
MUGELLO – Nella mattinata di sabato 30 maggio, si è tenuta a Prato, nella sala della Costituzione della Provincia, l’inaugurazione della mostra “Il futuro è nostro”, organizzata dall’Istituto di Studi Storici Postali “Aldo Cecchi” e dall’Archivio di Stato della città, in occasione dell’80° anniversario del voto alle donne. Una mostra ben documentata e ricca di testimonianze, che attesta il riconoscimento di un diritto al quale l’Italia giunse quasi come fanalino di coda in Europa, ma con un riscontro inaspettato. Infatti, circa l’85% del corpo elettorale femminile si recò alle urne, il 2 giugno 1946. Un risultato che dette la spinta a un processo di consapevolezza dell’importanza della partecipazione delle donne in ogni ambito della società, tuttora in corso.
La cerimonia ha visto la partecipazione del neo-eletto Sindaco Matteo Biffoni, dell’Assessora regionale Cristina Manetti, del Presidente della Provincia Simone Calamai, del Direttore dell’Archivio di Stato Leonardo Meoni e del Direttore dell’Istituto di Studi Storici Postali “Aldo Cecchi”, Bruno Crevato-Selvaggi. Oltre, naturalmente, alle curatrici dell’evento Deborah Cecchi, Vicepresidente dell’Istituto di Studi Storici Postali e Chiara Marcheschi Archivista dell’Archivio di Stato.
La mostra rende conto del percorso che portò alla nuova legge elettorale del 1945 che estendeva il voto alle donne, completato nel febbraio del ’46, quando fu disciplinato anche il diritto ad essere elette. Così, il 2 giugno di quell’anno, quasi 13 milione di donne si recarono alle urne per esprimersi sul referendum istituzionale e per eleggere i 556 membri dell’Assemblea Costituente. Fra questi, risultarono elette soltanto 21 donne, che però fecero la differenza, alleandosi nonostante le differenze di vedute politiche, per affermare il punto di vista femminile nei più importanti diritti insiti nella Carta Costituzionale, ancora oggi principale baluardo a garanzia della democrazia e della libertà del nostro Paese. Fra esse due furono elette nella Circoscrizione XV Firenze-Pistoia: Bianca Bianchi e Teresa Mattei. La prima, nata a Vicchio, si presentò nelle liste del Psiup, mentre la Mattei, la più giovane, faceva parte del Pci.
A loro è stato dedicato ampio spazio dalla mostra attraverso un pannello che ne mette in risalto le storie, e i loro nomi sono risuonati nell’ambito della presentazione del libro “Parlami ancora”, di Maria Alessandra Pisano. L’autrice ha dialogato con la giornalista Elisabetta Boni sul racconto delle vicissitudini dei nonni Arnaldo Dori e Adele Berretti, originari di Borgo San Lorenzo, e della madre Dora, dal 1900 fino alla seconda guerra mondiale e oltre. Nel testo, Pisano rievoca anche il giorno nel quale madre e figlia si recarono con entusiasmo a votare a Milano, dove la famiglia – antifascista e vittima di persecuzioni – aveva trovato stabilità. Il nonno Arnaldo era stato Vicesindaco, dal 1920 al 1922, nella prima Giunta socialista di Borgo San Lorenzo presieduta dal Sindaco Pietro Caiani. Anche per questo, il 19 settembre dell’anno scorso, il libro è stato presentato nella Sala del Consiglio comunale del centro mugellano (scarica l’articolo cliccando qui).
L’autrice, che è anche Avvocata penalista minorile, riprendendo i discorsi dei rappresentanti della politica che l’hanno preceduta, ha disquisito su quanto ancora ci sia da lavorare per la difesa dei diritti delle donne e, più in generale, dei soggetti più fragili. Per questo libri come il suo, ed esempi di vita come quelli dei suoi parenti, di donne come Bianca Bianchi e Teresa Mattei, e di chiunque abbia combattuto perché oggi potessimo vivere liberi, possono continuare a ispirare le giovani generazioni.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 giugno 2026