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Home»Copertina»Quando l’esperto d’arte è confuso: un Giotto emigrato?
4 Mins Read Copertina

Quando l’esperto d’arte è confuso: un Giotto emigrato?

1 commento4 Mins Read
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Antica stampa che documenta l’incontro tra Giotto e Dante, che secondo una certa tradizione popolare potrebbe essere realmente avvenuto

MUGELLO – Giotto amava così tanto il Mugello che avrà sicuramente realizzato qui opere, come fecero Andrea Del Sarto, Pietro Nelli da Rabatta, Santi di Tito, Agnolo Gaddi e tanti grandi artisti del passato chiamati ad arricchire artisticamente un territorio fondamentale per Firenze e pieno di committenti. E’ una cosa logica, ma quasi tutte queste opere sono scomparse nel nulla e anche gli esperti d’arte hanno contribuito a creare confusione.

Premetto che le opere antiche (XIII-XV secolo) sono sovente prive di documenti certi e ogni opinione è perciò opinabile; e sembra quasi che il critico di turno cerchi più la propria visibilità che la verità, come se dopo tanti secoli si aspettasse l’illuminato parere dell’ultimo arrivato. Mi viene poi da sorridere quando affermano che l’opera non è di un maestro ma “della bottega”, il che non vuol dire un fico secco. La maggioranza delle grandi opere del tempo fu realizzata dalle botteghe sotto la supervisione del titolare il quale, dato il gran numero di commissioni, si limitava alla sinopia o al disegno architettonico. Detto questo, non dico che i critici siano tutti presuntuosi, ci mancherebbe, però tendono a basarsi sull’analisi dell’opera dimenticando spesso due aspetti importanti: la storia e la tradizione popolare. E sbagliano. Io, che come esperto d’arte sono una bestia, proverò invece ad ascoltarle e vediamo cosa ne esce.

Madonna di Agnolo Gaddi conservata al Museo degli Uffizi

Prendiamo la Madonna della cintola per la chiesa di Montefloscoli considerata di Agnolo Gaddi ma ora attribuita a un non meglio precisato Maestro di Montefloscoli; bella scoperta, così non sbagliano di sicuro, un “maestro pittore” a Montefloscoli prima o poi ci sarà stato! Ma io ne so quanto prima.

Maestro di Montefloscoli, Madonna della Cintola (Museo di arte sacra di Vicchio). Particolare

Povero Agnolo, opere considerate per secoli sue vengono ora attribuite al Compagno d’Agnolo e persino a uno “Pseudo compagno d’Agnolo”; come se non avesse in vita sua fatto un tubo, come se i critici conoscessero una vita privata di cui invece non si sa il solito tubo. Si rivolterà nella tomba. Forse per spirito di compensazione ecco che allora hanno assegnato a i’su babbo Taddeo il dipinto “San Francesco che riceve le stimmate” conservato al Museo di Cambridge… Mah, che vi devo dire, peggio che andar di notte. A me sembra che Taddeo Gaddi facesse tutt’altra roba, ma per carità, io ci capisco il giusto!

Aspetta.. fammi guardare meglio.. ma questo dipinto “inglese” è proprio quello che era in Mugello nella chiesa vecchia di Borgo San Lorenzo; il Niccolai dice nella Guida che secondo la tradizione popolare non era di Taddeo Gaddi ma opera di Giotto e che si trovava al Seminario di Cestello.

Raffronto tra il dipinto di sinistra conservato a Cambridge, un tempo a Borgo e attribuito a Taddeo Gaddi, e quello del Louvre (a destra) attribuito a Giotto. Le somiglianze sono davvero incredibili

Come ha fatto ad arrivare a Cambridge, aveva forse le gambe? Misteri ecclesiastici!

Infine, contemplo il “San Francesco che riceve le stimmate” di Giotto al Louvre. E mi accorgo (di sicuro non sarò il primo) che quel Giotto è molto simile al dipinto di Borgo (potete raffrontare voi le due immagini); identico il panorama, il volto del Santo, identica la posizione e la fattura di saio, mani e piedi. E Taddeo Gaddi non faceva mai le fotocopie dei dipinti di Giotto.

“O inglesi ridateci il nostro Giotto, boia d’una Sieve!” Ovviamente, sto scherzando, massimo rispetto per i professionisti d’arte, però devo dire che guardando i dipinti il dubbio che siano entrambi di Giotto rimane, e pure molto forte. Che avesse ragione davvero la tradizione popolare e il Niccolai, invece che il solito esperto di turno in vena di saggezze?

Fabrizio Scheggi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 Luglio 2020

Fabrizio Scheggi Giotto Mugello
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1 commento

  1. PAOLA RECATI on Luglio 3, 2020 9:53 am

    Ha perfettamente ragione con i lavori di bottega e anche opere ritrovate in Mugello
    Vedi il San Sebastiano della pieve di Borgo San Lorenzo e una madonna nella cappella di Galliano che sicuramente sono opera di Francesco Ubertini nato a Borgo San Lorenzo nel 1495-6 .
    Lorenzone della Gratella

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