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“Nei lontani ricordi della mia prima infanzia c’è la casa del nonno, dove io sono nato, a Barberino…”.

 Così Giuliano Vangi esordisce nella  Nota introduttiva al Catalogo della Mostra delle sue opere con la quale – nel 2011-  fu riaperto al pubblico, dopo decenni di abbandono e una notevole e pregevole ristrutturazione, il palazzo Pretorio di Barberino di  Mugello.

Vangi lo ricorda come “austero”, posto com’era nella piazza del paese e proprio di fronte alla sua casa natale e si commuove pensando alla bellezza di inaugurarlo con la sua mostra, a ottant’anni suonati.

Nato dunque nel 1931 a Barberino di Mugello, l’artista si trasferì molto presto a Bagno a Ripoli , ma tornò frequentemente in questa piazza “immensa” ai suoi occhi di bambino per trovare i parenti, soprattutto il nonno materno, che aveva subito compreso il talento del nipotino. Gli procurava, infatti, dal greto del fiume l’argilla per i primi approcci nell’arte di modellare la creta.

Vangi  frequentò l’Istituto d’Arte fiorentino, fu  allievo di Bruno Innocenti, e l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Dal 1950 al 1958 insegnò presso l’Istituto d’Arte di Pesaro, dove conobbe la moglie Graziella.

Ma in lui c’era una grande brama di sperimentare e di conoscere: lasciò l’insegnamento e si trasferì  con la moglie in Brasile  (il primo figlio è nato là) dal 1959 al ’62.

Furono anni di  produzione astratta, ma anche di una continua  sperimentazione  artistica che lo arricchì  in maniera notevole.

Al rientro in Italia Vangi ritornò al figurativo – pur se profondamente rinnovato- e, con la fondamentale mostra alla Strozzina  di Firenze del 1967  -organizzata dal critico e storico dell’Arte Carlo Ludovico Ragghianti- l’artista vide affermare  la propria grandezza : l’evento della personale lo consacrò come grande scultore e gli aprì le porte per una proficua stagione di iniziative  in Italia e all’estero.

Da allora i riconoscimenti per l’arte di Vangi si sono succeduti a ritmo continuo: ricordiamo solo i più significativi:

-Le mostre alla Permanente di Milano del 1977 e  alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino   nel 1989-90; quella a Castel Sant’Elmo a Napoli nell’anno successivo.

 -La memorabile Esposizione nel 1995 a Firenze  al Forte Belvedere.

– la Personale all’Ermitage di San Pietroburgo nel 2001.

In Giappone a Mishima, non lontano da Tokio e con vista sul monte Fuji, venne inaugurato nel 2002 il Museo Vangi, un modernissimo edificio di 30.000 metri quadrati di superficie, di cui 2.000 coperti: è la prima volta che il Giappone dedica una struttura espositiva permanente ad un artista occidentale. All’interno si possono ammirare numerosissime opere di Vangi, mentre il parco contiene alcune delle maggiori istallazioni dello scultore.

Sempre a Tokio, nel 2007, in occasione della Primavera italiana in Giappone, venne inaugurata la Personale di Vangi all’ Istituto italiano di Cultura.

Per conoscere la grande arte dello scultore barberinese:

  • le mostre
  • i premi e riconoscimenti
  • il museo Vangi a Mishima (Giappone)
  • Una galleria virtuale delle sue opere
  • Vangi e il suo paese: l’associazione “Amici di Giuliano Vangi”
  • il video della Mostra del 2011 a Barberino di Mugello

 

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