
BORGO SAN LORENZO – Sabato 19 Luglio nel giardino della Pro Loco di Ronta è stato presentato il libro “Milioni di copie” un nuovo romanzo dedicato alla realtà odierna dell’Africa. La serata è stata un cordiale colloquio tra l’autore Francesco Todaro ed i lettori, animato dalle volontarie della locale biblioteca e in una attenta lettura a due con Cosetta Chiavacci.
Si tratta, per Todaro, del romanzo d’esordio, uscito per “I tipi” di Giuliano Ladolfi Editore nel gennaio 2025. Il titolo rimanda alla misura biologica delle “milioni di copie di virus” presenti nel sangue: ma la narrativa può essere letta come un contagio? Il mondo oggi è percorso, come dai conflitti, anche dai paradigmi delle nuove tecnologie e del profitto ad ogni costo, impattando su tutti.
E questo avviene anche in Mozambico, paese africano dove la convivenza tra antiche fedi e culture è sotto la sfida della globalizzazione e del terrorismo di matrice islamista. La narrativa è quindi l’occasione per un cambio di prospettiva: dall’oggi ad un ipotetico futuro prossimo, e dai panorami consueti al punto di vista dei periferici, per ritrovare insieme, nella complessità delle vicende e delle identità, vie di speranza possibili.
Afferma Todaro, «Serve il coraggio di immaginare nuovamente il nostro mondo. Spesso lo leggiamo meglio dalla periferia: e a Ronta c’è stata la bella sorpresa di ritrovarsi insieme in un nutrito e vivo gruppo di lettori e lettrici, in una comune passione vissuta, e non da ieri, per l’Africa e il futuro”. E proprio a Ronta, anche tramite le volontarie della biblioteca, questa passione si esprime anche nell’accoglienza, nei percorsi di integrazione e scuola di lingua italiana rivolti ad alcune famiglie di rifugiati africani dal Mali e Costa d’Avorio, che hanno voluto partecipare all’incontro. Occasione già rappresentativa di qualcosa di nuovo che sta crescendo a Ronta e che unisce i mugellani, molti di loro con qualche capello bianco in più, ed i figli dell’Africa, continente dei giovani. Ha affermato ad esempio Siaka, uno dei giovanissimi presenti: “L’Africa è grande, ci sono tantissime cose belle. E anche quelle brutte, come le guerre. Ma il futuro è diverso ed è già in costruzione!”
Nel volume in un ipotetico futuro prossimo, nel decennio successivo al 2020, ed in un territorio africano marginale e conteso all’orlo sud dell’Oceano Indiano, chiamato dagli antichi storici arabi Muqumbiq, si intrecciano percorsi e umanità diverse. Valdo, in ricerca di esperienze, o di una sua identità, oltre l’infanzia di abusi nelle favelas brasiliane e l’approdo a Genova come figlio adottivo dell’imprenditore internazionale Gianni Tempesti. Clara, attivista e guida di motivati e puntigliosi cooperanti europei. Kalahani, il nuovo leader afroamericano del terrorismo islamista più ideologizzato e militarmente vincente. John, hacker di origine ghanese e uomo di fiducia di casa Tempesti. E poi Fatima, una giovane cristiana da un villaggio dove la convivenza di sempre finisce sotto attacco. Tutti, periferici e protagonisti insieme. I loro itinerari, individuali e collettivi, si avvicinano fino a conflagrare: conflitti armati, virus, culture e fedi antiche, insieme a nuove espressioni e tecnologie, muovono la storia e delineano, a partire da un angolo di terra oggi forse dimenticato, una possibile lettura per immaginare un futuro.
Francesco Todaro vive e lavora a Firenze (dove è tra i promotori delle attività culturali ed artistiche degli amici con disabilità della Comunità di Sant’Egidio). Nei primi anni duemila ha collaborato, anche in Mozambico, al progetto DREAM di cura dell’AIDS ed altre patologie, continuando a condividere impegno ed attenzione alle sfide della pace e dell’inclusione. Con Ladolfi Editore ha già pubblicato nel 2017 la traduzione italiana di “Danusia. Storia di una bambina sopravvissuta” dell’autrice Dana Szeflan-Bell.
Cosetta Chiavacci
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 Luglio 2025

