
Dell’oratorio dedicato a san Carlo si hanno notizie certe a partire dal 1708, come testimonia il fondo “Oratori“, conservato nell’Archivio arcivescovile di Firenze, del quale ci dice, dopo una sommaria descrizione, che era stato eretto, in epoca imprecisata, dal tenente Giovanni Simone Ciamponi; risulta censito anche nella decima granducale del 1711. Nel 1783 vi si reca, durante una sua visita pastorale, l’arcivescovo di Firenze Antonio Martini. L’oratorio è citato anche dal Santoni nel suo “Raccolta di notizie storiche riguardanti le Chiese dell’arci-diocesi di Firenze“ del 1847 e dichiarato ancora proprietà della famiglia Ciamponi.
L’edificio attuale fu costruito alla fine dell’ottocento dagli stessi Ciamponi, che nel frattempo si erano trasferiti a Scarperia, sull’antica cappella che all’epoca doveva essere assai malridotta; fu benedetto dall’arcivescovo Mistrangelo, durante la sua visita pastorale, nel 1900. Come altare venne utilizzato quello della demolita cappella di San Bonaventura e San Leonardo alle Carceri di Scarperia.
Della devozione a san Carlo Borromeo, nel territorio di Firenzuola, abbiamo anche altre testimonianze: un oratorio a lui dedicato a Montecchio, nel popolo di San Piero Santerno, oggi abbandonato e in parte crollato. Un dipinto, conservato in detta chiesa di San Piero, rappresentante una Madonna con Bambino attorniata da alcuni Santi tra cui il nostro Carlo, dipinto di ispirazione manierista ma sicuramente settecentesco, al cui centro vi è quella che è considerata una veduta del castello di Firenzuola.
Sergio Moncelli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 10 settembre 2023