
Agli inizi del XIV secolo il borgo rivestiva già una notevole importanza strategica lungo l’antica direttrice appenninica. Come riferisce Cherubino Ghirardacci nella Storia di Bologna, nel 1300 il Comune di Bologna, constatato il grave degrado della Via Cassa Vecchia, ormai quasi impraticabile sia a cavallo sia a piedi, deliberò il ripristino del tratto compreso tra San Ruffillo e Pietramala, allora appartenente al territorio bolognese.
La chiesa è documentata fin dal 1257, anno in cui vi fu rogato un atto di vendita tra Ugolino di Azzone Ubaldini e il cardinale Ottaviano degli Ubaldini. Dal punto di vista amministrativo Pietramala rimase soggetta a Bologna fino al 22 giugno 1404, quando entrò a far parte dello Stato fiorentino, venendo inclusa nel vicariato di Firenzuola, del quale costituì un comunello autonomo fino al 1776.
Sul piano ecclesiastico continuò invece a dipendere dalla diocesi di Bologna fino al 1785. L’anno successivo fu elevata a pieve e le vennero assegnate come suffraganee le chiese di Bruscoli, Cavrenno (poi Montalbano), Le Valli, Covigliaio e Peglio.
Fino alla fine del Settecento era inoltre presente a Pietramala un ospedale per pellegrini dedicato a San Lorenzo, fondato nel XIII secolo per assistere i viandanti che attraversavano il valico appenninico. Nel 1799, durante l’occupazione francese, l’edificio fu trasformato in magazzino, perdendo definitivamente la sua funzione originaria.
L’attuale chiesa iniziò a essere costruita nel 1884 per iniziativa del pievano don Innocenzo Zagni di Cornacchiaia. Il progetto fu affidato all’architetto Giuseppe Baldi dalle Rose, che seguì personalmente il cantiere per oltre vent’anni. L’edificio, ispirato all’architettura religiosa del Rinascimento, presenta una pianta a croce greca, murature esterne in filaretto di arenaria, soffitti a volte, una maestosa cupola ottagonale e un elegante campanile. In origine la copertura era realizzata con lastre di pietra, sostituite da tegole intorno alla metà degli anni Cinquanta del Novecento.
Secondo la tradizione, anche il pittore macchiaiolo Telemaco Signorini, ospite abituale della famiglia Baldi dalle Rose nella loro villa di Pietramala, avrebbe realizzato alcuni disegni che rappresentavano il cantiere. La stessa famiglia Baldi dalle Rose contribuì in maniera determinante al finanziamento dell’opera, permettendo la costruzione di uno degli edifici religiosi più significativi dell’Alto Mugello.
La nuova chiesa fu inaugurata nel luglio del 1902, mentre il campanile venne completato tra il 1904 e il 1906, secondo le diverse fonti.
Così il Messaggero del Mugello del 10 luglio 1902 descriveva la consacrazione dell’edificio:
“Domenica passata 6 corrente l’Arcivescovo di Firenze Alfonso Maria Mistrangelo, trovandosi in questi dintorni, consacrò la nuova e bellissima chiesa di Pietramala, eretta con private oblazioni sull’arena della vecchia chiesuola, sopra disegno lodatissimo dell’Architetto signor Giuseppe Baldi dalle Rose, il quale ha pure vegliato con amore, zelo ed assiduità all’esecuzione dell’opera grandiosa da varii anni iniziata.”
L’interno colpisce per la luminosità degli ambienti e l’armonioso equilibrio delle proporzioni, dove la sobrietà delle linee architettoniche si fonde con un intenso senso di raccoglimento. Gli altari, realizzati in marmi pregiati, sono arricchiti da eleganti cibori donati da Cristina Baldi, mentre il coro ligneo, progettato da Giuseppe Baldi dalle Rose ed eseguito dal falegname Pietro Baldini con l’aiuto di maestranze locali, rappresenta una preziosa testimonianza della tradizione artigianale del territorio.
“ La chiesa ha molto sofferto per i bombardamenti, la cappella di S. Antonio (lato sud) è sfondata, sono crivellati di colpi i due altari laterali e tutto il mobilio è sciupato e distrutto; l’altare della Madonna è stato minato ed ha alquanto patito il muro esterno a nord. Il tetto, specie verso sud, ha molto patito. Tutte le finestre (16) sono distrutte. La casa canonica è tutta sforacchiata dai proiettili che hanno tutto devastato, in modo particolare la sacrestia. Non vi è più una porta , né esterna né interna, le finestre sono quasi tutte rotte insieme con le soglie, il tetto è tutto rovinato e piove dappertutto”
La statua della Madonna fu sostituita nel 1955 con quella tuttora venerata. Fu danneggiata anche la statua di San Giovanni Battista presso il fonte battesimale. Le ferite lasciate dal conflitto rappresentano ancora oggi una significativa testimonianza delle drammatiche vicende che hanno coinvolto la comunità di Pietramala nel corso del Novecento.
Pietramala fu anche stazione di posta per i numerosi viaggiatori che percorrevano la strada carrozzabile della Futa. Quando questa via perse d’importanza, a causa della concorrenza delle strade ferrate, la località seppe trasformarsi in un apprezzato luogo di villeggiatura. Di questo, però, abbiamo già parlato in un altro articolo pubblicato sul Filo del Mugello.
La località fu inoltre, fin dai primi anni del Novecento, una stazione sciistica e un luogo frequentato per gli sport invernali.
Sergio Moncelli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 27 settembre 2026
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