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Home»Non categorizzato»Pieve di San Pietro a San Piero a Sieve – Santi Antonio da Padova, Bonaventura da Bagnoregio e Domenico, sec. XVIII
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Pieve di San Pietro a San Piero a Sieve – Santi Antonio da Padova, Bonaventura da Bagnoregio e Domenico, sec. XVIII

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https://cultura.ilfilo.net/wp-content/uploads/2022/06/Registrazione-Dipinto-altare-di-destra-1.m4a

Sopra l’altare lapideo della parete destra intitolato a Sant’Antonio da Padova campeggia una tela dipinta a olio che raffigura I santi Antonio da Padova, Bonaventura da Bagnoregio e Domenico. Il dipinto rappresenta in primo piano a sinistra San Bonaventura da Bagnoregio, rivestito del saio caratteristico dei frati minori, e chiaramente identificabile dalla presenza del rosso galero cardinalizio. Quest’ultimo attributo allude al noto episodio agiografico secondo il quale il santo, ospite del vicino convento di Bosco ai Frati al momento dell’annuncio della sua nomina alla porpora cardinalizia, chiese ai legati pontifici di collocare  momentaneamente il galero su un ramo di un vicino corniolo in attesa che terminasse di lavare i piatti del convento. San Domenico, invece, vestito dell’abito bianco e nero del suo ordine, mentre ai suoi piedi si vedono i gigli, suo attributo iconografico. Al centro della scena campeggia Sant’Antonio da Padova, raffigurato nella tradizionale iconografia: riveste il saio francescano nella foggia dei frati conventuali e sorregge con la mano sinistra un libro, di piatto, sul quale si erge il Bambino Gesù. Teste di cherubini si affacciano su uno sfondo carico di nuvole.

La documentazione d’archivio dimostra che la tela era nell’attuale collocazione almeno dal 1879 ma si può ritenere che sia stata eseguita appositamente per l’altare di sant’Antonio, vista la presenza in posizione centrale del santo patavino, fin dal 1879. Si tratta di un’opera a carattere eminentemente devozionale, interessante per i suoi significati religiosi e per i caratteri iconografici, poiché presenta i due santi francescani rivestiti rispettivamente cogli abiti dei due principali rami della famiglia francescana, quella dei conventual e dei minori, al quale appartenevano i frati del vicino convento di Bosco ai Frati.

E’ opera di un anonimo pittore toscano ed è databile intorno al 1781, anno in cui, a spese del pievano Poggini e di Sebastiano Raviggioli fu realizzato l’altare in cui è collocata.

scheda a cura di Marco Pinelli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello

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