
Ce ne sono altri invece per i quali l’arte è prima di tutto per se stessi, un modo di espressione creativa estremamente personale. Che custodiscono in modo geloso.
La manualità a Costi non manca, e neppure l’occhio fotografico. Tra gli appassionati di fotografia Costi è ben noto per le sue splendide immagini naturalistiche, con soggetto preferito i volatili. “Quando stavo bene – racconta – ero sempre in giro, nella natura, a fare foto, o a cercar funghi e a pescare. Ma ho sempre fatto bricolage, navi, aerei. Poi mi sono ammalato, son dovuto diventare più sedentario. Ho iniziato a fare questi lavori nel 2006. Ero in casa, non potevo uscire e far niente, ma qualcosa dovevo inventare. E realizzare queste opere mi diverte un sacco, e talvolta mi dimentico perfino di mettere l’ossigeno, la cosa mi prende, è una grande passione”.
Tecnicamente Costi realizza i suoi quadri, di piccole dimensioni, mediante impiallacciatura del legno. “Io non so fare altro che copiare – dice modesto -: riporto le immagini sul legno, scelgo i legni con le varie tonalità, lì compro in un negozio a Firenze o dal Lepri a Borgo San Lorenzo. Per le figure prendo le foto di riferimento dai libri, e tante me ne hanno date gli amici fotografi, Giancarlo Bani, Buccoliero, Francesco Noferini, vecchie foto di Aldo Giovannini, o magari disegni di Enrico Pazzagli: edifici e scorci che non ci sono più, vecchi mulini e vecchie piazze, vicoli, e tante chiese. Quando ho finito il quadretto l’attacco, lo guardo, e finisce lì”.
Artista umile, Renato Costi, senz’altro. Ma le sue opere sono miniature in legno davvero pregevoli, realizzati con una tecnica raffinata che porta a una costruzione minuziosa dell’immagine, con strati sottili di legni diversi e dai colori diversi. Un’arte che richiede gusto, sensibilità e grande perizia.
Paolo Guidotti