
“Ci rendiamo partecipi del sostegno attivo a questo progetto – commenta Daniele Collini di CGIL Mugello – e siamo orgogliosi di dare il nostro contributo, che deve rappresentare un passo per la Pace. Ovviamente la Pace si ottiene raggiungendo la Giustizia e per questo è importante che si venga a conoscenza della tragedia del popolo palestinese che nonostante tutto resiste da lungo tempo e che lotta contro chi vuol cancellarlo, tra fame, bombe, umiliazioni, mutilazioni, bambini che non possono andare a scuola, malati o feriti che non possono curarsi. Come movimento dei lavoratori e delle lavoratrici non ci vogliamo rassegnare”
“Tentiamo una riflessione su potere e fragilità delle immagini negli scenari coloniali
contemporanei – il commento alla mostra dell’associazione promotrice Gaza Fuori Fuoco
Palestina – Con il progetto fotografico Gaza Fuori fuoco – Palestina tentiamo una riflessione su potere e fragilità delle immagini negli scenari coloniali contemporanei, a partire dal genocidio in atto a Gaza e Cisgiordania. In assiduo contatto con fotografi e giornalisti palestinesi, abbiamo iniziato a raccogliere la moltitudine di immagini che vengono dai territori rasi al suolo dal paese-caserma chiamato Israele, fortilizio assistito dagli Usa e dall’Europa nella sua marcia predatoria verso terre altrui, in Palestina e oltre”.
Chi scatta fotografie nei luoghi della devastazione è considerato un testimone scomodo, un occhio disobbediente alla cecità, quindi da eliminare: oltre centonovanta sono stati finora i fotografi e giornalisti cercati e uccisi in un anno (diciannove nei trent’anni precedenti), oltre 130 sono stati incarcerati, di alcuni non si conosce la destinazione.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 10 luglio 2025