
L’esposizione, organizzata dalla Parrocchia e del Comitato per il Millennio, è la punta di diamante delle iniziative culturali promosse nell’ultimo biennio per i festeggiamento del millennio della Pieve che ricorrerà, come per la vicina Pieve di Fagna, il 16 giugno prossimo.
Sulla piazzetta antistante l’Oratorio in tanti erano presenti alla cerimonia inziale che ha preceduto l’apertura ufficiale della mostra.
“Per capire davvero questa esposizione occorre entrare in comunione con le nostre madri e i nostro padri che hanno pregato attraverso questi oggetti” ha detto Don Antonio Cigna nel suo saluto iniziale. “Ai futuri custodi dell’eredità sampierina consegniamo un tesoro che vale più dell’argento, più dell’oro e anche più dell’arte: è l’esperienza delle fede”.
Il vicesindaco Bacci e l’assessore Casati, hanno portato il saluto dell’amministrazione comunale, che oltre ad aver concesso il patrocinio alle attività del Comitato, nello specifico ha dato un importante supporto logistico per il trasporto delle teche che ospitano i preziosi oggetti d’arte.
Per spiegare brevemente le attività di preparazione dell’esposizione ha poi preso la parola il Professor Marco Pinelli, curatore della mostra e dello splendido catalogo che l’accompagna, realizzati con la collaborazione dello Studio Noferini, del Dott. Francesco Calamai, fresco di laurea, e grazie al lavoro di un nutrito gruppo di lavoro.
La Dottoressa Celani, funzionario storico dell’arte di zona per la Soprintendenza, alla presenza anche del suo predecessore Dott. Bruno Santi, ha infine avuto parole di grande apprezzamento per l’idea della mostra, la cura con cui è stata realizzata e la qualità dell’allestimento.
Al taglio del nastro oltre una cinquantina i presenti che per primi hanno fatto ingresso nell’Oratorio che son rimasti sorpresi per la ricchezza di un tesoro a tanti di loro sconosciuto.
Nell’aula dell’Oratorio in tre grandi teche sono custoditi e spiegati nella loro origine artistica e funzione liturgica: calici e reliquiari, croci d’altare e processionali, pissidi, turiboli e ostensori.
Nella zona vicino all’altare sono poi esposti un parato liturgico completo in quarto (piante, due tonacelle e piviale) in velluto cesellato di seta di manifattura fiorentina del XVI secolo, un bel dipinto cinquecentesco raffigurante la Madonna con Bambino e San Giovannino ed un Messale Romano.
Oltre alle opere esposte nella Compagnia dell’Assunta, che rappresentano solo una selezione del Tesoro della Pieve, la seconda parte della mostra è proprio nella Pieve che sta dinanzi, nella quale sono stati allestiti pannelli esplicativi delle opere d’arte presenti: dal fonte battesimale robbiano, al busto di Madonna col Bambino della bottega del Ghiberti, dal crocifisso di Baccio da Montelupo al quadro recentemente restaurato che raffigura i Santi Tommaso Bonaventura e Antonio ed alle vetrate del Chini.
La mostra, ad ingresso gratuito, rimarrà visitabile sino al 1 luglio aperta ogni sabato, domenica e festivi. Già in questo rimo fine settimana, ha già avuto un bel successo di pubblico, con la visita anche del Viceministro Riccardo Nencini.
Ed è già in ristampa, disponibile sin da sabato prossimo, il bel catalogo della mostra con testi di Marco Pinelli e Francesco Calamai, apparato fotografico di Francesco Noferini, il cui studio ha curato la realizzazione grafica e l’impaginazione, come anche le grandi gigantografie e i pannelli di didascalie che accompagnano il visitatore come una mappa alla scoperta dell’inaspettato tesoro sanpierino.
Fabio Berti
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 maggio 2018
1 commento
Pingback: Festeggiamenti del Millennio. La Pieve a lume di candela