MARRADI – È stato un bel momento di teatro e riflessione quello che nella serata di lunedì 20 Luglio a Marradi ha inaugurato la rassegna “Libri sotto le stelle 2026”. Marco Paolini ha infatti presentato il suo “Piove male! Storie e dialoghi dall’Atlante delle Rive” un evento speciale che ha seguito insieme a Michela Signori, curatrice del progetto Atlante delle Rive.

La serata è stata un incontro a più voci dedicato ai temi della crisi idrica, della desertificazione e delle conseguenze dell’azione dell’uomo. Vi hanno partecipato Roberto Giarola, della struttura del Commissario alla ricostruzione nei territori colpiti dall’alluvione, Giovanni Massini, Direttore della Direzione Difesa del Suolo e Protezione Civile della Regione Toscana, Francesco Visentin, docente di Geografia umana Università di Udine e scrittore, e Daniela Morozzi, attrice e direttrice del festival “Libri sotto le stelle”.
Ad esempio, si è riflettuto sui cambiamenti climatici, ma anche sugli errori fatti dall’uomo nel tentativo di “mettere in sicurezza”, sulla percezione del rischio da parte delle persone e sul fallimento, cosa paradossale, dei contributi antisismici; mentre invece, è stato spiegato, il rischio si può solo mitigare.
Paolini, prima del suo monologo, ha parlato del Polesine, poi l’attore, con la sua tradizionale maestria e ironia, ha presentato una parte del suo spettacolo “Bestiario idrico” ed ha parlato delle anguille, delle tradizioni regionali legate a questo animale, ma anche del legame di questo animale con le acque di falda e delle sue abitudini migratorie fino al Mar dei Sargassi. Nel suo monologo, Paolini ha citato anche le anguille del Lamone, che i vecchi contadini sapevano come catturare, fino ad immaginare il viaggio delle anguille dal Lamone ai Sargassi, dove poi muoiono dopo essersi riprodotte. Ricordando però come abbiamo ormai perso l’80% delle risorgive, e legando la storia delle anguille alla vita dei fiumi, in tema appunto con la serata.
A contribuire al grande successo della serata è stata anche la location. Si è infatti scelto un luogo chiuso da decenni: il parco, che si affaccia direttamente sul Lamone, di una villa marradese: villa Bernabei, un ambiente molto suggestivo. E tanti marradesi sono intervenuti, desiderosi di rivedere uno spazio che per tanto tempo era rimasto inaccessibile.

© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 21 Luglio 2026