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Home»Copertina»Il ballo e le umane miserie. Una cronaca del 1928
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Il ballo e le umane miserie. Una cronaca del 1928

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Borgo San Lorenzo. Anni '30. Serata danzante sulla terrazza all'aperto al Circolo dell'Unione
Borgo San Lorenzo. Anni ’30. Serata danzante sulla terrazza all’aperto al Circolo dell’Unione

MUGELLO – Il Messaggero del Mugello del 22 gennaio 1928 riporta un curioso intervento di G.G. (probabilmente Giunto Giunti, articolista presente spesso sulle pagine del settimanale mugellano).
L’articolo si intitola “Le delizie del Charleston”. Inizia citando un fatto di cronaca, la morte di una signora francese di Tolone, Luigia Brun, che per aver troppo ballato muore “dopo un’ora di atroce agonia, a causa di una perforazione intestinale”.

Citato il fatto, G.G. riporta, a proposito di balli, “una savia e seria disposizione”. Di chi? Del commissario straordinario della federazione fascista di Bolzano, Alfredo Giarratana, che si è visto in dovere di emanare un “ordine” a tutti i segretari politici della zona:

“Comincia la stagione dei balli. Si parla già di veglie tricolori, di veglioni di camice nere, di danze sotto gli auspici del fascio locale. Sospenderò quei segretari politici che si presteranno a simili faccende. Chi vuol ballare balli, magari fino a morire, ma deve risultare molto chiaro che il Fascismo ha ben altri e più chiari doveri”.

Severissimo il gerarca! E il nostro G. G.? Gli dà ragione e rincara la dose: spera che questa decisione sia “generalizzata in tutta Italia”. Addirittura! “Il Fascismo è cosa troppo seria politicamente e socialmente – conclude l’intemerata – e non deve essere mai mischiato in cose futili, mondane, leggiere!”.

Già… ma vai a dirlo ai mugellani che, come si deduce sfogliando le pagine del Messaggero, ballano ogni volta che possono e ovunque possono, compresi i circoli del PNF! Vai a dirlo di non ballare, per esempio, al PNF di Galliano che per quel Carnevale, il Carnevale 1928, organizza ben 8 serate danzanti, dal 6 gennaio al 21 febbraio, dall’Epifania al Martedì Grasso, ognuna battezzata col suo bel nome: il “Veglione della Calza”, la “Veglia Danzante”, il “Veglione delle Margherite”, il “Veglione della Bambola”, il “Veglione Tricolore”, il “Veglionissimo”, il “Veglione Mascherato” e il “Veglione di Chiusura”.

“Per 8 volte i seguaci di Tersicore si riuniranno nel vasto salone magnificamente addobbato di piante e tricolori e nel vortice della danza si dimenticheranno le umane miserie” si legge nell’annuncio delle feste gallianesi. Sulle “umane miserie” buttate lì en passant dal PNF gallianese ci sarebbe da indagare (era forse una critica al regime?). Ma limitiamoci alla superfice. Se c’era poco panem, che almeno ci fossero i circenses. Come dar loro torto?

Bruno Confortini
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 21 Febbraio 2026

Borgo San Lorenzo
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