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Home»Copertina»A Firenzuola le campane torneranno a suonare
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A Firenzuola le campane torneranno a suonare

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FIRENZUOLA – Nel novembre 2019 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha decretato che la chiesa di San Giovanni Battista a Firenzuola è un bene culturale. Progettata tra il 1955 ed il 1958 da Carlo Scarpa, chiamato dall’architetto fiorentino Edoardo Detti, ma la cui esecuzione non ha coinvolto i progettisti (… e lo si vede). Non benvoluta dai Firenzuolini, è uno dei più imponenti lavori di Carlo Scarpa, uno dei più famosi architetti italiani, ammirato in tutto il mondo ed oggetto di vero e proprio culto, per la sua capacità di interpretare lo spazio costruito, fin nei più modesti dettagli. 

Quest’opera è la più importante opera di architettura moderna del Mugello. Posso dire di avere avuto sempre a che fare con il Campanile della Chiesa di San Giovanni Battista a Firenzuola. Da piccolo quando la costruivano, da adolescente quando il campanile dondolava al suono delle campane e da laureando quando promossi una mangiata di tortelli e poi una campagna di prove con il prof. Franco Focardi, docente di Ingegneria sismica a Firenze, che però non scaturì nella mia tesi, perché venne il terremoto del Friuli ed i miei interessi dovettero cambiare. Ma una tesi fu fatta l’anno dopo dall’ing. Massimo Morandi e per la storia, comprendeva anche una prova pull-back in cui una corda venne ancorata alla sommità del campanile e messa in tiro fino ad un carico di 250 kg con uno spostamento in sommità e poi rilasciata, generando oscillazioni libere, monitorate con gli strumenti dell’epoca. Alla tesi, poco considerata dalla proprietà e dalle Amministrazioni preposte, fece comunque seguito la modifica dei mozzi delle campane, in modo da alzare la quota del centro di rotazione di ogni campana e diminuirne la forza orizzontale trasmessa alla struttura e poi, con il tempo e l’aumentare del degrado, la decisione di smettere di suonarle. È stato Don Aldo a cercarmi dopo poco che era diventato parroco di Firenzuola. Ci bevemmo un prosecco nel giardino di casa mia e lui mi chiese se poteva suonare le campane del campanile della chiesa della SS. Annunziata, perché la mancanza del loro suono contrastava con il suo essere prete. Aldo, gli dissi, peggio che suonare quelle della chiesa nuova. Per curiosità, alcuni anni fa io ed Enrico (mio figlio, anche lui ingegnere “sismico”) abbiamo fatto una verifica sommaria, ma il risultato è stato chiaro, anche quel campanile va risistemato. A questo incontro ha fatto seguito il progressivo degradarsi del calcestruzzo del campanile, con pezzi che potevano cadere sulla piazza. La situazione era diventata insostenibile. Don Aldo è riuscito a far diventare il campanile di Firenzuola una emergenza a cui andava risposto ed è così che è entrato nei lavori finanziati dal PNRR.

Una prima riunione fu fatta con i progettisti da tempo coinvolti nel progetto dei lavori di restauro della chiesa, l’arch. Roberto Masini e l’ing. Fabio Torelli, dove si decise (vi ero anch’io come braccio tecnico di Aldo) di far togliere le campane per poter montare un ponteggio, in modo da eliminare il rischio di caduta di pezzi di calcestruzzo e consentire il rilievo di dettaglio dello stato di degrado corticale del calcestruzzo, per dare inizio ad una progettazione esecutiva. I risultati della successiva campagna di prove sul calcestruzzo, fecero correre di più per stringere i tempi dell’intervento. Il rilievo, reso possibile dalla presenza del ponteggio, certificò il diffuso stato di danneggiamento del calcestruzzo, soprattutto in corrispondenza delle lame della cella campanaria, in cui si trovarono zone molto estese dove vi era stata l’espulsione del copriferro, con una grave corrosione delle barre di armatura.

Vista la complessità. fu deciso di coinvolgere il DICEA – Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale – dell’Università degli studi di Firenze, che ha dato corso alla stipula di una Convenzione di Ricerca finalizzata allo studio del comportamento strutturale del campanile. Il gruppo, coordinato dal Prof. ing. Gianni Bartoli, è composto dagli ingg. Michele Betti, Federico Gusella, Silvia Monchetti e Giacomo Zini. Intanto, per soddisfare a tutte le esigenze l’intervento venne indirizzato nell’unica soluzione possibile, quella dell’introduzione, dopo il ripristino delle zone corticali danneggiate, di uno scheletro metallico all’interno del campanile, in grado di sostituirsi alla struttura di calcestruzzo deteriorata ed insufficiente, fin dall’inizio a sopportare l’azione delle campane.

Nel dettaglio, l’intervento è stato l’introduzione di un telaio metallico spaziale a nodi rigidi nella parte sommitale della struttura (tra le quattro lame) (livello delle lame) e ad esse connesso, al fine di ottenere una riduzione degli spostamenti e delle sollecitazioni conseguenti alle azioni dinamiche orizzontali, sia in riferimento alle azioni simiche che a quelle indotte dal moto delle campane.

Il campanile è alto circa 26 m ed ha un tratto iniziale fino a circa 16 m di altezza, di sezione scatolare rettangolare (4.06 m x 2.27 m) i cui spessori sono pari a 25 cm in direzione Nord-Sud e 60 cm in direzione Est-Ovest. Sopra si sviluppano quattro lame di altezza pari a circa 10 m. tra di loro connesse da travette in calcestruzzo disposte sue due livelli (20 m e 23 m) e in copertura, da una soletta in calcestruzzo, su cui poggia la struttura di metallo e legno di copertura, a formare le due ali aperte che splendono da lontano.

La ricerca del gruppo di lavoro universitario ha avuto inizio nel settembre 2022, e si è articolata in due fasi:

FASE 1

A) esecuzione di rilievi accelerometrici per l’identificazione dinamica del comportamento strutturale del campanile, e l’analisi dei segnali accelerometrici registrati;

B) esecuzione di rilievi accelerometrici mirati all’identificazione dell’effetto dinamico indotto dalla vibrazione delle campane sul campanile.

FASE 2

A) elaborazione di un modello numerico agli elementi finiti per l’interpretazione del comportamento strutturale del campanile.

La ricerca però, purtroppo, si è dovuta basare su una conoscenza non completa, perché non è stato possibile determinare con esattezza le caratteristiche delle campane e del loro moto e quindi ipotizzarne l’azione sulla base delle informazioni presenti in letteratura. I risultati, forniti ai progettisti per la progettazione esecutiva, hanno comunque evidenziato che l’intervento proposto avrebbe portato un sensibile miglioramento della risposta strutturale dell’insieme in termini di spostamenti e sollecitazioni, nelle condizioni sismiche (riduzione del massimo spostamento atteso nella condizione di Stato Limite di Danno) e a seguito del moto delle campane (nelle due configurazioni analizzate, originale ed attuale), riportando gli spostamenti massimi a valori compatibili.

Il progetto esecutivo, elaborato dall’ing. Fabio Torelli, ha avuto l’autorizzazione del Genio Civile di Firenze nel novembre 2023. La ditta esecutrice è stata la ARCOS BUILDING srl del geom. Lorenzo Arcangeli di Firenze.
L’endoscheletro interno alla parte alta del campanile, è stato realizzato con profilati verticali HEB 200 e profilati di collegamento orizzontali, HEB 180. I montanti sono stati connessi alle lame della cella campanaria ed ai setti murari con barre bullonate ai profilati, ancorate chimicamente, con interposti cuscinetti in neoprene con funzione di smorzatori. I giunti verticali e orizzontali sono stati realizzati con piastre e bullonature. I ripristini del conglomerato e delle armature, sono state eseguiti attraverso l’integrazione dellearmature esistenti, nelle zone di copriferro eccessivo e nelle zone in cui si è evidenziata la riduzione del diametro a causa della corrosione e nella saldatura delle staffe dove non legate. La malta utilizzata in tutte le operazioni è stata scelta dopo numerose prove e la sua esecuzione, ha comportato numerosi passaggi per arrivare alla soluzione adottata. I lavori sono stati chiusi ad inizio luglio 2024, in quanto obbligati dal rispetto dei tempi del PNRR per non perdere il finanziamento e quindi senza la presenza delle campane.
Tutto il lavoro è stato seguito con passione dall’arch. Paola Ricco della Sovrintendenza di Firenze.

Finalmente siamo arrivati al rimontaggio delle campane e quindi alla verifica finale che ci dirà se l’intervento effettuato è risolutivo ed in grado di permettere a don Aldo di farle suonare di nuovo nella valle. Questo potrà avvenire solo se la frequenza da loro generata, sia almeno +/- 20% di quella propria del campanile, escludendo fenomeni di risonanza. Ricordiamoci però che, così com’è obbligatorio fare il tagliando periodico all’autovettura, considerata l’importanza dell’opera, la sua vetustà ed i materiali impiegati in origine, è necessario ed indispensabile che sia predisposta una sua periodica verifica ed una manutenzione continua, onde evitare il riattivarsi dei fenomeni di degrado a cui il presente intervento ha posto, ad oggi rimedio.

Ing. Fausto Giovannardi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 11 Ottobre 2025

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