
BARBERINO DI MUGELLO – Tanta gente, e in qualcuno anche tanta commozione. Perché la chiesa di Sant’Andrea a Camoggiano per molti Barberinesi è un “luogo del cuore”. E ora che, dopo tanti anni, è stata riaperta, la gioia era palpabile.
Una riapertura non scontata, perché l’edificio sacro da tempo era vuoto e abbandonato alla polvere. Il primo piano del complesso di Camoggiano è stato ristrutturato ormai diversi anni fa, ricavandovi degli appartamenti, che la proprietà, l’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero di Firenze, ha dato in locazione. Nell’occasione anche il tetto della chiesa era stato rifatto. Ma lo spazio non era più utilizzato.
Così furono presi contatti con l’Istituto Diocesano e con la parrocchia, e si propose di riaprire Camoggiano, sia a saltuarie celebrazioni religiose – la festa del patrono, oppure matrimoni -, sia a un’attività culturale e artistica continuativa, in grado di consentire di “tornare” a Sant’Andrea, e di poterne ammirare l’architettura e l’arte – bellissimo è anche l’attiguo chiostro rinascimentale, decorato con un affresco di inizio ‘500 -. E in passato Camoggiano aveva altre preziose opere d’arte dal Fonte battesimale a un grande Presepio, entrambi di Benedetto Buglioni.
Domenica 16 luglio il primo atto, con la chiesa ripulita e addobbata, e impreziosita dalla riproduzione della grande tavola raffigurante la Crocefissione, dell’artista cinquecentesco Bartolomeo di Giovanni ed anche delle predelle dello stesso autore, in parte disperse (mentre la tavola è esposta nelle pieve di San Silvestro): alle 10.30 la riapertura, con gli interventi di don Stefano Ulivi, pievano di Barberino, Fulvio Giovannelli, assessore alla cultura, e Anna Nuti, presidente di Penelope. Subito dopo la professoressa Carla Romby, che sta coordinando a Barberino una ricerca su tutte le chiese del luogo, ha raccontato Camoggiano com’era, la sua particolarità architettonica, il suo valore per la comunità locale.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 luglio 2023
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