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Home»Le news dal palco»RECENSIONE – La passeggiata nel “Borgo dei misteri”, a cura del Teatro Idea
5 Mins Read Le news dal palco

RECENSIONE – La passeggiata nel “Borgo dei misteri”, a cura del Teatro Idea

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BORGO SAN LORENZO – Già dalle parole del titolo, suspense e uno stato di allerta attraversano la mente di noi spettatori, in attesa della rappresentazione dello spettacolo “La Passeggiata nel Borgo dei Misteri” messo in atto dalla compagnia del “Teatro Idea” di Borgo San Lorenzo, in occasione della festa di Halloween. Lo spettacolo, giunto ormai alla sua sesta edizione, inizia con un conturbante “traghettatore” che accompagna il pubblico in un viaggio a ritroso nel tempo, facendolo soffermare nelle varie postazioni sparse qua e là per le vie del centro storico di Borgo San Lorenzo. Durante il percorso vengono raccontate, in chiave esoterica, storie di suicidi e tragedie misteriose riguardanti persone realmente esistite. Gli avvenimenti narrati, accaduti in Mugello fra l’Ottocento e il Novecento, sono stati estratti dalle cronache de “Il Messaggero del Mugello”.


L’usanza della festa di Halloween, di origine celtica, viene celebrata ogni anno, la sera del 31 ottobre e risente dell’influenza delle tradizioni statunitensi. La festa si è velocemente diffusa in molti Paesi del mondo in varie forme di manifestazioni: si passa dalle sfilate in costume degli adulti ai giochi dei bambini, che girano di casa in casa recitando la formula “ricattatoria” del trick-or-treat (dolcetto o scherzetto). Caratteristica della festa, legata ai temi della morte e dell’occulto, è il simbolo della zucca con intagliata una faccia sorridente (il più delle volte spaventosa) e illuminata da una candela posta all’interno. La parola Halloween rappresenta una variante scozzese, del nome
completo All Hallows’ Eve che significa “Notte di tutti gli spiriti sacri”, e corrisponde alla nostra vigilia di Ognissanti.
Ed è proprio dalla Scozia che ha origine il lavoro del Teatro Idea. Più precisamente, da una ispirazione di Marilisa Cantini elaborata da Vieri Chini, regista e fondatore della compagnia teatrale di cui fa parte anche Marilisa. Quest’ultima, appassionata dei Ghost Tour scozzesi, di ritorno da un viaggio in Scozia, propose al regista di sperimentare questi macabri percorsi. Sposata questa idea, Vieri ha realizzato un tour inquietante che vede, “nella sera che non ha confini fra la vita e la morte”, decine di persone frequentare le vie e talvolta le ville del Borgo, divenendo testimoni di macabri episodi. “Borgo San Lorenzo, vivace cittadina …” Il ritrovo della serata è nella Piazzetta degli Artisti. Divisi in due gruppi (a causa dell’affluenza del pubblico), con partenza differita di dodici minuti l’uno dall’altro, il tour inizia con musica gaelica in sottofondo. La prima tappa è in Corso Pasquino,
dove troviamo il primo narratore: contornato da fiammelle di lumini, l’uomo inizia a raccontare la storia Caterina Guidalotti, una vecchia “senza tempo e senza regole”, trovata morta in via Lapi. Fu trovata priva di vita nella sua casa, con decine e decine di gatti a farle compagnia. Percorsi pochi metri, in una successiva postazione, ci viene raccontata un’altra morte oscura: nei pressi di una villa in località Viterete, Neri Bertini Bernardi mentre lavora nei campi vede in una fossa spuntare delle ossa umane. Chissà, forse il Neri ha visto un Vampiro? Non lo sapremo mai … Arrivati nel “tunnel” che congiunge Corso Pasquino a via Mazzini, troviamo il terzo narratore: un fantasma di
bianco vestito, con in testa rami di fiori di pesco e con dei tronchetti di legno impigliati nell’abito. Questa volta il protagonista del racconto è Paolo, un bambino di undici anni, che, il 2 dicembre del 1890, si era recato sulle sponde del fiume Sieve per costruirsi una zattera. Una volta terminata l’imbarcazione e messa in acqua, il piccolo Paolo fu ghermito dall’Eguagliatrice (“colei che non fa sconti a nessuno”) che lo fece cadere e annegare. È la volta della storia di Rosa Guarnieri, detta L’Aquila, il racconto di via San Martino. Rosa era una donna molto riservata, sempre vestita di stracci e con i capelli che parevano serpenti, che faceva paura anche ai bambini. Finì arsa viva nel suo letto a causa dello scaldino: “Tutto può accadere, specialmente stanotte …” Poi troviamo Emma Martini, un’ostetrica di Polcanto di soli trentatrè anni, che trovò la morte in un viaggio verso il Mugello, schiacciata dal carroccio del Torricini.
Quindi passiamo al suicidio di Fortunato Granelli, detto il Matto, che si gettò dal secondo piano di
via Mazzini, numero 15, sfracellandosi il cranio: “Com’è effimera la vita!”. Ma la storia più toccante è quella di Eugenio Corsi e di una donna maritata, “che per pudore tacerò il nome”. I due amanti, in assenza del marito di lei, dopo essersi chiusi in camera, vennero ritrovati agonizzanti in seguito all’assunzione di un veleno per topi. I due avevano lasciato anche una lunga lettera dove era confessato il loro amore. E ancora, Francesco Schiettini, che rimase folgorato da un fulmine mentre si recava nella stalla. Beppa la matta e “molti altri ancora che non sapremo mai”. Termina così dicendo, l’ultimo narratore nel Vicolo Sant’Omobono.


Lo spettacolo si conclude nel Vicolo Castelvecchio con la lettura di una poesia:

“…Ma tu che serbi ricordanza e cura
d’obbliati mortali, e in questi versi
la lor semplice istoria altrui disveli,
che fia di te?…”

Elegia scritta in un cimitero di campagna, di Thomas Gray.

La compagnia del “Teatro Idea” è reduce dello spettacolo “Il Palazzo del Trono” portato in scena pochi giorni fa al Festival “Incanto Liberty” di Montecatini Terme: una manifestazione importante che è già alla sua quarta edizione. Lo spettacolo, anch’esso itinerante, ripercorre idealmente il viaggio di Galileo Chini al Palazzo del Trono di Bangkok, dove era andato per curarne i decori. Il testo nasce grazie ai diari di casa Chini, dove il regista della compagnia vi ha potuto attingere, essendo lui il discendente delle casata.
Peccato che lo spettacolo si sia incrociato più volte con le grida festanti dei bambini e con i loro scoppi di petardi che hanno in qualche modo impedito di capire bene alcuni passaggi delle storie narrate.

 

Carla Gabellini
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 novembre 2019

Carla Gabellini recensioni Teatro idea Vieri Chini
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