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Home»Copertina»Fabrizio Scheggi traccia la “Storia del Mugello. Dalle origini al terzo millennio”
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Fabrizio Scheggi traccia la “Storia del Mugello. Dalle origini al terzo millennio”

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MUGELLO – Mancava dal 1875 un libro capace di raccontare la storia del Mugello, che ricomprendesse tutte, ma proprio tutte, le vicende storiche mugellane dalla formazione del grande lago Pliocenico fino alle moderne opere realizzate dopo l’anno duemila. Ed ora arriva, scritto da Fabrizio Scheggi ed in uscita nel prossimo mese di Settembre sugli scaffali delle librerie. Noi de Il Filo del Mugello abbiamo così deciso di intervistare l’autore, per parlare del nuovo volume:

Perché scrivere un libro sulla storia completa del Mugello?

“Sono diverse le motivazioni, e la principale è la mancanza di un testo del genere da quando nel lontano 1875 Don Lino Chini scrisse la sua versione. Dunque, il libro arriva anche per celebrare degnamente e dopo esattamente 150 anni una ricorrenza importante. Tutti gli altri testi, cito ad esempio gli antichi come Brocchi e Niccolai, si proponevano altri scopi tra i quali un’informativa geografico/territoriale, sociale, agricola, di costume e alcuni avevano persino obiettivi turistici ante-litteram. Mancava, però, un testo solo STORICO e cronologico che riproponesse le vicende della valle vissute dai nostri antenati dalla notte dei tempi. D’altra parte il lodevole testo del Chini, vera pietra miliare delle vicende mugellane, presenta alcuni evidenti difetti; una lettura non agevole perché infarcito di terminologia complessa e arcaica, pieno di riferimenti a personaggi ed eventi religiosi a scapito di quelli civili storicamente ben più rilevanti, divagazioni di vario genere e non ultimo, non certo per colpa del bravo parroco, la mancanza degli avvenimenti concernenti gli ultimi importanti 150 anni. Ecco, se così posso dire il mio scopo è stato quello di predisporre un saggio non certo accademico, piuttosto adatto ad esempio per ricerche scolastiche e per un’agevole lettura da parte di appassionati e semplici curiosi”.

Che tipo di ricerche hai dovuto fare per scrivere questa nuova pubblicazione?

“E’ stato difficile vista la vastità della materia; immagina che ne sono uscite 844 pagine e molte volte mi sono… trattenuto! Posso dire di aver utilizzato un personale sistema di catalogazione e verifica incrociata delle notizie e una ricerca aiutata dalla moderna tecnologia mixata a metodi di tipo tradizionale. Non vi è comunque alcun dubbio che in tutti questi anni i sopralluoghi, le testimonianze, la consultazione di numerosi testi nelle biblioteche mugellane, quella di antiche pergamene e Archivi notarili si siano rivelate fonti prevalenti e direi fondamentali”.

Quando e come è nata l’idea di questo nuovo libro?

“E’ un sogno nel cassetto che coltivavo da tempo, desideravo colmare una lacuna che intravedevo in campo saggistico e letterario nel Mugello, il coronamento di un lungo percorso che è diventato possibile quando ho scoperto in un fienile abbandonato una misteriosa macchina del tempo capace di trasportarmi nel passato. E a chi non dovesse credere a questo fantomatico ritrovamento dirò che, quando riusciamo a chiudere gli occhi e sognare davanti a un’antica moneta, alle muraglie di un diruto castello o semplicemente leggendo un documento notarile, allora tutti noi diventiamo capaci di immergersi nel profondo lago della Storia viaggiando su quella fantastica macchina”.

Ripercorrendo le tue pubblicazioni, c’è come la sensazione di passare dal micro al macro della storia mugellana: sei partito con la storia del Visconte di Ampinana, sei passato dalle storie ed i segreti del Mugello in un periodo ben definito fino ad arrivare alla storia completa del nostro territorio. È stata una scelta o semplicemente più scrivevi più avevi materiale per costruire un “racconto” più ampio?

“A una prima analisi e seguendo la logica sembrerebbe così, però adesso almeno un pochino vi stupirò: a me è successo esattamente il contrario, ovvero sono passato ..dal MACRO al MICRO! Dovete sapere che, quando nel 1994 tornai di casa in Mugello la terra dei miei antenati, cominciai a interessarmi della storia del territorio e iniziai a leggere e confrontarmi, fare sopralluoghi e ad accumulare documenti, notizie e testimonianze. Dopo più di 15 anni di intense ricerche e appunti presi, ecco che finalmente il libro era lì pronto sul tavolo per essere pubblicato; ma non mi sentivo ancora in grado di farlo, non ritenevo di avere l’esperienza necessaria per un passo così importante e per certi aspetti anche presuntuoso. Però le preziose informazioni storiche erano davanti ai miei occhi, alcune così interessanti che non potevo aspettare una vita per diffonderle. Così sono diventate spunto per varie pubblicazioni mirate e approfondite. Avevo trovato avvincenti tracce del Mugello sul Libro di Montaperti? Feci un libro dedicato a quest’argomento. Avevo conosciuto un fantastico personaggio mugellano chiamato Giovanni di Buto? Allora consolidai le mie ricerche e nacque la sua biografia nel libro “Il Visconte di Ampinana”. Avevo scoperto tanti piccoli segreti dei Medici? Fu allora che scrissi “I segreti del Mugello mediceo” e via dicendo e facendo”.

Ripercorrendo la storia del Mugello, qual è il periodo storico che ti ha colpito di più?

“Indubbiamente essendo un appassionato di storia Medioevale, quello è il periodo più interessante di tutta la nostra storia plurimillenaria, sempre piena di sorprese; però, siccome mi piacciono pure gli argomenti misteriosi e poco trattati in letteratura, direi che anche lo sconosciuto periodo romano nella valle esercita su di me fascino e voglia di futuri approfondimenti”.

Dopo la storia del Mugello dalle sue origini ad oggi, su cosa ti concentrerai per il prossimo libro? Ci hai già pensato? E se sì, sarà una storia ancora più ampia o tornerai nelle pieghe della storia per raccontare aneddoti e personaggi poco conosciuti ma dal grande fascino storico?

“Sì, ho già in mente qualcosa anche se al momento preferisco tenere segreta la mia piccola idea per fare una sorpresa a chi mi segue. Comunque sia, penso che come ampiezza storica sono arrivato con questo libro al massimo che potevo esprimere. Essendo un amante di storia locale, non ho ambizioni di successi a livello nazionale e nemmeno, penso, avrei le capacità di ottenerli. In più, non ho sponsor nel cassetto capaci di cucirmi addosso qualche prestigioso riconoscimento; per come sono messo io in questo campo non riuscirei ad ottenerlo neanche se scoprissi che Garibaldi era un fattore nato a Pietramala e aveva la fidanzata al Cistio. I precedenti lo dimostrano. Allora per essere felice di quello che faccio mi basta poco, ad esempio ogni tanto scoprire di aver emozionato o interessato qualche lettore. Perciò, per rispondere meglio alla domanda, penso che tornerò nelle pieghe della nostra piccola/grande storia dedicandomi ad aspetti particolari del Mugello perseguendo però un obiettivo-guida che mi ha sempre contraddistinto; raccontare meglio qualcosa di cui è stato scritto pochissimo fino ad oggi”.

In ultimo Scheggi, da decenni frequenti e contribuisci alla vita artistica e culturale del Mugello. Possiamo chiederti cosa ne pensi del livello, della qualità e delle difficoltà dell’attività culturale della nostra zona?

“Se l’obiettivo è quello di crearmi dei nemici in loco, è la domanda migliore che mi potevate fare. Scherzi a parte, ho sempre pensato che in Mugello operino personaggi di grande spessore e qualità in tutte le Arti, non tanto per il livello di studi conseguito che quello spesso conta davvero poco, quanto per il livello professionale, le competenze, la passione, l’amore verso questa terra. L’ho scoperto in tanti anni di gestione associativa della Casa di Giotto, in tanti anni di pubblicazioni, conferenze e incontri. O almeno io la vedo così. Per questo motivo penso seriamente che l’attività culturale locale dovrebbe essere incoraggiata e non come accade spesso oggi ignorata; perciò rimango stupito quando noto in alcune amministrazioni locali una sorprendente predisposizione per quello che viene da fuori anziché promuovere e valorizzare le eccellenze culturali locali. E badate bene, non sto parlando di me come qualche piccolo maligno in malafede potrebbe pensare, bensì di tutti quelli che operano con passione sul nostro territorio, anche a livello amatoriale. Qualcuno un giorno disse “Nemo propheta in Patria” e purtroppo in Mugello ormai è davvero così, anche se mi sembra evidente che proprio da una collaborazione più stretta, sincera e disinteressata tra istituzioni e cultura locale potrebbero scaturire tanti vantaggi per il nostro Mugello innalzando il livello intellettuale e culturale della zona.

Un saluto a tutti gli appassionati invitandoli a leggere questo mio ultimo lavoro, di cui lascio la sinossi qui di seguito: “Il racconto spazia dalla preistoria ai tempi etruschi e romani, dall’oscuro medioevo ai Medici al Rinascimento, parla di Risorgimento e lotta partigiana, formula ipotesi sugli itinerari stradali attraverso l’Appennino e racconta pure di politica, arte ceramica e pittorica, ritrovamenti archeologici, battaglie piccole e grandi, sviluppo agricolo e forestale. Non mancano aneddoti e fatti curiosi e in parte sconosciuti che arricchiscono la narrazione. L’autore si è proposto di ripercorrere in ben 844 pagine tutta la Storia della nostra piccola ma magnifica valle; dunque, si tratta di un’opera colossale e completa, straordinaria e unica che ci permette di conoscere meglio (raccolte in un unico volume) vicende piccole e grandi legate ai nostri antenati in lunghi secoli di storia; un’opera adatta a essere letta con scopi didattici, di ricerca ma anche semplicemente dagli appassionati per saperne di più. Un viaggio affascinante e sorprendente quello che Scheggi ha compiuto in 15 anni di ricerca e che ora desidera condividere con tutti noi, un’occasione unica da non perdere”.

© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 31 agosto 2025

Fabrizio Scheggi
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