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Dantedì in Mugello

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Abbazia di San Godenzo – Mosaico dantesco-1921- Giuseppe Cassioli-Calotta dell’abside

MUGELLO – Parliamoci chiaro: non so a che razza appartenga chi sostiene che chiusi in casa per giorni si sta bene. Non un giorno. Tanti giorni, per giunta destinati ad aumentare.

Leggo di quanto sia bello il silenzio, magnifica la desertificazione, formidabile la vita vissuta da una finestra o da un balcone di casa. Mah…Devono essere diventati tutti filosofi, ma anche Montaigne si fece il suo bel viaggio in Italia. A Scarperia, addirittura, litigò con un oste che voleva trascinarlo nella sua taverna. Non gli dava pace.

La verità è che abbiamo paura. La verità è che portiamo rispetto e conosciamo la solidarietà. La verità è che, salvo eccezioni rarissime, i mugellani sono inchiodati al divano e rispettano le disposizioni governative. Questo popolo – gli italiani -, arruffone, individualista, creativo, sta dando lezione a mezza Europa senza bisogno che ci sia un dittatore a imporre l’ordine con la forza. Tant’è.

La domanda, allora: che fare? Divertirsi con Dante! Il 25 marzo era la giornata dedicata al poeta. Nessuno ci vieta di allungarla. Non dico che l’Alighieri quassù fosse di casa, e però. A San Godenzo nel giugno 1302 con gli sbanditi fiorentini a organizzare l’attacco a Firenze. Di più: a Montaccianico, ospite degli Ubaldini, una volta bandito dalla città. Ancora di più: probabilmente vestito da fante a Pulicciano, mesi dopo, intruppato con i forlivesi di Scarpetta degli Ordelaffi nello scontro con Fulcieri da Calboli. Sconfitto. Infine, sicuramente, di nuovo sugli Appennini, al Falterona e in visita alla cascatella che ricorda nella Divina Commedia. Insomma, una sorta di cittadino onorario del Mugello. Ecco, vogliamo ricordarlo alla nostra maniera? Sì, infilandoci nei panni di Beatrice, la donna amata.

Ascolta. Tutti hanno in casa la Divina Commedia, le opere che non avete sbirciate su google. C’è tutto. Sonetti, poesie, Scritti politici. Tutto. Scegliete l’inno all’amore che giudicate più emozionante, prendete un lenzuolo, un cartone, un foglio di carta, ricopiate e attaccatelo alla finestra. In alternativa, consultate il nonno o la nonna. Al caminetto, d’inverno, erano in molti a mandarlo a memoria.

Finora nessuno l’ha fatto. Chi legge terzine, chi si atteggia a attore teatrale. Si, va bene, però. Invece gerani rossi e poesie, paesi e città (penso a Borgo, che a chiamarlo paese si rischia) imbandierati con un omaggio al poeta, un verso, uno solo scelto da una donna per sé. Naturalmente non è vietato il contrario: indossa i calzari di Dante e poeteggia per la tua Beatrice.

Il modo migliore per prendere in giro il coronavirus. Non ci fai paura, ti andiamo in quel posto.

Riccardo Nencini

© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 Marzo 2020

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