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Home»Le news dal palco»RECENSIONE: Quel giorno acchiappai una stella. Una serata rivolta al cielo
3 Mins Read Le news dal palco

RECENSIONE: Quel giorno acchiappai una stella. Una serata rivolta al cielo

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BARBERINO DI MUGELLO – Venerdì 28 agosto 2020 l’Area Eventi Andolaccio ha ospitato la particolare iniziativa “Quel giorno acchiappai una stella” di e con l’attrice Daniela Morozzi. L’argomento era uno dei temi più dibattuti nella storia dell’umanità: il cielo stellato. La volta celeste, che giammai smette di destare stupore per la bellezza e la maestosità, si presta da sempre a diverse osservazioni, dal punto di vista scientifico, letterario e artistico. I professionisti coinvolti nel progetto sono stati molti: dalla professoressa Vania Fanciullacci al professor Davide Casarosa, fino al duetto fra la suddetta Morozzi e la musicista Alda Delle Lucche. La mescolanza di stili ha dato adito a diverse suggestioni. Siamo anche incorsi in quella che un filosofo come Rosenkranz avrebbe bollato di scorrettezza, vista l’ostilità dell’autore tedesco di fronte al mescolare discipline diverse, che secondo lui avrebbero dovuto riconciliarsi in un’unificazione finale che, in questo caso, non è avvenuta appieno, poiché, a parte il tema dominante, non c’è stata una coesione forte tra la parte scientifica, critica e teatrale. Forse è stata proprio la spaziosità del tema ad impedirlo, dal momento che il cielo apre a tantissimi ambiti diversi, se si fosse scelto di trattare un unico particolare, sarebbe stato più facile diramare i punti di vista. Le interessanti riflessioni di Casarosa e Fanciullacci forse avrebbero dovuto prendere meno argomenti e più tempo, il che potrebbe essere un’occasione per ripensare ad un ciclo di incontri diramati su più serate.

Poi è stata la volta dello spettacolo di una simpatica Daniela Morozzi, che si è alternata alle note della musicista di sax. Morozzi ha riprodotto in modo pulito e preciso il racconto “Quel giorno acchiappai una stella”, tratto da uno scritto di Emiliano Gucci, in cui si esprime tutta la magia che si ritrova nelle riflessioni di un bambino, la cui naturalezza esemplifica alla perfezione la profondità dei misteri del creato. La simpatia e il fare sorridente dell’attrice hanno ben reso le emozioni infantili del protagonista del racconto, spaesato davanti alla forza delle stelle. L’idea di rivolgersi al cielo è comunque risultata vincente dopo un periodo in cui, chiusi nelle nostre case, tante volte abbiamo guardato in alto alla ricerca di un significato, concretizzando la famosa frase di Stephen Hawking “Guardate le stelle invece dei vostri piedi. Cercate di dare un senso a ciò che vedete e interrogatevi sull’esistenza dell’universo. Siate curiosi. Per quanto difficile possa essere la vita, c’è sempre qualcosa che è possibile fare, e in cui si può riuscire”.

Caterina Tortoli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 6 settembre 2020

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