
L’opera, dall’evidente carattere controriformistico, per la teatrale, didascalica e chiara esposizione del soggetto trattato, appartiene certamente al pieno Seicento e la presenza dei due santi domenicani rende più che probabile l’originaria collocazione all’interno della pieve. Più problematica appare l’attribuzione del dipinto, la cui qualità pittorica denuncia comunque una mano di primo rilievo: si sono fatti i nomi di Jacopo Vignali, di Matteo Rosselli e di Fabrizio Boschi all’inizio della sua attività.
Ultime notizie
- La Madonna di Giotto è tornata nella sua Pieve
- Riccardo Nencini presenta a Ronta il libro su Oriana Fallaci
- Lo Scrittoio presenta “Carte in tavola”, diciottesima edizione di “Itinerario nell’arte
- A Palazzo dei Vicari la proiezione del film “Sulle tracce di Antigone”
- Il programma del “Cinema sotto le stelle” a Borgo San Lorenzo e frazioni
- Pater Pan a Borgo San Lorenzo, la bella recita dei bambini della scuola elementare
- “I girasoli di Odessa”. A Bivigliano l’ultimo libro di Leonardo Gori
- La Compagnia del SS. Sacramento di Santa Maria a Fagna