
VICCHIO – Ottant’anni di Repubblica, e dal primo voto esteso alle donne; un anniversario, il 2 giugno 2026, ricordato in tutta Italia con tante iniziative. Il Comune di Vicchio, insieme all’Unione Montana dei Comuni del Mugello, al Comune di Rufina e con il patrocinio della Camera dei Deputati, aveva annunciato da tempo una giornata dedicata a una delle madri costituenti alla quale ha dato i natali: Bianca Bianchi.
Nel pomeriggio si è svolto un incontro all’interno del teatro Giotto, che ha registrato una folta presenza di amministratrici, amministratori e di moltissime persone, riunite intorno al ricordo di una donna di grande spessore culturale e politico, che con il suo impegno e la sua passione ha contribuito alla stesura della nostra Costituzione.

Molto interessanti e variegati i contributi degli amministratori: il Sindaco di Vicchio Francesco Tagliaferri, il Presidente dell’Unione Montana dei Comuni del Mugello Tommaso Triberti, il Sindaco di Rufina Daniele Venturi – dove risiedeva il nonno Cafaggi, dal quale Bianca si trasferì con la famiglia dopo la morte prematura del padre – l’Assessora regionale alla cultura Cristina Manetti, l’Assessora alle pari opportunità dell’Unione Montana dei Comuni del Mugello Sara Di Maio. Un coro unanime, il loro, volto a tenere alto il nome di Bianca Bianchi con varie iniziative per approfondirne la conoscenza anche tra le giovani generazioni. Ma anche ad attualizzare il suo messaggio, affinché possa essere di stimolo a procedere nell’affermazione dei diritti delle donne, obiettivo tutt’altro che compiuto.
Qui sopra il video dell’intervento dell’assessore regionale Manetti

Con l’impeccabile conduzione della giornalista Giuliana Cantini, è stata poi la volta di Elettra Lorini, Presidente del Comitato Bianca Bianchi e già Sindaca di Vicchio, e della Professoressa Giulia Vassallo, storica e autrice di una recente biografia della Bianchi. Vassallo ha messo in luce le doti di grande coraggio della costituente, che già da piccola le permisero – non senza ostacoli – di prendere le distanze da un percorso predefinito, che sarebbe stato di certo più facile seguire. Lei, invece, con il sostegno del nonno, volle studiare alle scuole superiori di Firenze, e quindi all’Università, per diventare una professoressa “disubbidiente” in epoca fascista, pagando sulla propria pelle la scelta di un insegnamento libero e obiettivo.

Dopo aver militato nella Resistenza, scoprì nella politica il mezzo per affermare i suoi ideali di giustizia sociale e, candidata alle elezioni dell’Assemblea costituente nelle file del PSIUP, risultò eletta nella circoscrizione Firenze-Pistoia con un numero esorbitante di preferenze. Fu una delle 21 madri costituenti, in un totale di 556 membri. Una carica che onorò senza riserve, riuscendo a fare ascoltare la propria voce e rivendicando il punto di vista femminile nella declinazione dei vari articoli della legge fondamentale dello Stato, ed in particolare il valore dell’istruzione pubblica e di un’educazione completa ed elevata, non soltanto nozionistica.
Risultò nuovamente eletta nella prima legislatura della Repubblica, dove presentò una proposta di legge per i diritti dei figli illegittimi, approvata dopo qualche anno e tante battaglie. Il suo impegno nella scuola proseguì successivamente al periodo parlamentare, dal 1953 e per una decina di anni, con una scuola di avanguardia – da lei fondata – ispirata al Villaggio svizzero Pestalozzi e alla tecnica Freinet: la Scuola d’Europa di Monte Senario, raccontata di suo pugno nel libro “L’esperienza di un’educazione nuova alla Scuola d’Europa”. Un’antesignana su più fronti, una donna che riusciva a guardare avanti, a superare i giudizi e i pregiudizi, nel nome di un bene comune alto ma raggiungibile con la volontà e l’unione. Grande emozione in sala, poi, per la lettura dei due interventi della Bianchi alla Costituente, grazie alla voce della presidente del Con siglio comunale di Borgo San Lorenzo Francesca Cerbai.

Il Comitato in suo onore, composto da storici, scrittori e studiosi locali, ha in animo ottimi propositi insieme al Comune: un murales con il volto della costituente, l’intitolazione della Biblioteca, una pubblicazione contenente vari approfondimenti in corso e molto altro. Al termine della serata, il Sindaco ha chiamato sul palco le amministratrici di Vicchio di ieri e di oggi, quelle di tutto il Mugello presenti in sala, l’Assessora regionale Serena Spinelli e Alessandra Maggi, già Presidente dell’Istituto degli Innocenti, che hanno seguito il convegno dalla platea fin dall’inizio, omaggiandole con un grande applauso.
Vederle riunite è stato un ottimo auspicio per il seguito dei progetti che riguardano la memoria di una grande donna, che resta tutt’oggi un esempio da seguire. Oltretutto, solo poche ore prima la Sindaca di Firenze, Sara Funaro, aveva annunciato la prossima attribuzione del Fiorino d’oro alla Bianchi, massima onorificenza del Comune dove ha risieduto per molti anni.
“Io torno a Vicchio” è il titolo di un suo libro, e allora, come anticipato da Tagliaferri nel reel di invito alla cerimonia, “Bentornata Bianca Bianchi!”.
Elisabetta Boni
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 Giugno 2026

