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Home»Non categorizzato»L’edicola votiva di piazza Cambray Digny
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L’edicola votiva di piazza Cambray Digny

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SCARPERIA E SAN PIERO – Sabato scorso, 25 marzo, nella solennità dell’Annunciazione, don Antonio Cigna – pievano di San Piero a Sieve – ha benedetto l’edicola votiva in Piazzetta Cambray Digny, all’inizio di via dell’Antica Posta. Epilogo di un intervento di restauro promosso e finanziato dall’associazione sanpierina “Mani di donna“, con la collaborazione ed il sostegno di alcuni privati cittadini di San Piero.

L’edicola mariana ormai da decenni versava in uno stato di degrado, essendo stata oggetto anche di danni, inferti negli anni, a seguito di ignoranti profanazioni. Così, in occasione del centenario delle apparizioni a Fatima, e con l’approssimarsi del millennio della pieve dedicata a San Pietro, non poteva esserci migliore occasione, di questa festa solenne dell’Annunciazione, per riportarla ad un adeguato decoro.

Il restauro è stato preceduto da una ricognizione sullo stato dell’edicola e da una valutazione degli interventi da adottare. Purtroppo l’immagine votiva originale, in ceramica, era irrecuperabile. Ed allora si è pensato di sostituirla con quella della Beata Vergine delle Grazie di Boccadirio, particolarmente venerata in San Piero (dove è già onorata nell’edicola in Via di Cardetole, al ponte pedonale sulla Carza, in un tabernacolo restaurato nel maggio 2013).

Don Antonio Cigna, pievano di San Piero a Sieve, durante la benedizione. L'edicola votiva restaurata (a destra)
Don Antonio Cigna, pievano di San Piero a Sieve, durante la benedizione. L’edicola votiva restaurata (a destra)

La piccola edicola adesso è stata messa in sicurezza con l’apposizione di un cancelletto in ferro battuto, opera del fabbro Massimo Serotti, artigiano di Scarperia, e la sistemazione di un vetro antisfondamento. Il tutto è stato dotato di una illuminazione a sensore crepuscolare, peraltro a beneficio di un angolo della pubblica viabilità non molto illuminato.

Due parole sulla storia di questa edicola. Non sappiamo quando sia stata realizzata. Le pietre decorative entro cui è incorniciata fanno pensare ad uno stile Seicentesco. Tuttavia non sono stati ritrovati atti e documenti che permettano di identificarne una data certa. Come, altresì, non è nota quale fosse l’antica e originaria immagine venerata, posta al suo interno. Dalle ricerche svolte è apparso però chiaro che l’edicola ha subito, nel tempo, rimaneggiamenti ed ormai da decenni ospitava già un’immagine, seppure deturpata, della Vergine di Boccadirio. E, traendo spunto dall’aneddotica, considerando il secolare legame tra il Santuario di Boccadirio ed il Mugello, non ci sarebbe nulla di cui meravigliarsi e scoprire che fosse proprio l’immagine della Madonna di Boccadirio quella originaria.

Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 27 marzo 2017

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