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Home»Eventi e stagioni»Otto appuntamenti, tra musica e prosa. Al via la nuova stagione del teatro di Vicchio
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Otto appuntamenti, tra musica e prosa. Al via la nuova stagione del teatro di Vicchio

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VICCHIO – Al via domenica 4 dicembre la stagione 2022-23 del Teatro Giotto di
Vicchio. Spettacoli con autori ed interpreti di spessore nazionale, per un programma di otto appuntamenti con prosa e musica fino all’11 aprile.

Sabina Guzzanti, Giorgio Tirabassi, Enzo Iacchetti, Vittoria Belvedere, Gaia De Laurentiis, Francesco Montanari sono alcuni tra i protagonisti del cartellone che nasce dalla collaborazione tra l’Amministrazione comunale di Vicchio e la Fondazione Toscana
Spettacolo onlus.

I vecchi abbonamenti possono essere rinnovati fino al 5 novembre. Dal 10 novembre la campagna dedicata ai nuovi abbonati.

Il sipario si alza il 4 dicembre alle 21.00 (come per tutti gli spettacoli) con Sabina Guzzanti e Giorgio Tirabassi che portano in scena “Le verdi colline dell’Africa” (di Sabina Guzzanti, produzione Infinito teatro e Argot produzioni). Un personalissimo tributo di Sabina Guzzanti al testo “Insulti al pubblico” dello scrittore e drammaturgo austriaco Peter Handke. Un testo provocatorio e dissacrante che non racconta deliberatamente nulla, infatti, non c’è una storia, né una scenografia e nemmeno i personaggi. L’unica cosa che rimane è il pubblico e l’energia vitale di una delle autrici più libere e creative nel panorama italiano che prenderà di mira le abitudini e il torpore intellettuale degli spettatori, ponendoli al centro di un gioco divertente e irriverente. Uno spettacolo ma soprattutto un gioco che ruota intorno ad un serissimo confronto sul teatro e la sua essenza.

Si prosegue venerdì 16 dicembre con “Dove ci sei tu” con Gaia De Laurentiis e Fabrizia Sacchi, Cecilia Guzzardi, Alessandro Blasioli (di Kristen Da Silva-traduzione di Monica Capuani, regia Enrico Maria Lamanna, produzione Gekon productions srls). Le sorelle Glenda (Fabrizia Sacchi) e Suzanne (Gaia De Laurentiis) vivono in una tranquilla fattoria sull’isola di Manitoulin, in Canada, mantenendosi con la vendita delle loro famosissime marmellate. La prima è una compita e apparentemente seriosa donna di campagna, mentre la seconda è uno spirito libero che manifesta di continuo la sua voglia di divertirsi ancora. Le loro solite preoccupazioni, come quella di spiare il prestante e giovanissimo vicino veterinario e il prepararsi per la visita della figlia adulta di Suzanne, Beth, sono complicate da un segreto che le sorelle non possono più nascondere. Anche Beth ha un segreto che ha tenuto nascosto a lungo alla madre e alla zia. Per le tre donne sarà il momento della verità, un’occasione per cambiare, si spera in meglio, le loro vite.

Davide Enia invece è il protagonista di “Italia Brasile 3-2. Il ritorno” in programma venerdì 20 gennaio (di Davide Enia, musiche di scena Giulio Barocchieri, Fabio Finocchio, produzione Teatro Metastasio di Prato – Fondazione Sipario Toscana). Nel 2022 ricorre un doppio anniversario: il quarantennale della partita di calcio giocata allo stadio Sarriá di Barcellona tra la nazionale azzurra e quella carioca, in occasione del Campionato Mondiale di Calcio del 1982, e il ventennale del debutto dello spettacolo Italia – Brasile 3 a 2. Proprio in quest’ottica, Il ritorno del sottotitolo allude alla partita da giocarsi per il passaggio del turno dopo quella comunemente battezzata come “l’andata”. Mantenendo inalterati lo spirito e i punti cardinali del lavoro, ovvero la rievocazione al contempo epica ed intima di quella che più che una partita fu un vero e proprio atto identitario e comunitario, ciò che si trova a risplendere oggi sono le presenze delle assenze. Lo stadio Sarriá di Barcellona, per esempio, non esiste più, raso al suolo e così consegnato alla dimensione puramente metafisica dell’immaginario. E, soprattutto, a differenza del debutto di Italia- Brasile 3 a 2 nel 2002, è morto Paolo Rossi, il Santissimo Pablito Nostro Signore delle Rivincite, oggi più che mai eroe dei due mondi. È morto Enzo Bearzot, che di quella nazionale fu lo stratega. È morto Socrates, il Dottore, autore del momentaneo pareggio del Brasile. È morto Valdin Perez, portiere, tre volte crocifisso da Pablito, agnello sacrificale perché il rito avesse compimento, necessario contraltare perché il mito si strutturasse. E poi è morto zio Beppe, uno dei protagonisti della strana umanità assiepata davanti alla TV del salotto di casa Enia, e zio Beppe stava sempre assittàto antìcchia in disparte per via dei vestiti mai lavati ma sempre indossati per ogni partita della Nazionale, perché quei vestiti portavano bene.

“Play house” è il titolo dello spettacolo proposto per venerdì 3 febbraio con Francesco Montanari (con la collaborazione di Davide Sacco, produzione LVF, Teatro Manini).
Un uomo e una donna. L’amore, la noia, la famiglia, il sesso, i battibecchi, il rancore. In 13 quadri Katrina e Simon esplorano piccoli momenti di quotidianità, affondano la lama nel loro rapporto, costruiscono e distruggono la relazione. Il mondo, fuori, è solo un’eco e, quando penetra nel loro appartamento, eccita e destabilizza. Ma chi sono veramente Katrina e Simon? Quale ruolo interpretano? Si sono veramente mai conosciuti? Lo spettatore ha costantemente l’impressione di spiare dal buco della serratura nella stanza, asettica, in cui si consuma la vita di un uomo, drammaticamente esilarante, disperatamente sola.

Venerdì 24 febbraio è la volta di “Art” di Yasmina Reza, con Luca Mammoli, Enrico
Pittaluga, Graziano Sirressi di Generazione Disagio (scene e regia Emanuele Conte, produzione Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse). Una commedia crudele e divertente sull’amicizia, scritta da Yasmina Reza e tradotta in circa trenta lingue. In una stanza, i tre protagonisti, si confrontano sulla qualità artistica di un quadro completamente bianco discutendo sul prezzo d’acquisto per il quale è stato comprato da uno dei tre. La discussione diventa ben presto un dibattito dai toni accesi sull’arte contemporanea e sfocia in un violento litigio che non riguarda più l’arte ma il rapporto di amicizia tra i protagonisti. L’autrice dimostra quanto anche un rapporto profondo come l’amicizia nasconda insidie insospettabili. I dialoghi serrati raccontano di come i tre amici, non riescano a comunicare realmente, arrivando a incrinare, forse in modo
irreparabile, il loro rapporto.

I protagonisti dello spettacolo di giovedì 9 marzo, “Bloccati dalla neve”, sono Enzo Iacchetti e Vittoria Belvedere (di Peter Quilter, regia Enrico Maria Lamanna, Produzione Bis Tremila).
Una commedia brillante che ha come tema la convivenza tra persone diverse, sia per carattere, sia per il modo di concepire il mondo e la vita, in una situazione al limite, di estrema necessità. Patrick è un uomo di mezza età che vive solitario in un cottage di campagna. Negli anni ha sviluppato una sorta di misantropia. Un giorno però, durante una violentissima tempesta di neve, la sua pace viene turbata. Judith, una donna che vive nel villaggio vicino, bussa alla porta di Patrick chiedendo pane e uova. È interamente coperta di neve. Patrick, indispettito, la accontenta, sperando che Judith se ne vada presto. Purtroppo per lui le cose si complicano. La tempesta di neve diventa ancora più violenta e un comunicato della polizia intima a tutti gli abitanti dei dintorni di non uscire all’aperto e di barricarsi in casa. Patrick e Judith sono costretti a dover convivere in quella quarantena forzata. Due caratteri forti messi costantemente a confronto, ventiquattro ore su ventiquattro. Lo scontro è inevitabile.

E come nelle passate stagioni teatrali, un concerto in occasione della rassegna musicale “Giotto Jazz Festival”: domenica 26 marzo nell’omaggio ad Antonio Caldarella, “I siciliani”, si esibiranno Cettina Donato, piano; Ninni Bruschetta, voce; Dario Cecchini, sax; Dario Rosciglione, contrabasso; Mimmo Campanale, batteria (composizioni e arrangiamenti di Cettina Donato, testi di Antonio Caldarella, Produzione AlfaMusic). Dopo la pubblicazione nel circuito digitale (14 maggio) il 28 maggio 2021 esce su Compact disc l’album “I Siciliani” del noto attore e regista Ninni Bruschetta (Boris, I Cento Passi, Made in Italy) e della pianista, compositrice e direttore d’orchestra, Cettina Donato (Eliot Zigmund, Fabrizio Bosso, Stefano Di Battista). Il disco omaggia la poesia dello scrittore siciliano Antonio Caldarella: impegnato alla recitazione e al canto, Ninni Bruschetta interpreta i suoi versi sulle musiche composte e arrangiate per ensemble da
Cettina Donato, che le esegue insieme a un grande cast di musicisti.

Martedì 11 aprile l’ultimo spettacolo in cartellone, “Romeo e Giulietta – L’amore è
saltimbanco” con Anna De Franceschi, Michele Mori e Marco Zoppello (soggetto originale e regia Marco Zoppello, produzione StivalaccioTeatro/Teatro Stabile del Veneto).
1574, Venezia in subbuglio. Per calli e fondamenta circola la novella: Enrico III di Valois, diretto a Parigi per essere incoronato Re di Francia, passerà una notte nella Serenissima. Un onore immenso per il Doge e per la città lagunare. Giulio Pasquati e Girolamo Salimbeni, coppia di ciarlatani saltimbanco dai trascorsi burrascosi, vengono incaricati di dare spettacolo in onore del principe. Non una storia qualunque, ma la più grande storia d’amore che sia mai stata scritta: Romeo e Giulietta.

Inizio spettacoli ore 21:00
Prevendita abbonamenti e biglietti presso il Teatro Giotto di Vicchio, Piazzetta dei Buoni, 1 – Vicchio.

Rinnovo degli abbonamenti 2021/2022: tutti i giovedì e i venerdì dalle 17.00 alle 20.00 e i sabati dalle 9.30 alle 12.30, a partire da Giovedì 27 ottobre fino a Sabato 5 novembre compreso.

Nuovi abbonati: tutti i giovedì dalle 17.00 alle 20.00 e i sabati dalle 9,30 fino le 12,30, a partire da giovedì 10 novembre fino sabato 19 novembre compreso.

Tutti i giovedì dalle 17.00 alle 20.00 e i sabati dalle 9.30 alle 12.30, in teatro a Vicchio, sarà aperta la biglietteria per tutti gli spettacoli della stagione a partire da giovedì 24 novembre fino a domenica 4 dicembre. Domenica 4 dicembre la biglietteria sarà aperta dalle 17.00 fino alle 21.00.

stagione teatrale Teatro Giotto vicchio
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