
BORGO SAN LORENZO – Nelle scorse settimane, precisamente mercoledì 3 Giugno, sul palco dell’auditorium del Liceo Giotto Ulivi di Borgo San Lorenzo, le maestre della classe III D della scuola primaria Dante Alighieri, hanno messo in scena “Peter Pan” la favola di J.M. Barrie, universalmente resa nota dal geniale film di Walt Disney. La scelta della favola è stata particolarmente coraggiosa. Infatti, fin dalla sua pubblicazione nel 1903, ha dato origine a molteplici linee interpretative da parte dei numerosi studiosi che, nell’ambito delle nuove Scienze dell’Educazione, hanno individuato, dentro l’apparente fantastica creazione, la complessa simbologia dell’opera.
Ad esempio la prima edizione italiana del 1932 pubblicata dalla UTET, presenta in copertina Peter Pan che bussava invano alla finestra chiusa dei genitori. L’immagine angosciosa del bambino ormai escluso dalla sua casa, si proponeva allora come deterrente per l’infanzia indotta alla totale sottomissione alla famiglia, lungi da ogni evasione fantastica. Nel corso del Novecento si è delineato un diverso approccio all’infanzia, secondo una linea educativa che dà ampio spazio al mondo della fantasia e della creatività per favorire la crescita formativa e la maturazione all’autonomia dei bambini.
Proprio per questo, le insegnanti hanno scelto di valorizzare l’aspetto fantastico dell’opera realizzando un progetto caratterizzato da una grande forza comunicativa. Qui la libertà e l’immaginazione stimolano a vivere e a realizzare gli impulsi creativi e giocosi che abitano il mondo infantile. Con la sorprendente e singolare drammatizzazione della fiaba di Barrie, la sapiente regia delle docenti permea l’atmosfera di magico straniamento. I piccoli attori, lungo l’intera azione scenica, immedesimati nei singoli ruoli, comunicano una incontenibile gioia vitale: ora sono le sirene che danzano al ritmo di brani musicali travolgenti, ora si delinea la levità elegante della fatina Trilly in volo. Non manca l’ironia nell’animoso duello tra Capitan Uncino e Peter Pan, a cui fa seguito la vicenda tenera dei Bambini Sperduti accolti con senso di solidarietà amichevole. L’approdo al “porto sicuro” rappresentato dal ritorno a Wendy, figura innovativa che guarda al viaggio fantastico dei bambini con affettuoso atteggiamento di apertura e comprensione, e li conduce alla loro nuova realtà quotidiana, dove lo spazio della fantasia e dell’invenzione perdura accanto alla maturazione dell’identità personale.
Luci, costumi, scenografia, scelte musicali suggestive e importanti, testimoniano la cura intelligente che le autrici hanno rivolto alla realizzazione del loro progetto. Grande l’impatto visivo dei costumi e della ricca e originale scenografia, realizzata con materiale di riciclo. Tale contesto ha contribuito a rendere sentita, efficace ed entusiasmante la partecipazione dei piccoli attori di fronte al folto pubblico rapito e commosso.
Doveroso sottolineare la sensibilità psicologica e didattica delle docenti che con questo importante progetto propongono un efficace modello di metodologia didattica.
La scelta educativa della pratica del teatro, potente mezzo di formazione culturale, coinvolgendo nell’azione scenica del percorso narrativo ogni singolo alunno, ha colto l’obiettivo fondamentale di accrescere l’autostima e la piena espressione delle potenzialità di ciascuno.
Maria Luisa Vallomy
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 Giugno 2026