Close Menu
  • Home
  • News
  • Le Arti
  • Storia e storie
  • Personaggi
  • Palazzi e chiese
  • Opere
  • Scienza e tecnica
  • Teatro in Mugello
  • Libri
    • Gli Autori
    • Lo Scaffale mugellano
  • I collaboratori
Facebook Instagram
Ultime notizie
  • Al Cinema DOP di Firenzuola in replica il documentario “Fai diverso”
  • “Viaggio della memoria”, presentazione a Dicomano del libro fotografico
  • “Amici per la vita” di Louis Goldman, presentazione a San Piero a Sieve
  • La Compagnia delle Formiche porta a Barberino il musical di “Alice nel paese delle meraviglie”
  • DAI LETTORI – La mostra di Nicola Lisi al Palazzo dei Vicari di Scarperia
  • Firenzuola, dalle macerie alla ricostruzione
  • Carlo Bellesi, un umile operaio mugellano, e il segreto della pietrificazione
  • Ricordando i Salesiani a Borgo San Lorenzo, un istituto e un oratorio scuole di vita
Facebook X (Twitter) Pinterest Instagram YouTube
  • Italiano
    • English (Inglese)
Il Filo – Il portale della Cultura del Mugello
  • Home
  • News
  • Le Arti
  • Storia e storie
  • Personaggi
  • Palazzi e chiese
  • Opere
  • Scienza e tecnica
  • Teatro in Mugello
  • Libri
    • Gli Autori
    • Lo Scaffale mugellano
  • I collaboratori
Il Filo – Il portale della Cultura del Mugello
  • Italiano
    • English (Inglese)
Home»Copertina»RACCONTI DI CAMPAGNA – Le ragazze di Fornello
5 Mins Read Copertina

RACCONTI DI CAMPAGNA – Le ragazze di Fornello

Nessun commento5 Mins Read
Share Facebook Twitter Pinterest Copy Link LinkedIn Tumblr Email VKontakte Telegram
Condividi
Facebook Twitter Pinterest Email Copy Link

MUGELLO – Pur essendo ispirati a eventi, personaggi e luoghi reali, i racconti di questa serie sono romanzati e frutto esclusivo della fantasia dell’autore. 

Stava fiorendo rigogliosa negli occhi e nel cuore la primavera in quell’Aprile 1949. Già a quel tempo di case coloniche abitate nella gola del Muccione ne erano rimaste veramente poche; c’era Campo Nardone, Saltomare, Brancobalardi, Le Casette, Poggialti. In quei casolari sperduti e dimenticati tra i monti senza nessuna comodità, alcuni contadini ricavavano ancora il poco necessario per vivere da un campetto di grano strappato alla roccia, qualche animale o dalla raccolta dei marroni che venivano sistemati con cura nei seccatoi. Strano a dirsi, esistevano anche delle eccellenze; ad esempio, pare che il burro prodotto dal contadino di Brancobalardi fosse considerato prelibato; di sicuro era genuino. Uno dei rari momenti in cui queste coloniche si popolavano un po’ era durante la (magra) battitura del grano, quando la trebbiatrice arrivava a pezzi su carri trainati dalle bestie e veniva montata sul posto; si trattava di un’impresa titanica, quasi assurda pensando al rapporto tra fatica e risultati! Eppure, si faceva. Giulia aveva solo quattordici anni quando andò a vivere tra quelle montagne, e non era certo il sogno della sua ancor breve vita.

Lì nel casolare di Piandolci non c’era assolutamente nulla e la vita scorreva in giornate dure e sempre uguali; alzarsi all’alba, le pecore, la stalla, il bucato. Le sarebbe piaciuto tanto fare la sarta e impiegarsi in città, ad esempio in un grande paese come Borgo San Lorenzo, ma da quell’orecchio suo padre non ci sentiva proprio.

Francesca, invece, aveva sì e no un anno in più di Giulia e in quel mese andò ad abitare con la famiglia nel casolare di Pian Bertozzi. Dal giorno in cui era entrata per caso in un piccolo teatro coltivava un sogno, quello di recitare e aveva sempre la testa fra le nuvole; ma, forse, anche per lei tutto era destinato a rimanere fantasia.

Vicino a queste due coloniche c’era la stazione di Fornello e un tempo ci passava il treno, ma ora non più dopo le distruzioni della guerra; civiltà e progresso sfioravano un mondo rurale distante anni luce. Le due ragazze si conobbero negli scoscesi sentieri che conducevano a Gattaia dove a volte andavano per qualche acquisto o per la messa. La scuola che amavano tanto frequentare, quella l’avevano dovuta abbandonare da tempo; in famiglia non potevano certo perdere braccia giovani per queste sciocchezze. Già sembrava una specie di disgrazia al padre la nascita di una femmina; figuriamoci, con tutti i lavori pesanti da fare lui avrebbe voluto solo figli maschi.

Vi sembrerà impossibile, ma allora non esisteva internet, cellulari e nemmeno la televisione; in casa non c’era neppure la radio e il telefono, e il bello è che si viveva lo stesso. L’unico svago per le due giovani era incontrarsi in riva al torrente per sognare insieme i divi del cinema, confidarsi paure, speranze, i primi amori platonici, trovare conforto dai rispettivi problemi e incomprensioni familiari. Diventarono inseparabili, però c’era un problema, la distanza. Separate dal fiume, le ragazze potevano solo scorgere in distanza i rispettivi casolari; così Francesca e Giulia idearono un piccolo stratagemma; si misero d’accordo e, quando una aveva bisogno di vedere l’altra o voleva andare insieme da qualche parte, legava un fazzoletto bianco a una finestra ben visibile dalla colonica dell’amica; l’altra faceva lo stesso. Pochi minuti dopo, entrambe partivano e s’incontravano nel fosso stringendosi forte in un grande abbraccio.

Se, invece, per risposta veniva esposto un fazzoletto colorato, voleva dire che una delle due non poteva assentarsi. Le cose andarono avanti così per quasi quattro anni, tutta la loro adolescenza, il periodo più bello della vita vissuta da isolate. Finché un giorno Francesca arrivò piangente al consueto appuntamento; il padre aveva deciso di trasferirsi in un’altra zona della Toscana, e dunque si persero di vista. Allora era più difficile di oggi mantenere i contatti; si scambiarono qualche lettera ma alla fine l’amicizia svanì soffocata dalla distanza.

Arrivò il 1990. Erano trascorsi più di quarant’anni e Giulia era rimasta in Mugello; non era diventata sarta, anche se con ago e filo se la cavava. Si era sposata con un mugellano e aveva avuto tre figli e poi erano arrivati due nipotini. Quel giorno al mercato a Vicchio stava comprando degli oggetti per la cucina quando i suoi occhi incrociarono quelli di una signora elegante e con un velo di malinconia nello sguardo. “Francesca!” esclamò sorpresa Giulia mentre l’altra le sorrise subito. Così le due signore si abbracciarono dopo quarant’anni e i ricordi volarono leggeri.

“Sai” fece Francesca, “ora vivo a Pisa mi sono sposata ma ho avuto un matrimonio sfortunato; comunque sono tranquilla, ho potuto dedicarmi al teatro come volevo. Il Mugello ormai fa parte del passato, sono qui solo per caso.” Non sembrava avessero più molto da dirsi, così con un certo imbarazzo reciproco si salutarono.

In fondo alla discesa che conduceva alla stazione di Vicchio, Francesca sentì d’improvviso un grande brivido correre lungo la sua schiena; d’istinto, frugò in borsa, tirò fuori un fazzoletto bianco e si voltò agitandolo. Lontano, in cima alla salita, vide che anche Giulia stava sventolando con forza verso di lei un grande fazzoletto bianco. Forse per entrambe era davvero arrivato il momento di un nuovo incontro.

Fabrizio Scheggi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – marzo 2024

Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email Telegram Copy Link
Previous ArticleTrecento anni dalla nascita di Angelo Gatti, a Borgo San Lorenzo un convegno
Next Article Vicchio chiude la stagione teatrale con “Il Malloppo”

Related Posts

Copertina

Al Cinema DOP di Firenzuola in replica il documentario “Fai diverso”

Febbraio 6, 2026
AAA TEMPORANEO

“Viaggio della memoria”, presentazione a Dicomano del libro fotografico

Febbraio 5, 2026
Copertina

“Amici per la vita” di Louis Goldman, presentazione a San Piero a Sieve

Febbraio 5, 2026
Copertina

La Compagnia delle Formiche porta a Barberino il musical di “Alice nel paese delle meraviglie”

Febbraio 5, 2026
Copertina

DAI LETTORI – La mostra di Nicola Lisi al Palazzo dei Vicari di Scarperia

Febbraio 2, 2026
Copertina

Firenzuola, dalle macerie alla ricostruzione

Febbraio 1, 2026
Add A Comment
Leave A Reply Cancel Reply

Facebook X (Twitter) Pinterest Instagram YouTube
© 2013 – 2026 Il Filo CF/P.IVA 05160370481 – Informazioni sul copyright
Web project by Polimedia – Siti che funzionano
  • Privacy Policy
  • Chi siamo
  • Redazione

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

Blocco annunci abilitato!
Blocco annunci abilitato!
Il nostro sito web è reso possibile dalla visualizzazione di annunci pubblicitari online ai nostri visitatori. Sostienici disabilitando il tuo blocco degli annunci.