BORGO SAN LORENZO – Intensa ed emozionante la conferenza del pomeriggio di sabato 28 marzo nella saletta Pio La Torre di Borgo San Lorenzo dedicata a Donatello Donatini, parte del ciclo di incontri “Fatti e personaggi dell’antifascismo e della Resistenza. Definisci libertà”, organizzato da Auser Università dell’Età Libera e Anpi di Borgo San Lorenzo, con il patrocinio del Comune.
La relatrice, Loriana Tagliaferri, introdotta da Antonio Margheri, ha restituito l’immagine di un personaggio che ha avuto un ruolo importantissimo nella resistenza locale, rimasto nel cuore di tutti per il carattere “instancabile, generoso e audace”. Tre aggettivi che gli attribuì l’amico e compagno Alessandro Pieri, che operò nelle organizzazioni partigiane dopo l’8 settembre del ‘43 insieme a lui e al futuro Sindaco Giuseppe Maggi.
Capo della formazione “Luciano Lavacchini”, e quindi del Comitato locale di Liberazione Nazionale, “Dona” ha guidato azioni eroiche a protezione della popolazione borghigiana sfollata sulle pendici del monte Giovi a seguito del disastroso bombardamento del 30 dicembre ‘43. Queste e molte altre azioni di contrasto alla furia nazifascista, insieme a uno spiccato spirito organizzativo, sono attestati dai documenti d’archivio, dai libri di storia locale e – non ultima – dalla Croce al Merito di Guerra attribuitagli dall’Esercito italiano.
Un modo di essere, quello di Donatini, che non venne meno neanche dopo la Liberazione, quando continuò ad adoperarsi in tutti i modi possibili per la ricostruzione e la rinascita del paese, aiutando chiunque si trovasse in difficoltà.
Ha ricoperto per lungo tempo anche incarichi di dirigenza in associazioni sportive, considerandole veri e propri catalizzatori sociali. E anche in questo campo si è saputo distinguere, come risulta dalla dedica datata 1960, in occasione della 15^ edizione della Coppa ciclistica della Liberazione, sottoscritto da tanti compaesani.
Un carattere intraprendente ma anche un pacificatore, che ha sempre favorito l’incontro più che lo scontro.

Era anche profondamente attaccato alla famiglia, della quale erano presenti in sala i nipoti Piera, Piero e Donatella, figli dei suoi figli Piero ed Ersilio. Ma proprio in famiglia – come ha sottolineato Piera – , è maturato il dolore più grande del nonno. Da quando, nel 1958, morì improvvisamente Piero, a soli 24 anni, Donatello non è più stato lo stesso, divorato da un dolore insuperabile che forse ha accelerato la sua prematura scomparsa, avvenuta nel 1963, a 60 anni.

Le foto qui pubblicate sono state tratte dagli album che il nonno Donatini aveva realizzato negli anni appositamente per Piera, che non aveva potuto conoscere il padre, mancato prima che lei nascesse. E questo è il lato tenero, tenerissimo di Donatello Donatini, pienamente confermato dai tre nipoti. Non un eroe tutto d’un pezzo, ma un personaggio positivo in ogni senso, e soprattutto ricco della più alta fra le qualità: l’umanità.

Grazie agli organizzatori per questo momento, che aiuta a non dimenticare chi ha inciso in modo significativo nella storia della nostra zona e della nostra comunità.

Elisabetta Boni
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 marzo 2026


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