
VICCHIO – Sabato 13 Giugno al museo della Casa di Giotto di Vespignano, nelle campagne di Vicchio, è stato consegnato allo scultore Antonio Di Tommaso il premio “Giotto e l’Angelico 2026” (articolo qui). Un pomeriggio dedicato all’arte, nel corso del quale, tra gli altri, è intervenuto anche Sauro Bani, presidente della Pro Loco di San Piero a Sieve, ente che ogni anno organizza il simposio di scultura intitolato all’artista mugellano Antonio Berti. Una presenza non casuale, dato che il professor Di Tommaso, come ha ricordato nei suoi ringraziamenti, è stato allievo proprio di Berti.
“Questo premio – ha detto Di Tommaso – mi riporta alla mia storia e alle mie origini. Sono nato in Abruzzo da una famiglia umile – ha aggiunto – che per farmi studiare ha venduto parte dei terreni che avrebbero dovuto lasciarmi in eredità. Sono stato allievo di Berti, originario di questa terra e anche lui nato in una famiglia contadina. Sono rimasto – ha concluso – una persona umile nell’anima, con la passione della scultura che mi ha guidato per tutta la vita”.
Erano presenti anche i sindaci di Vicchio Francesco Tagliaferri e di Borgo San Lorenzo Leonardo Romagnoli. Tagliaferri, nel suo intervento, ha espresso il proprio compiacimento in merito alle iniziative organizzate al museo della Casa di Giotto. Presente tra il pubblico anche lo scultore borghigiano Niccolò Niccolai, che ha reso un omaggio al professor Di Tommaso, ricordando di averlo conosciuto nel 1968 e di aver poi seguito l’evoluzione della sua carriera. Non sono mancati neanche molti ex allievi del professore Di Tommaso che, lo ricordiamo, è presidente della classe di scultura dell’”Accademia delle arti del disegno”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 Giugno 2026

