
BORGO SAN LORENZO – C’è stata una grande partecipazione, domenica 13 Settembre a Ronta, alla visita guidata della Chiesa di Santa Maria a Pulicciano, a cura del Professore Pier Tommaso Messeri ed al concerto del “Semplicemente coro” diretto da Marilisa Cantini accompagnata da Sauro Pasi.
La chiesa di Santa Maria a Pulicciano era gremita di persone, accorse per seguire con grande interesse la visita guidata tenuta da Pier Tommaso Messeri, profondo appassionato e conoscitore della storia del Mugello. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione per riscoprire la storia e le caratteristiche artistiche di un edificio religioso strettamente legato alle vicende del territorio. La chiesa sorge infatti nel luogo dove c’era un probabile insediamento romano e poi un antico castello degli Ubaldini, le cui origini si perdono nella storia.
I primi documenti ufficiali in merito, risalgono al 1220. L’edifico, una volta passato ai fiorentini, fu al centro di numerose battaglie. Celebre fu l’assedio del 1303 operato dei fuoriusciti fiorentini e dei ghibellini romagnoli, comandati da Scarpetta degli Ordelaffi, che avrebbero potuto conquistare questo avamposto della Repubblica fiorentina se l’esercito della dominante, capeggiato da Fulcieri da Calboli, non fosse tempestivamente intervenuto. O ancora quelli dell’Oleggio nel 1351 o del Piccinino nel 1440.

La struttura religiosa, intitolata alla Madonna, nel tempo, è stata oggetto di diversi interventi di restauro. Nella prima metà del XVII secolo, grazie al rettore Lorenzo Pananti, ebbe svariati abbellimenti che la portarono, a parte gli interventi novecenteschi, ad avere la struttura che noi tutti conosciamo.
All’ interno cinque altari del Seicento impreziosiscono l’ambiente: Messeri si è soffermato in un’analisi delle opere d’arte lì esposte, con particolare attenzione alla descrizione degli stemmi e riferimenti ad antiche famiglie del luogo. Così, entrando, sulla sinistra è stato descritto l’altare di Santa Lucia, dov’è stato svelato il nome dei proprietari dell’emblemi araldici lì presenti, mai descritti in altre sedi. Il patronato di questo altare era infatti della famiglia Nuti di Marradi, per poi passare, per discendenza, ai Magnani di Ronta. Con un‘opera pittorica di Giovanni Baldinucci.
Di seguito l’altare di San Sebastiano, Patronato dei Pananti, con raffigurazione della Crocifissione, con San Sebastiano e San Francesco di scuola fiorentina; speculare a questo: l’altare dell’ Annunciazione, opera del Fidani, patronato del popolo, per poi arrivare all’altare della Madonna della Sacra Cintola, patronato della famiglia Ulivi. Qui una tradizione vorrebbe fosse raffigurata, in lontananza, la stessa chiesa di Pulicciano. Grande attenzione è stata posta all’altar maggiore, dove l’opera architettonica del priore Lorenzo Pananti è più visibile e dove colpisce, per maestosità e bellezza, la bellissima Assunzione di Maria e Santi di un anonimo autore del XVI secolo.
Sono stati passati in rassegna anche una bella annunciazione tardo cinquecentesca proveniente dalle fornaci di Cafaggiolo, un pulpito ligneo d’inizio ‘900 di maestranze locali, e di quel periodo è anche una Fonte battesimale invetriata. Bella e da valorizzare è una Lamentazione sul Cristo morto, composta da statue in terracotta, proveniente della bottega dei Buglioni, un tempo chiamate Le Verginelle, del XVI secolo, che fino alla fine del XIX secolo era conservata nelle pertinenze della Compagnia dell’Annunciazione, poco distante dalla chiesa, e portata in processione nella Settimana Santa.

Un elemento di particolare interesse è la lunetta posta in facciata, inaugurata il 24 Luglio 1927 voluta dal rettore Giovacchino Materassi, suo è anche uno stemma mentre l’altro è della famiglia dei Savoia, e realizzata dalle Fornaci San Lorenzo, la cui direzione artistica era affidata a Galileo Chini.
Numerosi aneddoti sull’edificio e il suo circondario sono stati svelati e l’attenzione degli ascoltatori è stata indirizzata anche alle lapidi presenti in facciata e controfacciata. Aldo Giovannini ha deliziato i presenti con alcune storie, recuperate dal diario parrocchiale scritto da don Rino Bresci, parroco di Santa Maria a Pulicciano dal 1942 al 1961. Una, in particolare, ha suscitato l’ilarità dei presenti. Don Rino era solito andare di casa in casa per invitare i contadini a partecipare alla funzione della domenica. Nel suo peregrinare, spesso sentiva i contadini imprecare perché i buoi non tiravano bene l’aratro. Ne era dispiaciuto e li invitava a usare un linguaggio più appropriato. In occasione della grande processione dell’Annunziata, che si teneva a Borgo, il mazziere aveva il compito di invitare le donne a non chiacchierare e a mantenere correttamente la fila. Naturalmente, lo faceva con lo stesso linguaggio colorito che era solito usare con i buoi nei campi. A un certo punto, don Rino gli disse: “Signor Ubaldi, qui c’è il Crocifisso!” Di rimando, si sentì rispondere: “Bene, che si metta in fila anche lui!”

Al termine della visita guidata, il “Semplicemente coro”, diretto con sensibilità da Marilisa Cantini, accompagnata dalla chitarra da Sauro Pasi, ha regalato ai presenti un intenso momento musicale, attraverso un repertorio dedicato alla figura di Maria. Il coro ha eseguito “Ogni giorno a te”, “Maria”, “Altissima luce”, “O divina Virgo fiore”, “Ave Maris Stella”, l’”Ave Maria” di Schubert, “La Vergine degli Angeli” e, a conclusione, la suggestiva “Ave Maria” di Fabrizio De André. Un susseguirsi di melodie e atmosfere diverse che ha saputo creare un momento di particolare emozione, coinvolgendo il pubblico e accompagnandolo, attraverso la musica, in un ideale omaggio alla Vergine.

Le volontarie di “Una biblioteca per Ronta” hanno poi offerto ai presenti una deliziosa merenda, seguita da una tombolata, che ha regalato momenti di allegria e spensieratezza. Si ringrazia il Forno Piazzetti per la fornitura di pane che è servita per fare la pappa al pomodoro.
È stata una giornata vissuta all’insegna dell’arte, della musica e della convivialità, resa ancora più speciale dalla partecipazione di tutti coloro che hanno contribuito alla sua riuscita.
Un particolare e sentito ringraziamento va a Don Francesco, al professor Pier Tommaso Messeri, ad Aldo Giovannini e a Marilisa Cantini, che hanno accolto con entusiasmo l’invito delle volontarie della biblioteca e hanno arricchito l’incontro con la loro presenza e il loro contributo.
A suggellare questa bella giornata, la serata si è conclusa con uno splendido tramonto, quasi a regalare un ultimo, suggestivo saluto a una giornata così ricca di emozioni e condivisione.

Cosetta Chiavacci
Fonti storiche: Pier Tommaso Messeri
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 15 Settembre 2026

