Close Menu
  • Home
  • News
  • Le Arti
  • Storia e storie
  • Personaggi
  • Palazzi e chiese
  • Opere
  • Scienza e tecnica
  • Teatro in Mugello
  • Libri
    • Gli Autori
    • Lo Scaffale mugellano
  • I collaboratori
Facebook Instagram
Ultime notizie
  • Al Cinema DOP di Firenzuola in replica il documentario “Fai diverso”
  • “Viaggio della memoria”, presentazione a Dicomano del libro fotografico
  • “Amici per la vita” di Louis Goldman, presentazione a San Piero a Sieve
  • La Compagnia delle Formiche porta a Barberino il musical di “Alice nel paese delle meraviglie”
  • DAI LETTORI – La mostra di Nicola Lisi al Palazzo dei Vicari di Scarperia
  • Firenzuola, dalle macerie alla ricostruzione
  • Carlo Bellesi, un umile operaio mugellano, e il segreto della pietrificazione
  • Ricordando i Salesiani a Borgo San Lorenzo, un istituto e un oratorio scuole di vita
Facebook X (Twitter) Pinterest Instagram YouTube
  • Italiano
    • English (Inglese)
Il Filo – Il portale della Cultura del Mugello
  • Home
  • News
  • Le Arti
  • Storia e storie
  • Personaggi
  • Palazzi e chiese
  • Opere
  • Scienza e tecnica
  • Teatro in Mugello
  • Libri
    • Gli Autori
    • Lo Scaffale mugellano
  • I collaboratori
Il Filo – Il portale della Cultura del Mugello
  • Italiano
    • English (Inglese)
Home»Le news dal palco»RECENSIONE – “Panico ma rosa”, una dolorosa parola esilarante
3 Mins Read Le news dal palco

RECENSIONE – “Panico ma rosa”, una dolorosa parola esilarante

Nessun commento3 Mins Read
Share Facebook Twitter Pinterest Copy Link LinkedIn Tumblr Email VKontakte Telegram
Condividi
Facebook Twitter Pinterest Email Copy Link

BARBERINO DI MUGELLO – “Panico, ma rosa”: sembra proporsi quasi come un ossimoro il titolo dello spettacolo che Alessandro Benvenuti ha portato al Teatro Corsini di Barberino il 16 luglio 2021. L’attore, già molto amato nelle nostre zone, ha ancora una volta emozionato il pubblico mugellano con il suo monologo che nasce dal dolore del lockdown e sfuma nella risata tipica delle sue opere comiche. L’inizio dello spettacolo è stato infatti caratterizzato da alcune freddure sulla vita comune, tese a voler rendere l’idea che l’uomo, anche a distanza di secoli, è sempre lo stesso e che la ridicolizzazione delle sue fragilità sottolinea proprio l’importanza della vita del singolo. In questa parte, Benvenuti ha fatto ricorso a noti scioglilingua, associandoci la sua vena creativa per renderli più attuali, dando vita a un gioco di parole in cui sono state protagoniste le onomatopee, le inversioni e le metafore. Questo ha dato il là per il coinvolgimento del pubblico, che poi ha trovato maggior interesse nel riascoltare le “vicende di un recluso”, ovvero il diario che l’attore aveva scritto durante la prima ondata di Coronavirus.

“Ci siamo ritrovati tutti in quei racconti -ha detto Sibe Kallmi, della compagnia teatrale Catalyst, che ha curato la realizzazione dell’evento – le canzoni cantate dalle terrazze, l’applauso per i medici, le lucine accese per esprimere cordoglio per le vittime, gli arcobaleni dipinti alle finestre”. Indubbiamente, questo ha commosso gli spettatori e, differentemente da quando si può pensare, non è un esperimento facile: ci vuole coraggio a trattare questo tema in maniera originale, perché può sembrare presto per parlare di una tragedia che, purtroppo, non è ancora finita. Ciò che probabilmente ha fatto la differenza sono stati il linguaggio ricco di suoni e il ritmo svelto impiegato, che hanno reso l’opera un vero e proprio “esercizio di stile” alla Queneau. Forse questo può essere un esempio anche per gli esperti del settore: spesso a fare lo spettacolo sono le modalità di resa, non tanto, o quantomeno non sempre, i temi, che in questo caso hanno oscillato dalle esperienze nell’infanzia dell’autore, a quelle dei suoi familiari, al suo rapporto con la religione, su cui, secondo alcuni spettatori, ha puntato un po’ eccessivamente, rendendo la sua critica un po’ gratuita. Il finale, con la splendida canzone di Elvis Presley “I can’t help falling love with you” ha riportato l’attenzione sull’uomo in generale, grande protagonista dello spettacolo, e suoi rapporti che questo intrattiene con l’altro, poiché, come ha sottolineato Benvenuti, sono la sola cosa che conta.

Caterina Tortoli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 luglio 2021

Alessandro Benvenuti Catalyst Panico ma rosa Teatro Corsini Barberino
Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email Telegram Copy Link
Previous Article“Le pietre magiche di Firenzuola”, il nuovo libro di Filippo Bellandi
Next Article INTERVISTA – Alessandro Benvenuti “La mia comicità: una risposta alla sofferenza”

Related Posts

Copertina

“Buon compleanno Giulio Coniglio”, al Corsini di Barberino

Novembre 10, 2025
Copertina

“Giovanna dei disoccupati” al teatro Corsini di Barberino

Novembre 10, 2025
Copertina

“Il teatro che ci ri-guarda”. Un anno di spettacoli e cultura al Corsini di Barberino

Ottobre 29, 2025
In evidenza

RECENSIONI DAI LETTORI – “Diari casagliesi” di Emiliano Cribari

Agosto 31, 2025
Copertina

Dicomano chiude “Libri sotto le stelle” con Alessandro Benvenuti e il suo “Teatro della Sorpresa”

Agosto 30, 2025
Eventi e stagioni

“Juliette on the Road”, a Barberino lo spettacolo di danza itinerante

Giugno 25, 2025
Add A Comment
Leave A Reply Cancel Reply

Facebook X (Twitter) Pinterest Instagram YouTube
© 2013 – 2026 Il Filo CF/P.IVA 05160370481 – Informazioni sul copyright
Web project by Polimedia – Siti che funzionano
  • Privacy Policy
  • Chi siamo
  • Redazione

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

Blocco annunci abilitato!
Blocco annunci abilitato!
Il nostro sito web è reso possibile dalla visualizzazione di annunci pubblicitari online ai nostri visitatori. Sostienici disabilitando il tuo blocco degli annunci.