
Nella sua relazione il Cini ritenne preferibile la soluzione proposta dal Salvetti, ossia la costruzione di un nuovo ponte sul Comano, perchè più risolutiva, più semplice e alla fine anche più economica. Il rimaneggiamento del Ponte Vecchio (a schiena d’asino) per addolcire le salite e le discese avrebbe invece sconvolto l’ assetto di botteghe, stalle e case adiacenti per il necessario rialzamento del piano di calpestio con conseguenti danni e spese. Nell’estate del 1791 furono iniziati i lavori; il progetto di Giuseppe Salvetti fu attuato e seguito sul posto dall’ ingegner Cammillo Borselli; la costruzione fu realizzata da manodopera locale. I nuovi interventi sulle strade e l’ ordinaria manutenzione sono sempre stati un metodo efficace per combattere la disoccupazione e ottenere miglioramenti nella gestione del territorio. Dai rendiconti del Borselli risulta che il capomastro, Pietro Tosi, percepiva 6 lire al giorno; ogni operaio da 1,10 a 1,50; uno scalpellino 2,68 come un mastro legnaiolo; un aggottatore, cioè colui che allontanava l’ acqua dal cantiere, 2,10. Al capomastro venivano conteggiati anche i tre giorni (18 lire) necessari per recarsi a Firenze, alla Cassa della Camera delle Comunità, per ritirare il denaro per la paga degli operanti; anzi veniva rimborsato anche dell’ affitto del cavallo (6 lire) e del vitto dello stesso cavallo (altre 6 lire)! Nelle carte della contabilità si ritrovano anche nomi e cognomi degli operanti che svolsero i lavori manuali, probabilmente avi degli attuali abitanti dei nostri comuni come ci confermano le stesse casate: Fabbroni, Pieri, Conti, Mani, Guidi, Formigli, Bartolozzi, Masini, Chimenti, Lippi, Rontani, Sequi, Cellai, Gori, Lombardi, Tirinnanzi, Boninsegni, Piovanelli, Tanini, Baglioni, Sarti, Fabiani, Pruneti, Benvenuti, Vestrini, Bargagni, Chiari, Zeroni, Vivoli, Becchi, Falugiani, Valleri, Bianchini, Speranzi, Scarpelli, Passerini, Pinzani, Cecchetti, Cortini, Innocenti, Bellini, Ciucchi, Baggiani, Bonaiuti, Fortini…
Chi volesse approfondire la conoscenza di questa strada, ritenuta basilare per la viabilità fra Toscana e Romagna non solo nel periodo lorenese, ma anche negli anni del Regno d’ Italia e della Repubblica fino ai giorni nostri, è invitato sabato 9 novembre alle ore 16.30 nella Sala del Consiglio comunale di Dicomano per l’ inaugurazione della mostra storico-fotografica “1836: ecco il Muraglione che unisce” dove si potrà vedere il progetto originale del Ponte Nuovo sul Comano. A seguire l’omonimo convegno esplicativo grazie agli interventi dell’Arch. Esther Diana, della Prof. Giuseppina Romby e del Prof. Andrea Giuntini; organizzazione a cura del Comitato MuVa, sotto l’ egida del Coordinamento Toscano dei Comitati Risorgimentali, con il patrocinio dei Comuni di Dicomano, Rufina e San Godenzo.
Susanna Rontani
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 ottobre 2024