”.

Nelle sale della prestigiosa galleria, l’artista mugellana ha presentato venti opere della sua più recente produzione, incentrata sulla rappresentazione di paesaggi del Mugello e sugli studi di nudo. Il tema del paesaggio è una costante consolidata e ricorrente nella secolare tradizione degli artisti che, dalla terra di Giotto e del Beato Angelico, dal Maestro di Montefloscoli ai pittori di oggi, hanno tratto ispirazione e colto il fascino dei colori e delle forme del paesaggio mugellano. La bellezza della natura, in questa parte della Toscana, presenta una varietà incredibile di soggetti: colli armoniosi, alberi secolari, specchi di vivide acque limpide, campi e filari di diverse colture, una vegetazione spontanea le cui colorazioni stupefacenti, all’alternarsi delle stagioni, colgono di sorpresa il viaggiatore occasionale, e commuovono in ogni tempo chi, essendone a contatto da sempre, ne riconosce il rinnovato fascino.

La spinta alla rappresentazione pittorica in molti scaturisce quasi naturalmente dalle suggestioni che l’ambiente induce, ed è questa forse la ragione che vede la diffusa presenza di artisti nel territorio. Molti dei quali, tradizionalmente attratti da “motivi agresti”, dipingono aie popolate di animali, di buoi, di carri e di cavalli, di contadini e di massaie operose. E’ il mondo arcadico e idilliaco già stravolto dalla mutazione antropologica del secolo scorso, che anche nell’ambito dell’arte ha prodotto profondi cambiamenti. Nella seconda metà dell’Ottocento il movimento dei Macchiaioli aveva elaborato e praticato teorie innovative volte all’attenzione per il “vero”, oltre le tematiche religiose e retoriche della pittura accademica. Per ottenere gli effetti del ”vero”, il paesaggio viene reso attraverso lo studio della luce che è l’elemento portante nell’interpretazione della natura, rappresentata solo attraverso i colori che la compongono.

Giusi Gramigni, costantemente ispirata dall’atmosfera di bellezza della natura che la avvolge, si colloca sulla linea segnata dai Macchiaioli, dipinge di macchia, offrendo interpretazioni originali che scaturiscono dalla profonda adesione a tale bellezza e avvalendosi del solido corredo tecnico della sua formazione accademica. Spicca nei suoi quadri l’attenta ricerca cromatica riservata ai soggetti privilegiati: piante, scorci di sentieri, vedute prospettiche di paesaggi osservati in variati momenti atmosferici. Nella tela dal titolo “Lago di Galliano” la ricca pasta cromatica si rivela nei toni di verde, di giallo, stesi con pennellate sensibili al variare della luce, di azzurro, sapientemente giocato nella resa del fluire dell’acqua.

Gli alberi sono presenze ricorrenti nei lavori di Giusi: la chioma de “L’acero campestre” si staglia luminosa sullo sfondo delle lontane colline rosseggianti, nel cielo striato di nubi. “Effluvio di lavanda” 2025, emana dai filari della pianta profumata che confluiscono verso il sentiero ai limiti dei campi di giallo lucente, racchiusi nel viola delle colline. Morbidezza di tocco, studiati accordi tonali ritornano in “Sentiero” del 2025: una sequenza di alberi, prospettati in ordine crescente lungo un percorso scosceso, sono investiti dalla forza di una luce radente che li anima, quasi figure umane volte alla ricerca di una meta salvifica.

Nei lavori di Giusi si coglie un equilibrio compositivo, dato dall’impianto geometrico che scandisce gli spazi dove si configurano le sue vedute naturalistiche. La ricerca di armonia e di equilibrio si estende agli studi di nudo che la pittrice coltiva con efficacia di segno, con l’uso sapiente dello “sfumato”, che aggiunge alla precisione anatomica della figura umana effetti di profondità e di realismo. L’esplorazione della forma e della bellezza del corpo umano ha radici antiche e tocca la perfezione nell’opera grafica dei geni del Rinascimento, modelli di ogni artista teso alla realizzazione dell’ideale di armonia e di perfezione.

Il corpo umano nella sua architettonica struttura è il paradigma della bellezza della natura, si esprime nelle proporzioni dinamiche delle sue membra, nel ritmo dei volumi della muscolatura, nell’armonia dell’insieme.

La stretta correlazione tra la natura intesa come una statica architettura e il corpo umano come modello di armonia e di perfezione, che Giusi svela nel suo operare, ne indicano la intensa sensibilità di riflessione e di rielaborazione artistica del reale.

Maria Luisa Vallomy Bettarini
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 Dicembre 2025

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