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Home»Copertina»Quando le “balene” nuotavano a Palazzuolo
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Quando le “balene” nuotavano a Palazzuolo

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Prof. Marco Sami al lavoro

PALAZZUOLO SUL SENIO – Nel novembre del 2008 Gianfranco Menghetti, alla ricerca di grosse pietre per sistemare il giardino nel Fosso di Visano presso Ca’ Martella nel comune di Palazzuolo sul Senio, ne nota una, piuttosto grossa dall’altezza max 21 cm, diametro max 19,5 cm, peso 9,6 kg e di forma vagamente cilindrica che lo incuriosisce per la presenza, sulla superficie superiore, di quello che sembra tessuto osseo spugnoso. Il reperto viene depositato presso il locale museo civico ora Museo Archeologico Alto Mugello e, data la sua natura “enigmatica”, viene dimenticato. A distanza di anni, nel maggio del 2022, è stato “riscoperto”:  viene contattato il dr. Marco Sami, curatore onorario del Museo Civico di Scienze Naturali di Faenza ed esperto di fossili del territorio, il quale si offre di cercare di preparare il grosso ciottolone per cercare di capire cosa vi si cela.

Per la ripulitura grossolana del reperto vengono utilizzati in un primo tempo alcuni martelli e scalpelli di varie misure e successivamente, per una preparazione più accurata, si è passati ad un mini-trapano Dremel ad aria compressa: una settantina le ore complessive di preparazione. La superficie ossea lentamente liberata dalla roccia veniva man mano consolidata con preparati appositi per restauro.   

E’ così che si è potuto capire che il nodulo calcareo inglobava due grosse vertebre, una completa e una lacunosa: gli esperti consultati hanno confermato trattarsi di ossa di cetaceo ma la scarsità dei resti e la loro tipologia non permettono purtroppo una classificazione più precisa; dalle dimensioni è comunque ipotizzabile un animale adulto della lunghezza di circa 3,5 metri.

Un sopralluogo sul posto del ritrovamento non ha permesso di risalire all’esatto livello stratigrafico di provenienza anche se, in ogni caso, tutti i depositi rocciosi affioranti nell’area di ritrovamento appartengono all’unità geologica di mare profondo nota come Formazione Marnoso-arenacea e risalgono al Serravalliano, cioè tra circa 14 e 12 milioni di anni fa.

Per quanto incompleto e limitato a sole due vertebre si tratta di una scoperta rarissima per il nostro territorio appenninico: infatti, a nostra conoscenza l’unico altro ritrovamento del genere riguarda alcuni resti fossili di cetaceo recuperati nel 1995 negli affioramenti coevi della Formazione Marnoso-arenacea in località Occhio del Sole. 

Alfredo Menghetti
Museo Archeologico Alto Mugello di Palazzuolo sul Senio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 30 gennaio 2023

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