MUGELLO – Il Genio di Dino Campana e di Pape Gurioli hanno sprigionato tanta qualità poetica e musicale e illuminato la emozionante presentazione del libro “La scintilla del Genio” di Rodolfo Ridolfi Edizioni Il Papavero che si è tenuta nella Sala Bigari del Palazzo Comunale. Significativi gli interventi e le testimonianze di Tommaso Triberti, Sindaco di Marradi, e Presidente dell’Unione dei Comuni del Mugello; di Arianna, figlia di Pape; del patron del Mei Giordano Sangiorgi; di Giorgio Andrini in rappresentanza del Pavone d’oro; di Anna Galletti delle edizioni musicali Galletti-Boston, di Gianni Zampaglione fotografo e storico amico di Pape Gurioli come il professore Davide Solaroli e la scrittrice Gianna Botti. La partecipazione del pubblico ha reso la giornata, vivida di emozioni e di grande forza emotiva ma anche spontanea, sincera e commovente. Concludendo l’autore, dopo aver ringraziato il comune di Faenza che ha ospitato l’evento, ha ricordato come il libro nasca dalla volontà di ricordare, approfondire e onorare la figura geniale di Giampaolo Pape Gurioli il grande musicista marradese messo in parallelo con Dino Campana in un confronto continuo che metta in luce punti di contatto, affinità e differenze creando un dialogo dinamico tra le loro visioni e la loro scrittura artistica poetica e musicale. Giampaolo Pape Gurioli musicista, Dino Campana poeta . Entrambi, figli della buona borghesia locale: il padre di Campana, maestro e possidente, quello di Gurioli artigiano, buon musicista, clarinettista, sassofonista ma soprattutto pianista. Dino e Pape fortemente dotati di ironia mista a profondo pudore, manifestato in Campana dal suo desiderio di essere compreso e nella sua lotta contro l’indifferenza del mondo contemporaneo e in Gurioli dal suo inflessibile rifiuto della trasgressione così diffusa nel mondo della musica. La loro prima giovinezza trascorsa nei due quartieri più famosi di Marradi, Campana a J’um-marè, Gurioli in Via Fabbrini agli Archiroli. Tutti e due sentivano forte l’attrazione per il magico Convento delle Domenicane Il mattino arride sulle cime dei monti. In alto sulle cuspidi di un triangolo desolato si illumina il castello, più alto e più lontano. Venere passa in barroccio accoccolata per la strada conventuale. Dino Campana. Pape nel Monastero era di casa e la Priora del tempo Suor Maria Paola se lo coccolava. Le campane del Convento, della Chiesa, la campanella della scuola e della Torre dell’orologio gli sono rimaste dentro ed hanno ispirato il suo emozionante brano musicale a Marè….
Dino e Pape amanti dello stesso palcoscenico quello del settecentesco Teatro degli Animosi dove Campana sotto la direzione di Anacleto Francini partecipò alla commedia-operetta Il Marciapiede alla Ribalta, rappresentata nell’agosto del 1910 nel Coro dei Nattambuli e nell’ agosto del 2011 nella rivista comico-satirica Marradineide, Zibaldone o Epidemiade. Per Pape Gurioli il Teatro degli Animosi era una seconda casa, ne ha calcato il palcoscenico per tutta la vita: su quel palco ha messo in scena spettacoli di elevato profilo come La nostra Commedia ispirato a Dante e Campana con Riccardo Monopoli, Federica Caseti Balucani e Alex Bordigoni. è stato protagonista delle celebrazioni di Anacleto Francini (Bel Amì), memorabili per i suoi arrangiamenti delle canzoni Creola e Sfoglia la Margherita.
E poi c’è il pianoforte verticale sul quale Dino e Pape hanno posato le geniali mani quello che ancor oggi si trova nella casa di Pape dove a soli sei anni iniziò ad esercitarsi dopo che suo padre, Cinto, aveva acquistato nell’agosto del 1947 da Manlio Campana fratello maggiore del poeta, lo stessopianoforte sul quale Dino aveva imparato a suonare il pianoforte nella casa dello zio Torquato in Via Pascetti dove Campana trascorreva i suoi giorni marradesi. Come per Dino Campana anche per Pape Gurioli l’arte non è solo una descrizione della realtà, ma una speranza interiore e spirituale che va oltre la forma e la rappresentazione e non ammette compromessi e così Pape ha suonato tutta la musica: Il jazz prima di tutto, ma anche il rock, la fusion e il pop. Musica che non ha mai rinnegato ma che alla lunga ha preferito abbandonare per recuperare una dimensione vera, diretta quella del contatto senza mediazioni tecnologiche con lo strumento acustico. Un musicista puro come se ne incontrano pochi così come Dino Campana è stato un poeta puro. La “scintilla del genio” è davvero come una intuizione creativa improvvisata. Non è solo un dono innato, ma è il risultato di una combinazione di talento naturale, profondità e durata. In realtà, è un genio che lascia piena espressione alle idee e alla capacità di creare nuove regole. Nel caso di Pape produce la Svolta Pianistica il momento in cui un’idea appare inaspettatamente, è un segnale informativo di alta qualità, non solo una sensazione di breve durata. Nessuno può attendersi di arrivare alle vette della creatività senza padroneggiare le necessarie conoscenze e abilità.
Rodolfo Ridolfi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 28 marzo 2026


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