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Home»Copertina»Ilva Football Club al Corsini di Barberino, uno spettacolo coinvolgente e poetico che racconta una storia drammatica
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Ilva Football Club al Corsini di Barberino, uno spettacolo coinvolgente e poetico che racconta una storia drammatica

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BARBERINO DI MUGELLO – Sabato 21 Febbraio alle 21.00 al teatro Corsini di Barberino di Mugello andrà in scena lo spettacolo “Ilva Footbal club”. Nel quale la storia della più grande e più inquinante acciaieria d’Europa s’intreccia alla leggenda di una piccola squadra nata proprio sotto le sue ciminiere, per raccontare la storia di una città sacrificabile. Con leggerezza e ironia, infatti lo spettacolo analizza la storia di oltre 60 anni del centro siderurgico, mostrando come le promesse di progresso e prosperità si siano lentamente trasformate in disillusione, rabbia, prigione e ricatto. Il dramma condensato in un dilemma: salute o lavoro.

Lo spettacolo che andrà in scena al Corsini utilizza la narrazione calcistica (rendendola accattivante anche per i non calciofili) per raccontare la vita e la storia della città di Taranto, strettamente legata alla storia dell’ex Ilva.

Prima però, come nello spettacolo, occorre fare un passo indietro. E partire da un campo da calcio in mezzo al quartiere, uno di quei campi di periferia che ti segnano le ginocchia per tutta la vita, quelli con le porte fatte di tubi innocenti, le reti rubate ai pescatori e lungo la recinzione metallica distese di mozziconi spenti a fare compagnia ai tifosi.

La storia viene raccontata intrecciando due piste narrative che si riveleranno connesse. La narrazione è guidata da un presentatore di un programma sportivo che, abbattendo la quarta parete, tra aneddoti e telecronache, racconta la storia della fantomatica Sidercalcio, alias Ilva Football Club: una piccola squadra composta da operai che, un po’ per fortuna, un po’ per talento e tenacia, sorprende tutto il Paese facendosi strada tra le più grandi squadre di professionisti, fino ad arrivare alla finale di Coppa Italia.

Un sogno che lentamente si scontra con la realtà, si sgretola, portandoci dentro il dramma della seconda pista narrativa. Alla narrazione calcistica si intrecciano monologhi e momenti corali che compongono un’altra storia, più intima, la storia di “una famiglia Ilva” nata e cresciuta ai piedi del mostro, una delle tante colpite dal mostro.  Un luogo dove i più giovani in particolare sono vulnerabili agli effetti negativi sulla salute dell’esposizione all’inquinamento e alle sostanze tossiche che causano più di un milione di morti premature tra i bambini sotto i 5 anni. Tanto che nel 2022 la città di Taranto è stata inserita da un rapporto Onu tra le “zone di Sacrificio”, ovvero quei luoghi sacrificati in nome del progresso o della produzione di beni di consumo e che “rappresentano la peggiore negligenza immaginabile dell’obbligo di uno Stato di rispettare, proteggere e realizzare il diritto a un ambiente pulito, sano e sostenibile”.

I due piani narrativi infine si ricongiungono per svelare il vero interlocutore della narrazione calcistica e la vera natura della leggenda Ilva Football Club: questa si rivelerà un’invenzione, una pantomima inscenata in una camera di ospedale, una fiaba della buonanotte da raccontare a un bambino, che ha chiuso gli occhi e non si sa se li riaprirà.

Lo spettacolo nasce da un dettagliato lavoro di ricerca: tutti i testi sono tratti da archivi storici, documentari e interviste fatte a Taranto. La compagnia infatti ha lavorato direttaente sul territorio anche grazie all’accoglienza della Cooperativa Teatrale Crest, situata proprio nel quartiere Tamburi di Taranto, e alla partecipazione di Pietro Pingitore in qualità documentarista e antropologo visuale.

Uno spettacolo del quale Ivan Fiannino ha scritto su #sipario, mtomorrow, che “entra subito nel cuore dello spettatore per il suo racconto coinvolgente dotato al tempo stesso di una profonda poetica. (..) Gli attori riescono a cambiare continuamente registro narrativo, trovando quell’originalità che risulta essere la lode di uno spettacolo già promosso a pieni voti”

Una creazione di Usine Baug & Fratelli Maniglio, con Fabio Maniglio, Luca Maniglio, Ermanno Pingitore, Stefano Rocco, Claudia Russo.
Luci e tecnica Emanuele Cavalcanti
Produzione di Campo Teatrale
Con il supporto di IDRA Teatro (Brescia) e TRAC – Centro di residenza pugliese nell’ambito del progetto CURA 2022

© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 Febbraio 2026

 

Barberino di Mugello Teatro comunale Corsini
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