
BORGO SAN LORENZO – Sta riscuotendo successo e suscitando grande attenzione la mostra fotografica “Paesaggi di memoria. La mezzadria in Mugello nelle fotografie dell’Archivio del Museo di Casa d’Erci”, aperta fino a domenica 18 Ottobre nella vecchia Propositura di Scarperia (articolo qui).
Si tratta di immagini dal grande valore storico. La mostra è stata allestita per celebrare il cinquantesimo anniversario di Casa d’Erci e del gruppo che allora raccolse attrezzi, libri e documenti nella grande casa colonica sopra Grezzano, che oggi è museo, centro di documentazione e laboratorio e che riceve ogni anno migliaia e migliaia di visitatori.

Sul quotidiano La Nazione di giovedì 15 Ottobre, Serena Landi ricorda: “Con questa mostra abbiamo voluto anzitutto celebrare il cinquantesimo di Casa d’Erci e la sua attività di ricerca e di conservazione della memoria”.
Un’iniziativa dedicata in particolare a Marcello Landi, uno dei soci fondatori, recentemente scomparso, che per tutta la vita ha raccolto, studiato e custodito documenti, libri, riviste, registri di fattoria e tantissime fotografie, delle quali è stata esposta una selezione.

Nell’articolo, la curatrice della mostra, Chiara Naldi, spiega che l’esposizione “va a indagare e scoprire un patrimonio fotografico ancora poco conosciuto. E accanto a fondi già conosciuti, come l’album fotografico dei Dapples, la famiglia svizzera proprietaria della fattoria di Grezzano, e il fondo Giampietro Wirz, che documenta il lavoro al cosiddetto ‘bosco degli Svizzeri’, frutto dell’opera di un gruppo di giovani studenti, ingegneri forestali del Politecnico di Zurigo, che vennero a Grezzano nel 1966, dopo l’alluvione di Firenze, a fare un rimboschimento, ci sono anche foto amatoriali che restituiscono in modo molto efficace la vita del Mugello agricolo, i suoi paesaggi, le sue architetture, i suoi costumi”.

Insomma, sarà molto interessante osservare queste immagini, che coprono un arco di tempo ampio, dalla fine dell’Ottocento fino agli anni Ottanta del secolo scorso e che restituiscono tutto il fascino di un mondo scomparso, nei suoi usi, nei suoi abiti e nelle sue modalità di lavoro, ma che ancora rappresenta le radici del Mugello di oggi.



© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – Ottobre 2026

