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Home»Eventi e stagioni»Lettere di eroine e dei loro amori: le “Heroides” di Ovidio sul palco del Corsini
4 Mins Read Eventi e stagioni

Lettere di eroine e dei loro amori: le “Heroides” di Ovidio sul palco del Corsini

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BARBERINO DI MUGELLO – Al Teatro Corsini di Barberino di Mugello domenica 27 marzo, alle 18.00, va in scena “Heroides. Lettere di eroine del mito dall’antichità al presente” della compagnia Koreja, con Giorgia Cocozza, Angela De Gaetano, Alessandra De Luca, Emanuela Pisicchio, Maria Rosaria Ponzetta, Anđelka Vulić e la regia del premio Ubu Elena Bucci.

Lo spettacolo di Koreja, in collaborazione con la compagnia teatrale Le belle bandiere e con le musiche originali dal vivo di Giorgio Distante, si confronta con l’opera strana e avvincente di Ovidio “Heroides” (Eroine), una raccolta di lettere poetiche d’amore.

Ovidio immagina le eroine del mito intente a scrivere una lettera ai loro uomini, narrando di amore, abbandoni, tradimenti. Per la prima volta nella storia della letteratura siamo di fronte ad un romanzo epistolare dove le donne indirizzano il loro messaggio al silenzio e all’assenza dell’altro.

Seguendo il luminoso esempio di Ovidio che si fa medium di un coro spesso ammutolito dalla storia, lo spettacolo da voce e corpo ad alcune eroine del mito, più o meno famose come Fillide, Enone, Arianna, Canace, Fedra e Medea, ma non solo. Lo spumeggiante gruppo di spose, vestito dalla sapienza di Enzo Toma, si è moltiplicato. Si sono fatte largo, tra un’improvvisazione e una rilettura dei testi del mito e delle tragedie, le Donne del coro: assomigliano molto alle donne che ci sono rimaste impresse dall’infanzia, quelle che ci hanno trasmesso i canti, le ninne nanne, quelle che ci hanno raccontato a modo loro il mondo. Sono ironiche e tragiche allo stesso tempo, proprio come è la vita, sono le nutrici, le corifee, le amiche, le sorelle, le madri, le nonne, le zie e commentano, partecipano, cadono in contraddizione, giudicano, si ricredono, si commuovono, cambiano.

“Ho voluto, pur esercitando uno sguardo piuttosto implacabile e minuzioso, che ogni attrice si misurasse anche come autrice, affrontando la riscrittura del testo di Ovidio e una serie di proposte di improvvisazione e creazione. Abbiamo realizzato così una drammaturgia a più strati, dove i linguaggi si mescolano e si arricchiscono l’un l’altro passando dal dialetto all’italiano, da lingue straniere dal suono affascinante all’universale linguaggio del corpo e dei suoni.

Trattandosi di un’opera in musica, abbiamo ritrovato canti antichi che risvegliassero la sensazione del legame con la terra dove si nasce per allargare poi lo sguardo al mondo intero e abbiamo intrecciato le parole e le azioni alle musiche del poliedrico e generoso Giorgio Distante, che, unico uomo in scena, sempre in ascolto, è diventato profondamente partecipe alla creazione.

Immergendoci in un viaggio nel tempo e nello spazio verso la tragedia antica e il mito, passando attraverso i documenti, le statue, i dipinti, i suoni, i personaggi, le storie, abbiamo cercato di riportare al presente quei frammenti che potessero diventare memoria di tutti e individuando diverse vie per trasformare il dolore in sorriso, per farne nutrimento di una visione nuova, dove la lotta per la sopraffazione tra i sessi sia solo un ricordo del quale prendersi gioco con sollievo, una sciocca fase di arresto del cammino dell’umanità. Le donne, riprendendo la loro voce, dialogano anche con lo stesso poeta Ovidio e con quegli antenati che costruirono miracoli di arte e cultura praticando l’orrore della schiavitù. Ci aiuta, con la sua geniale e affettuosa ironia, una grande artista come Virginia Woolf con il suo “Una stanza tutta per sé’”. Uomini e donne si ritrovano grazie alla magica pozione della poesia e dell’arte. Le donne, attraverso la loro fragilità diventano testimoni della fragilità e della povertà di tanti altri, uomini, donne, bambini, senza distinzione di sesso e di età. Cerchiamo di sentirci parte di una sola famiglia, buffa, criminale, sorprendente, affascinante, incamminata verso un futuro luminoso”.

Teatro Corsini, via della Repubblica 3 Barberino di Mugello (Fi) Tel. 055841237 [email protected] – www.catalyst.it

Biglietti 16 euro intero, 14 euro ridotto soci coop e arci, 8 euro studenti

Biglietti in vendita presso la biglietteria del Teatro Corsini e sul Circuito Box Office Toscana e Ticketone.

Fonte: Ufficio stampa Catalyst
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 Marzo 2022

Barberino di Mugello Compagni Catalyst Teatro Corsini
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