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Home»Copertina»Ricordando i Salesiani a Borgo San Lorenzo, un istituto e un oratorio scuole di vita
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Ricordando i Salesiani a Borgo San Lorenzo, un istituto e un oratorio scuole di vita

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BORGO SAN LORENZO –  In ogni Istituto Salesiano almeno un tempo, a fine anno, c’era la festa degli ex allievi delle scuole e dell’oratorio. La stessa cosa ci sarà questo weekend, a partire da oggi sabato 31 gennaio in occasione della “Festività di San Giovanni Bosco” con la Santa Messa al Santissimo Crocifisso alle ore 18, mentre nella mattina di domani domenica 1 febbraio ci sarà la riunione degli ex allievi Salesiani.

Un appuntamento che ritorna, con gli allievi oggi come allora si ritrovano insieme e si amalgamano, parafrasando un romanzo di Pirandello, “I vecchi e i giovani” ed era un simpaticissimo Amarcord in cui, appunto, si incontravano le varie generazioni e quei ricordi fanno rivivere il tempo più bello della nostra vita. Tante ne sono state fatte, insieme agli antichi superiori si ritornava ragazzi, la Messa con il canto finale dedicato a Don Bosco:

Giù dai colli un dì lontano
con la sola madre accanto
Tu scendesti verso il piano
dei tuoi sogni al dolce incanto!
Oggi o Padre non più solo
per le strade passi ancora;
dei tuoi figli immenso stuolo
con gran giubilo T’onora

E poi la foto nel cortile e giù una cascata di ricordi e, scordandosi degli anni che passano, e nonostante l’incipiente sciatica e l’affanno precoce, qualche calcio al pallone. Così, come allora.

Anche al mio paese c’erano i Salesiani e hanno lasciato anche il segno tanto che tutti si ricordano “quando si andava ai salesiani” ovvero all’oratorio salesiano: allora non c’era la scuola a tempo pieno (per fortuna), le mamme avevano poco tempo per “guardare” i ragazzi e chi, come me, non aveva la fortuna di avere i nonni (anzi le nonne), si trovava in mezzo alla strada a fare a sassate tra le bande dei vari rioni. Ma, per fortuna c’era l’Oratorio salesiano, questa grande intuizione del Santo torinese: e lì i sacerdoti di Don Bosco (io ricordo molto bene qui, a Borgo, don Tarcisio Torracchi e, prima di lui, don Rodolfi) ti facevano da “assistenti” e da “maestri” : si giocava con i compagni poi ti davano anche la merenda: chi non ricorda i “fruttini”, quei quadratini di marmellata con una fetta di pane inviati dall’Opera Pontificia di Assistenza?

C’era il campo di calcio (i migliori venivano ingaggiati dalla squadra Audax), di pallavolo, ma soprattutto il passavolante, il gioco del ping pong , la pista per il pattinaggio e un piccolo bar in cui si potevano acquistare, a bassissimo prezzo: le granite, la liquerizia, i lupini e i semi di zucca salati, poi l’assistenza religiosa: ogni sera, prima della chiusura dell’Oratorio la preghiera collettiva e, i giorni festivi, la S.Messa al mattino e le funzioni religiose il primo pomeriggio e i timbri sul “tesserino del buon oratoriano” che ti dava la possibilità di accedere gratis al cinema Don Bosco dove, la domenica, venivano proiettati dei bellissimi film adatti ai ragazzi.

E proprio nel “Tesserino del buon oratoriano” si poteva leggere il regolamento: “L’Oratorio è il geniale ritrovo dei giovani (…) che tra piacevoli e onesti divertimenti, lontani dai pericoli della strada e della piazza , con l’esempio vicendevole e le buone esortazioni dei Superiori . vi trascorrono in santa letizia i giorni, imparando a crescere buoni cristiani e ottimi cittadini(…) al segno dato per le sacre funzioni – si leggeva ancora – ognuno cessi prontamente il gioco, ed entri in chiesa in silenzio, facendo il segno della Santa Croce e la genuflessione al Santissimo Sacramento”

E poi la scuola dei salesiani: ogni mattina, prima dell’inizio delle lezioni la S.Messa poi l’inizio della scuola: il Santo degli allievi salesiani era naturalmente quel grandissimo Santo che fu Giovanni Bosco e l’esempio per i ragazzi era San Domenico Savio, il Santo giovinetto che aveva per motto: “La morte ma non il peccato”, il Santo della purezza che ricordavamo in una bellissima laude

Gloria o Savio a te si canti
a te fior di gioventù
deh noi pur tu rendi santi
per l’amor di tue virtù

Quando i salesiani “levarono le tende” da Borgo San Lorenzo finirono anche le riunioni degli ex allievi a fine d’anno: sembrava interrompersi quel sottile filo di fede che legava a Don Bosco le varie generazioni finché un ex allievo, oggi scomparso, l’indimenticabile Pier Luigi Naldi, non prese l’iniziativa di riallacciare il filo “spezzato” organizzando, il giorno della festività di don Bosco, il 31 gennaio, la celebrazione di una S. Messa alle ore 21, per dare la possibilità di partecipare a tutti, e, dopo la Messa, una cioccolata calda (come un tempo facevano i salesiani). Tanti gli ex allievi che apprezzarono quella iniziativa.

Poi il vulcanico Pier Luigi,una trentina di anni fa, con un lavoro certosino che durò mesi, attraverso i nomi presi dai registri, fece un “censimento” di tutti gli ex allievi che erano passati dall’Istituto salesiano in tanti anni (migliaia di nominativi) e, attraverso gli elenchi del “Bar Corallina” che Mario Ballini mise a sua disposizione, individuò, attraverso centinaia e centinaia di telefonate, gli indirizzi degli ex allievi (molti erano i convittori provenienti da tutta Italia che avevano frequentato le scuole, come si diceva, da “interni”) ai quali invio’ gli inviti e nel mese di giugno fu davvero una gran festa e al mattino alla Santa Messa, celebrata in terzo da tre padri salesiani, c’erano centinaia di persone…provenienti da tutta Italia.

E Pier Luigi aveva anche preparato il canto d’ingresso ma fu solo lui e pochi altri a cantarlo…tanto tempo era passato:

Don Bosco la gloria dei cieli
ti cinge; t’esalta la terra;
i fiori di campo e di serra
profumano il bianco tuo altar

Da allora ogni anno, non più nel tempo della fine delle lezioni (le scuole non ci son più) ma , in occasione della festività di don Bosco, la tradizione della festa degli ex allievi continua e quando Pier Luigi andò in Paradiso a incontrare don Bosco e tutti gli ex allievi scomparsi, un altro suo “sodale” prese il testimone : Franco Stocchi e, grazie alla sua preziosa opera, e, ogni anno, ci ritroviamo, sempre più vecchi, perché non c’è più il giovanile ricambio….ma il nostro riconoscimento per l’opera di don Bosco rimane immutato come “fuoco sotto la cenere”.


Faccio mie le parole scrisse da Torino, dopo aver letto un mio “Diario”, in cui, appunto, parlavo dell’opera di Don Bosco, pubblicato nel 2005, S.E Carlo Buscaglino Strambio Procuratore Generale della Repubblica presso la Suprema Corte di Cassazione:

“Caro amico,
ho ricevuto il suo bellissimo Diario (…)che ammanta un contenuto che non potrebbe essermi più congeniale(…)Io (nato il 27 maggio 1915) nonostante l’età mi trovo a lei collegato in tutte le ispirazioni del libro.Sono anch’io Salesiano di complemento (ginnasio e liceo dal 1926 al 1933), poi Presidente dell’Unione ex allievi del liceo Valselice (per oltre quindici anni): ho rivissuto, quasi ringiovanendo con commozione quegli anni, leggendo quei capitoli, nei quali ritrovo i nostri canti; il dissodamento delle nostre anime operato da impareggiabili educatori le cui origini prevalentemente contadine avevano resi esperti nel collocare il seme nelle profondità della terra; incredibile armonia esistente tra noi allievi , con tanta naturalezza, si annullavano le diversità sociali; l’ottimismo con il quale ci fu insegnato ad accogliere il dono della vita, sia nella gioia sia nel dolore: quell’ottimismo non di maniera ,che è cartina di tornasole per distinguerci e per riconoscerci(…)Anche la serie dei “Q,uando”,tratto dal “Giovine Provveduto” io ben conosco e, fra non molto, conoscerò(…) Termino questa mia “rivisitazione” salesiana segnalando che il mio secondo cognome Strambio compare in molte pagine della voluminosa “Vita di Don Bosco” del padre Lemoyne, perché il mio bisnonno e i miei gran zii furono compagni di scuola di don Bosco.Don Bosco era “di casa” a Camagna e altrove(…)

Ciascuno si esprime con le parole e nei modi che più gli sono consoni ma si può star certi che nell’animo di tutti gli ex allievi che, ogni anno, si ritrovano a Borgo, albergano gli stessi sentimenti espressi dal Procuratore Buscaglino Strambio e che, se anche la mente ha dimenticato le parole della laude a Don Bosco e se le parole non riusciranno a ” muovere le penne” dal nostro labbro, il Santo che ci insegnò la devozione a Maria Ausiliatrice avrà lo stesso un posto nei nostri cuori.

Per il pranzo di domani domanica 1 febbrabio le prenotazioni sono ancora aperte chiamando il Geom. Franco Stocchi 327 7433739 e don Francesco Alpi 3332679094.

Pucci Cipriani
Foto: Archivio Sergio Prunecchi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 31 gennaio 2026

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