BORGO SAN LORENZO – Domenica 26 Ottobre alle 16.00 alla biblioteca di Ronta sarà presentata la ricerca di Felice Bifulco, Antonio Margheri e Loriana Tagliaferri, dal titolo: “Alessandro Pieri (Stella). (Ronta 1904- Firenze 1975). Un falegname dalle carceri fasciste alla Resistenza”. Una figura importante per il paese di Ronta, alla quale è stata anche intitolata una via. L’appuntamento è alle 16.00, e per l’occasione ci saranno letture e testi a cura di Adriano Fuligni. Per l’occasione sarà anche proiettato un video con una testimonianza sonora di Alessandro Pieri, realizzato da Felice Bifulco.
Così Margheri riassume l’affascinante storia di Alessandro Pieri e la nascita di questo lavoro:
“Nell’ambito delle nostre ricerche storiche sul Mugello nell’età contemporanea, da alcuni mesi ci siamo misurati e documentati su una figura che riteniamo di grande rilevanza storica, umana, politica e civile: Alessandro Pieri, nato a Ronta il 14 febbraio del 1904 e deceduto a Firenze il 5 febbraio del 1975. In particolare la ricercha si è svolta presso i fondi dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea, l’Archivio Centrale dello Stato a Roma, il Fondo archivistico di Giovanni Verni (custodito dalla moglie Maria) e consultando la numerosa documentazione conservata dalla figlia Maria Teresa Pieri, in particolare racconti, poesie, drammi, quaderni e ben 553 lettere dal carcere.
Una documentazione che copre tutta la vita di Alessandro Pieri: dalla sua nascita e prima adolescenza nel podere di Mansalto alla precoce morte del padre che induce la madre a trasferirsi con la famiglia a Firenze dove Alessandro frequenta le sei classi elementari a Montedomini e da dove esce “ribelle” proprio nel 1919, l’anno del famoso tumulto annonario “Bocci Bocci”.
Nel collegio Pieri impara il mestiere di falegname frequentando il famoso laboratorio dei fratelli Coppedè, che avranno numerosi rapporti anche con Galileo Chini.
Un documento dell’epoca
A 16 anni, nel 1920, si iscrive alla Federazione giovanile del Partito Socialista Italiano e nel 1921, con tutti i suoi compagni, passa alla Federazione giovanile comunisti italiani. Siamo già nei mesi che vedono lo sviluppo dello squadrismo fascista; la vita di Alessandro si svolge tra il laboratorio di falegname e la politica, il suo racconto e le sue vicende si intrecciano con tanti altri suoi compagni (poi anche di carcere) ed episodi importanti della storia di Firenze. Nel 1923 è costretto a nascondersi a Roma, fa il militare a Napoli e Torino poi torna a Firenze.
Nel settembre del 1927 viene arrestato e il Tribunale Speciale lo condanna a 7 anni e 6 mesi. Transita dalle Murate a Regina Coeli, poi alla fine del 1928 a Oneglia per passare nel marzo del 1932 a Fossano. Le lettere che scrive dai vari penitenziari, pur tra le maglie strette della censura, sono di un interesse straordinario per documentare il regime carcerario fascista, l’attività di studio che i detenuti politici riescono ad imbastire nonostante le dure condizioni, la complessità e la difficoltà a mantenere i rapporti con le famiglie (Alessandro e Vittoria Mugelli si potranno sposare solo per procura, non in presenza) ed emerge tutto lo spessore morale ed umano di Alessandro Pieri. In carcere non perderà mai la speranza di uscire prima della condanna, una speranza incrollabile nella fine del fascismo che lo sosterrà sempre e che trasmette sempre ai parenti.
Con l’amnistia del novembre del 1932 Pieri viene scarcerato, rientra a Firenze, riprende il lavoro ed anche l’attività politica clandestina. Con altri compagni viene di nuovo arrestato per aver riorganizzato e fatto propaganda per il Partito Comunista Italiano. Pieri viene condannato a 12 anni. Detenuto a Regina Coeli fino alla fine del 1937, poi passa a Fossano nel febbraio 1938 fino al gennaio 1940 quando viene trasferito a Castelfranco Emilia. Infine riguadagna la libertà nell’agosto del 1943, con la caduta di Mussolini.
Ha scontato in tutto 11 anni e 9 mesi di reclusione.
Alessandro Pieri
Tornato a Firenze, si trasferisce in Mugello dove entra in contatto con il Comitato di Liberazione nazionale (CLN) di Borgo San Lorenzo, in particolare con il presidente Donatello Donatini e viene ospitato dalla famiglia Scandaglini a Sagginale. Si sposta sul Monte Giovi, dove costituisce un distaccamento partigiano; insieme ad altri distaccamenti si unisce a Potente (Aligi Barducci) e l’8 giugno 1944, alla costituzione della 22° Brigata Garibaldi “Lanciotto”, è nominato vicecommissario politico. Poi diviene commissario politico della Divisione Arno e partecipa alla liberazione di Firenze.
La documentazione rinvenuta consente di tracciare un profilo della sua azione partigiana sempre improntata a grande equilibrio, ponderazione e capacità di tessere rapporti positivi sia con formazioni di altro colore politico (Giustizia e Libertà), sia con il mondo contadino che ben conosceva e che ebbe importanza fondamentale nel sostenere la lotta partigiana. A Liberazione avvenuta entra a far parte della Camera del Lavoro di Firenze con varie cariche che ricopre fino al 1955, poi riprenderà la sua attività di falegname a tempo pieno.
E’ membro del comitato provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) e dell’Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti (ANPPIA) e in tale veste supporterà la difesa e la sussistenza di alcuni partigiani sotto processo tra la fine degli anni Quaranta e gli anni Cinquanta.
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1 commento
Bel lavoro! Complimenti! E grazie a Stella per tutto quello che ha fatto