
BORGO SAN LORENZO – E’ una delle opere più preziose della Pieve di Borgo San Lorenzo, la grande tavola cinquecentesca che raffigura San Sebastiano, opera di un pittore borghigiano, Francesco Ubertini detto Il Bachiacca, i cui lavori sono esposti, tra gli altri, agli Uffizi, alla National Gallery di Londra, al Metropolitan Museum di New York e alla Galleria Borghese di Roma. Oggi, venerdì 6 marzo, è stata rimossa per essere portata in un laboratorio di restauro, essendo nuovamente in cattive condizioni di conservazione, con vari rigonfiamenti della pittura. L’opera sarà rastaurata da Lucia Cioppi e Angela Matteuzzi, del laboratorio “L’Atelier snc” di Firenze, che ha curato anche il restauro del Crocifisso ligneo sopra l’altare e della Madonna del cardellino di Agnolo Gaddi.

Le due restauratrici hanno richiesto anche la consulenza del restauratore di opere lignee Roberto Buda, per la tavola supporto del dipinto. Si tratta infatti di un’opera problematica, riguardo al suo stato fisico, che già due volte, in cinquanta anni, è stata sottoposta a interventi di restauro: come, ha spiegato il dottor Buda, esperto di livello nazionale per i supporti lignei delle opere d’arte, le tavole sono molto sensibili agli sbalzi climatici e all’umidità, e il materiale utilizzato dal pittore evidentemente non era molto idoneo per una lunga durata nel tempo: il legno si “muove” e si gonfia secondo gli andamenti del clima e dell’umidità, mentre la vernice è rigida e con i movimenti si rigonfia e si spacca.

Così, prima di rimuovere la tavola borghigiana, si sono fissate le parti critiche con carta giapponese. E lo stesso si è fatto alla lunetta, sempre opera del Bachiacca, che non sarà al momento sottoposta al restauro, ed è stata così messa in sicurezza, presentando infatti diverse alterazione sulla superficie. Magari una qualche sponsorizzazione, da parte di enti o aziende del territorio potrebbe consentire di completare l’opera.

La grande tavola invece è stata trasportata a Firenze per il restauro, e nel frattempo si studieranno gli accorgimenti migliori per conservare al meglio l’opera. Il problema è che la nicchia dove l’opera del Bachiacca è collocata, è umida, e si pensa così di creare un’intercapedine e di utilizzare materiali per assorbire l’umidità, mentre per proteggere il dipinto l’ipotesi è quella di collocare un vetro apposito – antiriflessi e quasi invisibile – , in modo da creare un microclima idoneo alla conservazione.
Presto poi la Pieve vedrà un’altra partenza importantissima, quella della sua opera più rilevante, la Madonna di Giotto, che andrà per qualche mese ad una mostra su Giotto a Perugia.




© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 6 Marzo 2026

