
BORGO SAN LORENZO – Giovedì 4 settembre, dalle ore 18.00 alle 22.00 a Borgo San Lorenzo in Via Sacco e Vanzetti 26, negli spazi di Officine Umani, il gruppo Dinamo APS ha organizzato una mostra-evento dal titolo “Chiacchiericcio di esseri umani”.
La mostra unisce Arte e Artigianato, due termini mutualmente legati da un dialogo creativo in cui non esiste arte senza artigiani e non esiste artigianato senza artisti. Una mostra collettiva che vede coinvoltqueste due categorie che, in una poliedricità di forme artistiche, dalla pittura alla scultura, dalla visual art all’assemblage alla poesia, attraverso l’uso sapiente delle mani e della forza creativa, compongono un sistema interconnesso ad isole che dialogano tra loro, in un chiacchiericcio artistico di esseri umani che utilizzano un linguaggio comune, dove l’arte e l’artigianato in azione acquistano caratteri di valenza civile e sociale.
Di eseguito la descrizione della mostra che arriva dal “Gruppo dinamo Aps”:
Di eseguito la descrizione della mostra che arriva dal “Gruppo dinamo Aps”:
Un serrato dialogo tra linguaggi che trova nella forza della creazione artistica un mezzo di espressione dove le diverse sfaccettature aprono le porte all’interpretazione, al confronto, a momenti di integrazione sociale, di scambio, di crescita comune con l’obiettivo di rafforzare i legami di comunità.
La mostra si sviluppa per isole interconnesse dedicate all’espressione artistica e artigiana sui diversi temi, isole dove la potenza delle opere crea legami e connessioni, arte e artigianato diventano forza espressiva, di relazione e di crescita, proiettate verso al sperimentazione di nuove tecniche di ricerca artistica e nuove forme di creatività sociale e solidale.
Perché Chiacchiericcio di esseri Umani?
Il nostro tempo di persone moderne e occidentali è intriso di suoni, rumori, infinite parole. Ovunque ci si rechi, qualcosa o qualcuno ci impegna ad ascoltare. Spesso quello che siamo portati ad offrire è un ascolto veloce e superficiale, siamo sempre più portati a parlare piuttosto che ascoltare.
Il colloquio diventa Chiacchiericcio, una comunicazione insufficiente, distratta, inadatta alla relazione, al confronto di opinioni, al mettersi veramente in gioco. E questo è figlio dei nostri tempi… un Chiacchiericcio che può diventare anche inutile e fastidioso, ma che spesso è l’unica forma di comunicazione nell’incontro casuale, rapido e veloce.
Ma questo ci serve? E soprattutto ci basta?
E’ interessante soffermarsi a riflettere che quando anche l’ambiente ci offre un po’ di quiete, ci pensa la nostra mente, il nostro pensiero a mantenere il ritmo della parola…Il silenzio spesso spaventa, mette in luce la dipendenza dalle parole e la nostra assuefazione all’ipnosi del rumore.
La mancanza di silenzio, di quiete, di tempo d’ascolto compromette il contatto con noi stessi, perdiamo noi stessi, ci perdiamo nelle mille cose del mondo.
Fermare il chiacchiericcio della nostra mente per affrontare il bisogno di silenzio, per riuscire a capire quello che desideriamo veramente.
Il Ciacchiericcio spesso è un alibi, ci serve per non entrare più in profondità, per non sentire l’autenticità del nostro mondo interiore.
Ritrovare un equilibrio ricercando spazi interiori di ascolto, senza giudizio ma con accettazione di noi e dell’altro.
E qui l’apertura alla convivenza, all’impegno sociale ci permette di ritrovare il nostro naturale equilibrio, il necessario equilibrio di esseri Umani.
Siamo tutti connessi, lo siamo nel profondo, ma serve un allenamento: impariamo a creare il nostro spazio di quiete in cui apprezzare una poesia, osservare un quadro, ascoltare il dialogo dei colori.
Henry Bergson nel 1930 sosteneva che gli occhi vedono soltanto ciò che la mente è pronta a comprendere. Siamo tutti incredibilmente ciechi, crediamo di vedere, ma il nostro guardare è nella maniera limitata e automatica in cui abbiamo appreso a farlo.
I nostri sensi hanno bisogno di educazione, di tempo di assimilazione ed elaborazione, di spazio fisico e mentale.
Lo spazio dell’arte è uno spazio sensibile dove il Chiacchiericcio diventa incontro, diventa volontà di approfondire, di insistere, di riorganizzare la propria vita con nuovi modi di pensare e agire, più affini ai bisogni della nostra anima.
E allora spazio al colore, alla trama, alla forma, al gesto, alla creatività artistica che si muove e come un’onda, cresce e si azzera per ripartire, una sinusoide di energia che ci apre la nostra anima alla bellezza del mondo.
“Sentivo a volte il chiacchiericcio sommesso dei colori che si mescolavano: era un’esperienza misteriosa; sorpresa nella misteriosa cucina di un alchimista.” (Vasilij Kandinskij, “Giallo, rosso, blu”)
“In generale il colore è un mezzo per influenzare direttamente un’anima. Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l’anima. E’ chiaro che l’armonia dei colori è fondata solo su un principio: l’efficace contatto con l’anima. Questo fondamento si può definire principio della necessità interiore.” (Vasilij Kandinskij, “Lo spirituale nell’arte”)

Gruppo Dinamo APS
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 28 Agosto 2025

