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Home»Copertina»Nuovi reperti etruschi, romani e medievali nel Museo Archeologico Alto Mugello. Domenica la presentazione
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Nuovi reperti etruschi, romani e medievali nel Museo Archeologico Alto Mugello. Domenica la presentazione

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PALAZZUOLO  SUL SENIO – Verrà presentato domenica 18 dicembre nello spazio museale del Palazzo dei Capitani di Palazzuolo sul Senio il MA.AM, ovvero il “Magazzini Museo Archeologico Alto Mugello”. Il progetto, che vede tra i promotori il Gruppo Archeologico dell’Alto Mugello, la cooperativa di comunità CIA ed è finanziato dal Ministero della Cultura, ha visto una prima fase di studio ed analisi di cinque pezzi inediti, mentre in questa seconda fase è prevista l’esposizione finale e la valorizzazione di questi oggetti in una nuovissima vetrina, che verrà inaugurata per l’occasione.

Ecco i cinque pezzi esposti:

La protome di ariete etrusca, risalente al VI a.C., è un unicum nella collezione del museo. Venuta in luce nei pressi della villetta di Misileo, complessa ne è la sua interpretazione: non si esclude si tratti di un bronzetto o di un elemento ornamentale di un oggetto in bronzo. Il piccolo volto dell’animale è contraddistinto da corna a voluta, occhi sferici inclinati, muso non molto pronunciato e bocca stretta. Dalla fronte si genera una pettinatura resa a ciocche composte e parallele che forma una specie di frangetta.

Testina lapidea di fanciullo Si tratta di una testina maschile, in marmo, scolpita a tutto tondo, di ambito romano. Il manufatto risulta ben conservato La frattura irregolare alla base del collo indica che la testina apparteneva ad un busto oppure ad un corpo intero. L’indagine comparativa vede come il fanciullo adotti un modello di capigliatura già noto nel II d.C., sia orientato nel trattamento di iride, pupilla ed arcate sopraccigliari ad una lavorazione adottata nel IV d.C. ed in ne sia molto vicina ad aspetti sionomici (in particolare naso, bocca ed orecchie) probabilmente riconducibili al III d.C.

 

 

Armilla romana Questo prezioso bracciale, ritrovato nei pressi della chiesa di Misileo, richiama l’articolato funzionamento della battaglia e il valore del soldato romano. Si pensa infatti che l’armilla venisse consegnata come premio al soldato che si era dimostrato valoroso durante l’azione bellica, al ne di dimostrare il proprio merito; era un ricordo, un simbolo, un segno distintivo da esibire in occasione di cerimonie solenni. L’esemplare di Palazzuolo è una tipica armilla in bronzo, a capi sovrapposti, terminante con braccini lavorati, con verga piatta sia in esterno che in interno con decorazioni fitomorfe punzonate.

Lucerna a disco. La lucerna di Palazzuolo è stata ritrovata nel settore ovest in località Villetta di Misileo. E una produzione di ambito romano, risalente al I-II secolo d.C. Il tipo di lucerna a disco in particolare durante il periodo augusteo è contraddistinto da un disco nemente decorato a rilievo, con una figurazione articolata. A partire dall’età di Tiberio la forma e l’ornamento si semplificano, introducendo i nuovi tipi di lucerne a semivolute. Lo spazio del disco si restringe a favore della spalla, e le figurazioni sono meno elaborate. La lucerna di Palazzuolo si inserisce quindi in questo frangente storico.

Frammento di maiolica arcaica. Si tratta della porzione della parte anteriore di una brocca sempre in maiolica arcaica. Risulta smaltata solo no a una certa altezza con un
sottile strato di smalto sia nella parete esterna che interna. Di notevole interesse è la decorazione: mostra infatti parte di una lettera capitale che potrebbe essere identicata come una M o una N con i vezzi a cerchietto e quello che potrebbe essere identificato come un sole o una toppa di stoffa. È l’unico pezzo presente nel Museo che risalga alla prima metà del XIV secolo.

“Il territorio dell’Alto Mugello si afferma nel corso del tempo come un’area favorevole all’insediamento, con frequentazioni a partire dal paleolitico fino al tardo medioevo – spiegano dal MA.AM – La decisione di concentrare le nostre ricerche su questi reperti archeologici nasce dalla volontà di evidenziare ancora una volta una continuità occupazionale e di vita che interessa il nostro territorio. Lo studio dei materiali ha contribuito in maniera significativa ad incrementare le conoscenze storiche ed archeologiche del patrimonio locale”.

© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 dicembre 2022

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