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Home»Copertina»Salviamo la pieve di Cornacchiaia: la via del Pero Arancino
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Salviamo la pieve di Cornacchiaia: la via del Pero Arancino

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La Croce del Giubileo di Leone XIII detta anche delle indulgenze.
A chi entrando in Chiesa la baciava e recitava un Padre Nostro, venivano concessi 200 giorni d’indulgenza. Perchè avesse efficacia doveva essere murata in chiesa e inaugurata in una di tre date del 1903: 20 febbraio, anniversario dell’elezione al pontificato; 3 marzo, 25° anno dall’incoronazione; 28 aprile, giorno in cui il pontificato di Leone XIII avrebbe superato quello di San Pietro.

FIRENZUOLA – La viottola che saliva dalla Pieve, lungo il fianco settentrionale, per immettersi nella strada che andava verso il borgo di Cornacchiaia e verso le Latere e il Faeto, era alla fine dell’ottocento, in condizioni assai disastrate. L’erosione dell’acqua aveva scavato al centro una profonda fossa ed era invasa da rovi ed erbacce rendendo poco agevole il cammino per chi doveva recarsi alla chiesa. Don Stefano Casini chiese aiuto al popolo per il ripristino ottenendo dalla Curia, per questo scopo, il permesso di poter lavorare per almeno due domeniche. La prima operazione fu il raddrizzamento della via, poi si passò allo sterro e alla costruzione della massicciata, utilizzando i sassi accumulati intorno al campanile e provenienti, come materiale di scarto, da una piccola cava di pietra adiacente.

Cava, nei pressi della Pieve, utilizzata per i sassi della massicciata

La strada fu massicciata per tutta la sua lunghezza, il lavoro non fu da poco, tanto che vennero impiegate anche le donne per il trasporto dei sassi. La via, che poi in realtà doveva essere in larghezza poco più che una mulattiera, venne in parte lastricata con dei lastroni provenienti da una vicina località chiamata La Lastra. Tutto questo lavoro, terminato nel 1897, costò per il compenso del muratore, della scalpellino e dei manovali, la somma di lire 122,15.

Strada che porta al Pero Arancino, oggi

Il punto d’innesto di questa via con la strada del Borgo, veniva chiamata Pero Arancino, nome dovuto alla presenza di una pianta di questa antica varietà dai caratteristici frutti di colore rosso dorato. In questo luogo, quando furono murate, nella controfacciata della chiesa, le croci del Giubileo di Leone XIII, fu portata una croce di legno, ancora presente, che si trovava sotto il loggiato, che all’epoca copriva parte del cimitero posto davanti all’ingresso della pieve. Questa croce fu benedetta solennemente, dal pievano con il popolo in processione, nel giorno dell’Ascensione del 1904. Venne chiamata “La Croce del Dio sia Benedetto” Il parroco tenne nell’occasione un discorso invitando chiunque fosse passato di lì a dire la formula:”Dio sia benedetto”, come riparazione contro la piaga della bestemmia e ad invocare la Croce affinché stendesse le sue braccia a protezione del popolo di Cornacchiaia.

La croce del “Dio sia benedetto”

Per chi volesse aiutare a sostenere l’opera di restauro dei portali della Pieve di Cornacchiaia, l’Iban è il seguente: IT12A0832537861000000010753 intestato a Parrocchia San Giovanni Decollato Cornacchiaia. Per chi volesse maggiori informazioni può contattare il numero 338 437 8526.

Sergio Moncelli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 Luglio 2020

FIrenzuola Pieve di Cornacchiaia Sergio Moncelli
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