Close Menu
  • Home
  • News
  • Le Arti
  • Storia e storie
  • Personaggi
  • Palazzi e chiese
  • Opere
  • Scienza e tecnica
  • Teatro in Mugello
  • Libri
    • Gli Autori
    • Lo Scaffale mugellano
  • I collaboratori
Facebook Instagram
Ultime notizie
  • La libreria Capitolo 7 di Barberino finalista nel concorso nazionale “Libreria Straordinaria”
  • A Borgo un libro sulla resistenza dimenticata degli italiani in Montenegro
  • Alla scoperta del liberty dei Chini. Un’iniziativa dell’Unione dei Comuni del Mugello
  • Moving Vision: danza, cinema e talento in scena all Museo Spazio Brizzolari
  • San Piero a Sieve si prepara per la diciannovesima edizione di “Estemporanea”
  • A Vicchio la presentazione del libro “Il Mugello in camicia nera”
  • La seconda edizione del Marradi Art Festival
  • Di nuovo un gran successo al Verdi di Firenze per la Compagnia delle Formiche
Facebook X (Twitter) Pinterest Instagram YouTube
  • Italiano
    • English (Inglese)
Il Filo – Il portale della Cultura del Mugello
  • Home
  • News
  • Le Arti
  • Storia e storie
  • Personaggi
  • Palazzi e chiese
  • Opere
  • Scienza e tecnica
  • Teatro in Mugello
  • Libri
    • Gli Autori
    • Lo Scaffale mugellano
  • I collaboratori
Il Filo – Il portale della Cultura del Mugello
  • Italiano
    • English (Inglese)
Home»Copertina»Covigliaio, ombelico del mondo
4 Mins Read Copertina

Covigliaio, ombelico del mondo

Nessun commento4 Mins Read
Share Facebook Twitter Pinterest Copy Link LinkedIn Tumblr Email VKontakte Telegram
Condividi
Facebook Twitter Pinterest Email Copy Link

C’è stato un tempo in cui l’Autostrada del Sole non c’era ma mercanti e pellegrini, eserciti e poeti si muovevano lo stesso. Per raggiungere Roma partendo dal settentrione dovevano transitare per forza dalla Toscana. Toscana uguale Appennini. Appennini uguale Francigena o Passo della Futa (si, anche Giogo, Colla, Muraglione, ma la Futa era la via maestra). La strada che collega Bologna a Firenze è ancora lì, una sarabanda di curve in un labirinto di monti viola al tramonto. Quel che non c’è più è l’hotel La Posta (poi Baglioni, poi Gianna). Trasformato in casa di cura.

Si ergeva, un autentico monumento alla strada, al Covigliaio. Vi ha mangiato, vi ha riposato le membra, vi ha dormito il mondo intero. La lista è lunga davvero. Lunga e strabiliante. Del resto, dall’anno Mille fino a ieri, quella era una delle più trafficate autostrade d’Italia. Orson  Welles e Tirone Power vi soggiornarono in una notte di tregenda. Cappelletti in brodo in attesa che i volenterosi liberassero la strada dalla neve. Una cartolina spedita al proprietario confermò la bontà del servizio. Se dal secolo passato scendi all’Ottocento il palcoscenico si spalanca su re, regine, scrittori, viaggiatori del Grand Tour, poveracci senza un nome. Walter Scott e Fenimore Cooper, gli ideatori del romanzo storico, furono sicuramente a Covigliaio. Si rifocillarono, ripartirono. Sono rispettivamente i padri di Ivanhoe e, udite udite, dell’Ultimo di Mohicani, da cui il film con un affascinante Daniel Day-Lewis. Fece sobbalzare anche mia nonna.

Non basta. Vittorio Alfieri: memorabile come trattò il servitore. Carlo Alberto vi dormì, Garibaldi vi si fermò nel 1848, in viaggio verso la repubblica romana, lo zar e la zarina si soffermarono con un convoglio di bagagli e di servi. Distribuirono mance agli indigeni e via, verso la Traversa. Non basta. I papi. Almeno tre. In fuga o di ritorno da missioni all’estero. Pio IX salutò e si fermò a poche miglia da lì, nella villa de Le Maschere, ospite del marchese Gerini. Meglio il lusso, deve aver pensato. Dimenticavo: Napoleone, di sicuro. La via, d’altra parte, si chiamava ‘Via Napoleonica’.

Ma c’è di più, molto di più. Una storia che ti sorprende, ti acceca, il respiro si accorcia. Nella locanda di Covigliaio, ben tre anni prima i fatti di Reggio Emilia, apparve il tricolore. Il biancorossoeverde della bandiera italiana, intendo. Pensa un po’, proprio quello che ancora garrisce allo stadio e al Quirinale. Non un vessillo, una coccarda. Perché a Covigliaio? Vi si rifugiarono due studenti – Zamboni e De Rolandis – in fuga dalle guardie pontificie. Avevano organizzato a Bologna un volantinaggio antipapalino, memori della storia francese immaginavano la rivoluzione. Quando si accorsero che dalla Francia non sopraggiungevano aiuti, cancellarono il blu dalla coccarda e vi dipinsero un bel colore verde. Ed ecco il tricolore. A Covigliaio pensavano di essere al sicuro. Erano fuori dai confini dello Stato pontificio. E invece la mano nera li raggiunse. Rinchiusi nel carcere a Bologna, Zamboni si suicidò, l’amico fu impiccato. Era l’anno 1794. Il Carducci, da par suo, suggerì di narrare la loro storia su una lapide. Peccato siano stati dimenticati. 

Vedi, eventi che cambiano la storia sfolgorano spesso dove meno te l’aspetti. 

Nella locanda sulla rotta dei maniscalchi hanno cenato anche le dame inglesi del Grand Tour e il marchese De Sade, proprio lui, il principe dei libertini. Una di loro tornò a Londra e raccontò la storia orribile che aleggiava sopra la locanda: nella notte si uccidevano i pellegrini più ricchi per depredarli del denaro. Mah… Il marchese, invece, non apprezzò la cucina. Meglio l’osteria de Le Maschere, lì ti cucinavano un maialino tutto intero. Coda compresa.

Riccardo Nencini

© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 novembre 2018

riccardo nencini
Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email Telegram Copy Link
Previous ArticleOra il convento e museo del “Bosco ai frati” ha il suo sito internet
Next Article Futurismo in Sant’Omobono: una serata particolare, con Paolo Marini e Marilisa Cantini

Related Posts

Copertina

La libreria Capitolo 7 di Barberino finalista nel concorso nazionale “Libreria Straordinaria”

Aprile 22, 2026
Copertina

A Borgo un libro sulla resistenza dimenticata degli italiani in Montenegro

Aprile 21, 2026
Copertina

Alla scoperta del liberty dei Chini. Un’iniziativa dell’Unione dei Comuni del Mugello

Aprile 20, 2026
Copertina

Moving Vision: danza, cinema e talento in scena all Museo Spazio Brizzolari

Aprile 20, 2026
Copertina

San Piero a Sieve si prepara per la diciannovesima edizione di “Estemporanea”

Aprile 20, 2026
Copertina

A Vicchio la presentazione del libro “Il Mugello in camicia nera”

Aprile 20, 2026
Add A Comment
Leave A Reply Cancel Reply

Facebook X (Twitter) Pinterest Instagram YouTube
© 2013 – 2026 Il Filo CF/P.IVA 05160370481 – Informazioni sul copyright
Web project by Polimedia – Siti che funzionano
  • Privacy Policy
  • Chi siamo
  • Redazione

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

Blocco annunci abilitato!
Blocco annunci abilitato!
Il nostro sito web è reso possibile dalla visualizzazione di annunci pubblicitari online ai nostri visitatori. Sostienici disabilitando il tuo blocco degli annunci.