
SCARPERIA E SAN PIERO – Nel suo particolare contesto storico e ambientale, il Mugello vanta luoghi di straordinaria bellezza, luoghi che hanno il potere di sedurre, di concedere emozioni fin dalla prima volta che si ha la fortuna di visitarli.
Spugnole costituisce indubbiamente una di queste realtà irrinunciabili, un luogo del cuore che, nonostante le origini remote, sa ancora trasmettere quei valori e quelle sensazioni essenziali al nutrimento interiore di ogni individuo. Basta sedersi un attimo nella chiesetta di Santa Maria o sulle pietre ruvide della cinta che un tempo circuiva il castello, per avvertire da subito un piacevole senso di profonda serenità.
Spugnole è il luogo del silenzio, adatto alla riflessione, al raccoglimento, il luogo che sa regalare scenari da fiaba nelle ore crepuscolari della giornata, ma soprattutto sa offrire l’opportunità per un nuovo equilibrio interiore, linfa e sollievo essenziale alle incertezze della quotidianità.
Sensazioni che hanno accompagnato frequentatori di ogni epoca e che erano chiaramente percepibili fra i presenti che lo scorso 6 Dicembre affollavano la piazzetta accanto alla chiesa per celebrare il compimento dell’ultimo intervento di restauro che ha interessato l’intero complesso parrocchiale.
I raggi gradevoli del sole mattutino avevano obbligato la nebbia a rinchiudersi negli angoli più nascosti e bassi della valle, liberando la collina, elevando Spugnole in una dimensione di prestigio naturalistico.
Accanto alle autorità e ai rappresentanti che hanno reso fruibile il progetto di risanamento finanziato dall’Unione Europea, erano presenti appassionati di storia, personalità del luogo e semplici parrocchiani, tutti visivamente emozionati e fieri di esseri partecipi di un omaggio dovuto a questo luogo così particolare, simbolo della prima cristianità nel Mugello.
In questo clima di festosa serenità, la chiesa, gli ambienti della canonica, la sede espositiva, le strutture esterne hanno mostrato la loro nuova veste, per lo stupore dei visitatori a loro volta lusingati da quell’amorevole opera di restauro fino a indurli a un pensiero personale, una riflessione che ci piace di seguito ricordare.
La prima testimonianza è quella di Silvia parrocchiana di San Piero a Sieve, che ci racconta:
Da quando ho conosciuto Spugnole, pochi anni fa, ho avuto l’impressione di un luogo molto amato.
La sua recente ristrutturazione, grazie a chi ci ha creduto investendo tempo, energie e fatiche, ha restituito alla comunità, un tesoro prezioso da far conoscere e crescere.
Personalmente vedo un piccolo eremo in cui rifugiarsi a pregare, cercare pace nella natura, scappare dai rumori, ritrovare se stessi e coltivare relazioni autentiche che avvicinano a Dio.
Ora che le pietre sono state risanate, Spugnole, ha tutte le potenzialità per far sì che le pietre vive, che sono le persone, possano sentirsi ancora una comunità riunita intorno al suo focolare.
Di analoga profondità interiore, il pensiero di Flaminia catechista del gruppo giovani della parrocchia di San Piero a Sieve:
Per me Spugnole è diventata in pochissimo un luogo che chiamerei casa, perché casa è quel luogo dove possiamo sentirci inondati di pace, e Spugnole ne è simbolo. Questo luogo ha una caratteristica particolare: da lì si vedono molto bene sia l’alba che il tramonto. Penso che sia una buona metafora del posto; nei secoli è spesso tramontata, ma ogni volta acquisisce un colore nuovo nell’alba successiva. Questa è una nuova alba per Spugnole e sono grata di averla potuta vivere. Il mio augurio è che quante più persone possano prendersi cura e lasciarsi curare da questa casa!
Per Antonio Vignini invece Spugnole è:
“Il mio luogo di pace”
La mattina, quando esco da casa, il mio sguardo si posa su Spugnole. Fin da ragazzo, insieme agli amici del vicinato, era la meta delle nostre passeggiate: un luogo che mi ha accompagnato nella crescita e che ancora oggi custodisce i miei ricordi più cari. Da quando, dopo gli anni 70’ è arrivato Don Antonio Ferrara, la chiesa di Spugnole è diventata un punto di riferimento per la comunità di Campomigliaio.
Mi bastava un quarto d’ora a piedi, perché la chiesa è vicina a casa mia. Quel breve cammino faceva già parte della bellezza di andarci. Oggi ci metto mezz’ora, ma la voglia di raggiungerla è rimasta la stessa, forse anche più forte. Camminare verso Spugnole significa tornare indietro nel tempo e ritrovare quel luogo di pace e silenzio che continua ad attirarmi come allora.
Vorrei che diventasse davvero uno spazio di fraternità, dove culture e religioni diverse possano incontrarsi e dialogare. In questo senso Spugnole può essere il luogo dove si realizza la parola del Vangelo: «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio». Qui ciascuno può sperimentare la pace, non solo come silenzio e raccoglimento, ma come incontro e riconciliazione.
Oggi Spugnole si presenta come punto di riferimento per il Mugello, dove la bellezza del paesaggio diventa accoglienza.”
Naldi Claudia, operatrice del gruppo di volontari che sostiene Spugnole:
Quella che abbiamo festeggiato è stata una folle e meravigliosa impresa. Ora Spugnole è completamente rinnovata, accogliente e sicura, un buon riparo per tutti coloro che sentiranno il bisogno di rifugiarsi fra le sue vecchie pietre e sentirsi accolti. Per noi, che abbiamo scelto di proseguire l’opera dei nostri genitori, significa lasciare andare la vecchia e un po’ scalcinata Spugnole che tanto amiamo, per consegnarne una bella, solida e accogliente alle generazioni future. C’è ancora tanto da fare, nuovi lavori da iniziare, persone da accogliere, occasioni di incontro da organizzare, ma Spugnole è là, sulla cima della collina, e aspetta tutti coloro che vorranno prendersene cura.
Salvadori Piero uno dei “senatori”componenti il primo gruppo di restauro negli anni 70’ del Novecento.
Per me, fiorentino trapiantato, Spugnole è stata una rivelazione e non solo per l’amenità e la storia di cui ne è satura l’atmosfera, ma sopratutto per l’esperienza che ho vissuto all’interno del gruppo che don Antonio Ferrara aveva coinvolto nel suo folle progetto.
Una quindicina di persone dai tratti caratteriali più diversi e a volte inconciliabili che in tanti anni di attività assieme hanno solo rafforzato la propria amicizia nel raggiungimento di un traguardo impensabile.
Sorprende dunque come un luogo così piccolo e isolato, anche se dalla bellezza scenografica commovente, conservi inalterato il proprio potere di seduzione, qualcosa a cui l’uomo non ha saputo rinunciare da almeno duemila anni. Un luogo che per molto tempo ancora saprà offrirsi a tutti senza distinzione di lingua o di cultura, non solo punto d’incontro con il prossimo ma anche veicolo di unione al soprannaturale. In cambio Spugnole non chiede altro che rispetto e un minimo di tutela, le uniche qualità necessarie per trasmettere al futuro le opportunità che noi stessi abbiamo ricevuto.
Massimo Certini
Fotografie di Fulvia Ticci
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 17 Dicembre 2025
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