
L’opera, dall’evidente carattere controriformistico, per la teatrale, didascalica e chiara esposizione del soggetto trattato, appartiene certamente al pieno Seicento e la presenza dei due santi domenicani rende più che probabile l’originaria collocazione all’interno della pieve. Più problematica appare l’attribuzione del dipinto, la cui qualità pittorica denuncia comunque una mano di primo rilievo: si sono fatti i nomi di Jacopo Vignali, di Matteo Rosselli e di Fabrizio Boschi all’inizio della sua attività.
Ultime notizie
- “Le voci di ieri…che a volte ritornano”, di Felice Bifulco: Andrea Banchi intervista l’autore
- “Tracce di memoria”, in Mugello l’arte contro l’Alzheimer
- La libreria Capitolo 7 di Barberino finalista nel concorso nazionale “Libreria Straordinaria”
- A Borgo un libro sulla resistenza dimenticata degli italiani in Montenegro
- Alla scoperta del liberty dei Chini. Un’iniziativa dell’Unione dei Comuni del Mugello
- Moving Vision: danza, cinema e talento in scena all Museo Spazio Brizzolari
- San Piero a Sieve si prepara per la diciannovesima edizione di “Estemporanea”
- A Vicchio la presentazione del libro “Il Mugello in camicia nera”